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Indipendenza Veneta, e l'Italia 5 Stelle

10 maggio 2015

Ho letto in questi giorni il manifesto elettorale di Indipendenza Veneta. Pensavo proponesse il solito federalismo teatrale della Lega-Padania-Zaia-Tosi o l'autonomia oppiacea della Moretti-PD-Ma-Non-Ditelo-In-Giro.
Devo dire tanto di cappello agli Indipendentisti che hanno per Statuto la sovranità popolare da esercitare solo ed esclusivamente con la "democrazia diretta"; il ripudio di ogni discriminazione di sesso, razza, lingua, religione, credo politico; la non violenza; nonchè il principio della proprietà privata come estensione del più generale principio di libertà individuale.

Un inno a principi etici e democratici che la distinguono dalla Lega Nord, da cui però provengono bene o male i loro fondatori e delegati (vedi Morosin). Ed è quasi un peccato che il nome continui a giocare una certa ambiguità con le altre liste di provenienza (e alleanza?) leghista come Noi-Veneto-Indipendente (Veneto-Stato) che corre con Zaia, e Veneto-Sì.
Oltre alla difficoltà per l'elettore nell'orientare il voto, mi chiedo cosa possa aver indotto ex compagni patrioti veneti a correre in liste separate se hanno in comune da vent'anni lo scopo dell'indipendenza veneta. Forse l'ambizione personale? Forse la mancanza di fiducia tra loro? O forse qualche gioco di finanziamenti pubblici riciclati dalla Lega, riuscito o non riuscito qui o là?
Belle domande. Ma meglio soffermarsi sui principi sopra, perchè a cercare risposte credibili, si spera, saranno i loro sostenitori.
Anche perchè regalare un altro voto a questi vari nomi senza essere consapevoli di cosa si vota, significa rimanere di nuovo fregati dopo vent'anni di voto alla Lega. E ciò più che da ingenui "sarebbe da coglioni" (cit. Berlusconi verso chi votava Prodi nel 2008).





Da sostenitore veneto del MoVimento 5 stelle, di Indipendenza Veneta mi colpisce più di tutto il proposito della "democrazia diretta attuabile con referendum popolare". Strategia politica questa squisitamente realizzabile oggi, come mai prima nella Storia, attraverso gli strumenti digitali: internet e una piattaforma di proposta, discussione, voto.
Colpisce perchè questo è esattamente ciò che sancisce il non-statuto del MoVimento 5 Stelle da sempre.
Solo che a differenza della Lega/Indipendentisti il M5S lo attua da sempre nel blog di Beppe Grillo, ossia dal 2009, e nel Sistema Operativo 5 Stelle da subito appena entrati in Parlamento, ossia dal 2013.
Altro che "nulla di fatto vent'anni dopo".
E c'è da chiedersi: tutti gli operai, gli artigiani, i commercianti, gli impiegati, i piccoli imprenditori che si dichiarano ferventi sostenitori di Indipendenza Veneta, e che da sempre beffano e fischiano il M5S accusandolo di essere "fuori dalla realtà per la mania di votare in internet"...sanno che voteranno in Indipendenza veneta la stessa identica cosa che hanno deriso fino ad oggi stesso?
Bah. Forse sì. Forse no. O forse neppure gliene frega perchè magari quelle beffe e quei fischi erano solo conformismo ai tanti servizi giornalistici di regime somministrati quotidianamente per giorni, mesi, anni, finalizzati a "discriminare un credo politico diverso".
Sarebbe quindi un conformismo in contrasto con il loro stesso statuto. Un conformismo "inconsapevole" sarà poi riflesso di un voto inconsapevole?

Ma la considerazione più sottile a mio avviso è su quel "grillo per la testa" per l'autodeterminazione dei popoli. Beppe Grillo infatti, fondatore e garante del M5S, ne è assai convinto (leggi E se domani...). C'è un approccio sostanzialmente differente però tra il M5S e l'indipendentismo veneto.
I movimenti indipendentisti hanno come ideale la Repubblica Veneta di "marinara" memoria. Affezionati solo all'idea che quell'istituzione è durata mille anni (700-1700 dopo Cristo, oligarchia autarchica tutt'altro che democratica con mire e confini espansionistici extra-veneti) senza pesare il fatto che è cessata da 300 anni e in 300 anni il Veneto ha impregnato nel suo tessuto sociale, economico, linguistico, culturale, religioso, e razziale, caratteristiche assai diverse da quelle preservate in mille anni.
Ebbene sì dunque. E' finito il tempo delle Repubbliche Marinare. Se il Veneto oggi è quello che è, nel bene e nel male, non è solo grazie ai Veneti, e neppure per colpa dei Veneti. Se i Veneti sono andati in tutto il mondo, anche tutto il mondo si è radicato in Veneto. Anche e soprattutto dopo la fine della Repubblica di Venezia.
Allora se i Veneti oggi si devono autodeterminare come popolo nel proprio territorio, sarebbe meglio lo facessero consapevoli della globalizzazione del 2015, dell'eco-sostenibilità del 2015, dell'integrazione multi-etnica del 2015, della robotizzazione del lavoro del 2015... e non del solito becero e fallimentare "Roma ladrona-Prima il Veneto".



