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Referendum Catalogna 2014-2017...tre domande

02 ottobre 2017


Ecco come sono andati gli ultimi due referendum sull'indipendenza in Catalogna:

2014 - affluenza 35% SI 80%
2017 - affluenza 41% SI 90%

Entrambi gli esiti non sono stati riconosciuti dal Governo spagnolo in seno alla Costituzione spagnola che riconosce la Spagna "unica e indivisibile".
(fonte wikipedia Catalogna)

Sorgono spontanee tre domande.
Domanda numero uno. I cittadini chiedono l'indipendenza perché vogliono dividere territori unici e indivisibili, o perché sono stanchi di chi li governa?
Domanda numero due. E se fossero i cittadini a scriversi la Costituzione (come hanno fatto in Islanda nel 2010 ma guarda caso ancora arenata in Parlamento) sparirebbe ogni esigenza dei cittadini di referendum indipendentisti?
Domanda numero tre:
2020? - affluenza 60%? SI 100%?
...con o senza manganelli e bombe a mano?








Italiani, l'invidia di essere schiavi

09 09 2017

Non ho scientificamente dubbi che il male di fondo nel popolo italiano sia questo: abituato storicamente ad essere schiavo di padroni lontani, pretende che lo straniero in Italia sia trattato da schiavo al suo stesso modo. Così oggi l'italiano vuole che gli stranieri paghino lo stesso balzello di tasse che paga l'italiano, non abbiano i servizi di cui l'italiano non gode, siano esauriti dalla stessa burocrazia che deprime gli italiani, siano schiacciati dalla stessa finanza schiavista che schiaccia gli italiani. E così via. Questa è la rabbia che ha l'italiano verso gli stranieri: non vederli trattati come loro dai padroni lontani.
Invece di far valere legittimamente la propria sovranità popolare, esautorando qualsiasi padrone da ogni potere con la partecipazione politica riprendendo controllo del proprio territorio, dei propri valori, della propria esistenza... si limita a maledire i padroni lontani per le loro preferenze sugli schiavi.

Il popolo italiano non ha la minima idea di cosa significhi la libertà.  Non ha la capacità di volerla non avendo neppure quella di immaginarla. Ecco il male di fondo del popolo italiano: l'impostazione mentale, l'educazione, la cultura, di concepire le catene come un abito di lusso.


Tratto dal film Django Unchained (2012)






Il governo errante di Howl...

 23 luglio 2017


Il famigerato decreto Lorenzin sui vaccini è da poco passato al senato ed è prossimo al vaglio della camera. Il caos imbarazzante che ha provocato questo decreto ignobile è qualcosa di sensazionale in una camera formata da appena 300 parlamentari. Chissà cosa accadrà prossimamente quando il vaglio passerà ai circa 600 deputati, dove le opposizioni sono molto più agguerrite e vincolanti. Probabilmente compariranno le altrettanto famigerate (e fuorilegge) tagliole da parte dei "capi" seduti in presidenza per bypassare la democrazia e far rispettare il termine ultimo di approvazione della legge (6 agosto) in barba a qualsiasi opposizione. Ciò è già avvenuto in passato e non deve stupire. Ma non deve neppure demoralizzare. Perché quello che ha dimostrato e dimostrerà il decreto vaccini è qualcosa di davvero importante alla pari di quello che già ha dimostrato l'esito del referendum costituzionale. Quello che emerge infatti e che il governo con le sue fonti informative (giornali e telegiornali) fa di tutto per oscurare, è l'enorme partecipazione popolare per informarsi e riappropriarsi di diritti umani e civili sempre più violati e calpestati dai poteri forti politico-finanziari. La gente comune in Italia sta aprendo gli occhi, informandosi attivamente, e si sta rendendo conto dell'enorme abbaglio della politica avuto negli ultimi decenni. La gente comune, capace di spirito critico, sta dimostrando di poter fare rete con le proprie voci e le proprie azioni.
Per quanto poi la strada sia ancora lunga e in salita (lo dimostra il caso PFAS in Veneto con le difficoltà delle class action) occorre essere ottimisti, e respirare a fondo in questi primi passi di nuova coscienza collettiva. Occorre ora fermarsi ad osservare il vecchio sistema, quello che vorremmo superare, quello che ci ha voluto rovinare il futuro al punto da mettere le mani su intere nuove generazioni, quello che in nome di falsi ideali per un illusorio benessere consumistico ci ha rubato il tempo, ci ha rovinato le relazioni e l'ambiente, ci ha distrutto la salute. Osserviamo il modo in cui questo vecchio sistema, facendo finta di niente contro tutti e tutto, credendosi all'avanguardia e in forma smagliante, sta arrancando e barcollando dentro le sue stesse istituzioni, tentando attraverso le sue stesse pseudo-riforme e pseudo-urgenze passi più lunghi delle proprie gambe fatiscenti, in modo convulsivo e schizofrenico, alla maniera di un castello errante di Howl. Ecco può essere molto saggio fermarsi ad osservare come il vecchio baraccone stia crollando su se stesso accelerando il proprio disastro quanto più accelera con le proprie azioni per recuperare l'irrecuperabile, ossia il controllo totale sulla vita delle persone nell'era dell'informazione globale condivisa. Non servirà così arrabbiarsi e inveire, né deprimersi né avvilirsi contro chi a forza di causare mali, sta crepando da sé. Forse conviene davvero per un attimo respirare a fondo, rendersi conto del grande passo avanti che abbiamo compiuto tutti, come comunità globale, e ricaricarci davanti al vecchio che sta passando, fuori controllo dall'agonia. "Avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza, tutto il nostro entusiasmo e tutta la nostra forza" cit. Beppe Grillo