Leggo le parole del candidato presidente Morosin. "In realtà vivo del mio lavoro e, le dirò di più, mi faccio il “mazzo” ogni giorno. D’altronde mi trovi un Veneto che lavora 16 ore su 24. Ce l’abbiamo nel DNA". Mi pare di vedere il filmato propagandistico del Duce a torso nudo che miete il grano negli anni '20.
Anacronistico e patetico. E' finita l'era del socialismo post-industriale.
I Veneti nel 2015 si stanno finalmente rendendo conto che il loro stesso duro lavoro, lungo generazioni, ha massicciamente inquinato l'aria, l'acqua, la terra e il cibo di cui nutrono se stessi e i propri figli, intossicandosi in modo drammaticamente irreversibile.
I Veneti nel 2015 sono stanchi di vedere costruiti nuovi ospedali ogni vent'anni per le sempre più gravi malattie generate dal loro duro lavoro. E vogliono invece garantito uno stile di vita (anche lavorativo) che eviti loro di avere bisogno di un ospedale. Perchè nel 2015 è realmente ottenibile.



I Veneti nel 2015 si stanno anche rendendo conto che la tecnologia in effetti "aumenta la disoccupazione...però fa risparmiare tempo". Allora stanno capendo che è ignobile che la collettività non sfrutti a pieno le tecnologie per far fare alla macchina il lavoro dell'uomo, permettendo ai cittadini di dedicare la maggior parte del proprio tempo alla cura di sè e dei propri cari.
Rivoluzionando anche le strategie di previdenza e le garanzie di reddito. Ossia una progressiva abolizione delle pensioni e a tutti un reddito di cittadinanza non tanto adeguato alla soglia di povertà, ma a un diritto alla "felicità"Concetto modernissimo riciclato da Morosini (vedi foto sopra) forse perchè sentito sponsorizzare da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, e da ogni altro attivista che è "oltre".
"Oltre" le commistioni di giochi di parola che come fine ultimo hanno la giustificazione del profitto finanziario di pochi sulla pelle dei tanti. Sulla pelle dei popoli.
C'è da chiedersi a tal riguardo se il sacrosanto "principio della proprietà privata come espressione della libertà individuale" di Indipendenza Veneta non sia appunto un gioco di parole per difendere il "principio dell'interesse privato come massima espressione del più forte sul più debole".
Perchè nel 2015 invece il più forte quanto il più debole possono benissimo cooperare, in un mondo libero dall'interesse privato della finanza, per ottenere la massima felicità dalla condivisione dei frutti della propria intima, legittima e sacrosanta proprietà privata.


,, Venite tutti! Sarà uno spettacolo straordinario... [...] parleremo del lavoro, parleremo del Reddito di Cittadinanza. Una delle più grandi menti della storia dell'economia, un gesuita che è quello che ha procurato il miracolo della Germania che si chiamava Nell-Breuning, negli anni '50 e '60 era il consigliere di molti ministri, diceva che un terzo del lavoro serve a produrre danni, un terzo del lavoro serve per controllare e riparare i danni e solo un terzo del lavoro è utile. Concentriamoci su quel terzo lì! Poco lavoro, molto tempo a disposizione e Reddito di Cittadinanza. Un mondo nuovo! Un mondo straordinario! Un grande mondo! ,,
Posted by Beppe Grillo on Venerdì 8 maggio 2015



Allora basta. Basta. I Veneti vogliono forse tornare sudditi chinati al profitto finanziario dei "doge" di turno esperti solo di lucro e speculazioni sulle "risorse umane"? No, non lo voglio credere. I Veneti si stanno svegliando. Non è più ammissibile prenderli in giro con giri di parole. Con falsi miti e favole. I Veneti si autodetermineranno come popolo ed è inevitabile che lo facciano , come globalmente lo stanno facendo tutti i popoli e grazie alla "rete", non grazie a una bandiera di un mistificato "più forte leone", che per mille anni ha seminato sangue per rimpinguare le casse di una casta aristocratica geniale forse solo nel gettare le basi del signoraggio bancario in giro per il mondo,

Allora la mia speranza da grillino, per finire, non può che essere questa, come sempre. Che ogni Veneto innanzitutto non manchi di rispetto al sangue versato dai nostri nonni e si rechi a votare (finchè possiamo, visto che questo diritto le nuove caste lo stanno lentamente togliendo ai cittadini a mano a mano che si stanno svegliando, come dimostra la pseudo-riforma del Senato nonchè l'Italicum). Ma soprattutto spero che ogni Veneto sia consapevole del suo voto. Consapevole sulla base della sua Storia. Della sua identità presente. Dei suoi desideri per il futuro. Ma quelli veramente suoi, non quelli inculcati da un'educazione propensa solo a un denaro che lo sta avvelenando e uccidendo. Nel corpo e nello spirito.
Insomma spero che il Veneto inizi in Italia una innovazione geniale dell'autodeterminazione. Contagiosa per tutta la comunità italiana. Spero che i Veneti dimostrino con il prossimo voto regionale la consapevolezza di non essere in Italia da 150 anni. Ma di esserlo da sempre e insieme a tutti gli italiani. #TuttiUniti.




“Se fare fosse facile quanto sapere ciò che è bene fare,  le cappelle sarebbero chiese e le catapecchie dei poveri palazzi principeschi.” Porzia
(da "Il mercante di Venezia", atto I, scena II)
Al Pacino in Il mercante di Venezia, 2004 (regia Michael Radford)