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La messa in scena della #FarsaScienza


19 agosto 2016

Ormai è decennale il tentativo di mettere in discussione in questi blog l'approccio "ufficiale" al metodo scientifico del mondo accademico, che con il metodo scientifico superbamente da secoli pretende tra l'altro di identificarsi.
Oggi si presenta una ghiotta occasione offerta su un piatto d'argento proprio dal mondo accademico per sfatare categoricamente molti luoghi comuni sulla "comunità scientifica".
L'università un tempo, forse, era sinonimo di scienza. Sempre più spesso non lo è più, e grazie alla rete lo possiamo dimostrare.

Prendiamo come punto di riferimento un "articolo scientifico" banalissimo sulla gestione delle carrozzine dei bebè: trarremo deduzioni indirette per pesare analisi su argomenti molto più complessi.

Date una letta dunque a questo articolo:
L'errore grave da non commettere con i vostri bambini quando fa caldo
Interessante valutare anche la corrispondenza con l'originale:
WARNING: The dangerous pram mistake we're all making

Riassumendo, le autorità scientifiche (gli esperti delle università) affermano che coprire con un telo un passeggino in piena estate come spesso fanno i genitori (ad esempio al mare) per proteggere dalla sovraesposizione di sole, è estremamente pericoloso perché può innalzare la temperatura interna di molti grandi, con un vero e proprio effetto forno. Tentati dalla curiosità, dei giornalisti hanno sperimentato che due passeggini, uno coperto l'altro no, dopo un'ora e mezza avevano una temperatura interna di 22°C scoperto, 37°C coperto.

A leggere una cosa del genere, quale può essere la prima reazione anche del genitore più apprensivo del mondo? "Mio Dio...ho rischiato di ammazzare mio figlio in vacanza!"

La prima reazione del genitore invece appassionato di scienza e consapevole delle logiche dell'economia della finanza contemporanea, perplesso si pone subito qualche domanda. Innanzitutto, pur ammesso che il metodo scientifico è alla portata di tutti per natura, si chiede come caspita avranno condotto tecnicamente quell'esperimento quei giornalisti, dal momento che i risultati ottenuti sono alquanto bizzarri confrontandoli con le evidenze osservabili nella quotidianità. Il primo dubbio insomma viene sulla procedura adottata, che deve essere ripetibile e riproducibile in ogni angolo del pianeta, se di metodo scientifico si parla (la cosiddetta voce Materiali e metodi di qualsiasi esperimento scientifico degno di tale nome).
In pratica, come avranno fissato quel telo? La faccenda che rende una farsa o meno questo esperimento è tutta lì, e ora lo dimostriamo.

Ho compiuto le stesse misure su un passeggino in pieno agosto (il giorno 13 appena passato) tra le ore 15 e le ore 16, in una giornata appena ventilata, con cielo sereno e sole cocente. Il termometro al mercurio dopo 10 minuti ha segnato colonnina piena (oltre 42°C) nel passeggino di mia figlia scoperto.
Quindi ho coperto il passeggino con un panno tradizionale per infanti. Però lasciando, come ogni genitore con un minimo di scienza e coscienza farebbe, una apertura sui lati in direzione della lieve brezza (sottolineo che non ho cambiato posto al passeggino rispetto alla prima misurazione).
Quindi ho controllato la temperatura dopo 20 minuti.
Cosa vi sareste aspettati, a valutare le sentenze degli esperti universitari comprovate dagli esperimenti dei giornalisti-scienziati? Forse che il termometro sia scoppiato?

Beh il mio dopo 20 minuti ha segnato 35,6°C (rispetto ai 42°C di prima dopo 10 minuti). Certamente sarebbe potuto scoppiare: magari coprendo la carrozzina con un telo senza alcuna apertura?




Allora cosa hanno voluto dimostrare i luminari della scienza con annessi seguaci in questo articolo?
Forse che è plausibile che un comune genitore arrivi a tappare sbadatamente tutto il passeggino con un telo? Forse che si tende addirittura a tenerlo tappato per più di mezzora (fino ad un'ora e mezza!) come nell'esperimento riferito?
Ma questo atteggiamento è verosimilmente un tentato infanticidio! non un tentativo di proteggere un neonato dal troppo calore in una passeggiata al mare!

Ma allora quali conclusioni si possono trarre da queste performance del mondo accademico-giornalistico? Evidentemente il bisogno di creare sensazionalismo, dimostrando che avviene il contrario di ciò che è evidente semplicemente omettendo quei particolari che fanno la differenza per l'evidenza.

Ora la vera, importantissima, riflessione che qui si vuole stimolare è la seguente: se riescono delle autorità accademiche a farvi credere il contrario di ciò che avviene nella realtà persino con un passeggino da bebè, riuscite a figurarvi cosa riescono a farvi credere parlando di fenomeni che non potete sperimentare direttamente ma che sono riservati alle loro élite?
Pensate ai report sugli acceleratori di particelle quantistiche o alle osservazioni astronomiche: forse neppure loro sanno di cosa stanno parlando, ma voi credete ciecamente a ciò che vi riferiscono.
Pensate anche alla geoingegneria climatica visto che sta ottenendo -giustamente- sempre più attenzione mediatica. Siccome è sempre meno facile negare l'evidenza all'occhio comune che si mette ad osservare il fenomeno delle scie spray quotidianamente in tutto l'occidente, si sono inventati di affermare che questi quadri sono "il risultato di maggiori voli d'aereo e/o maggiore umidità dell'aria rispetto a un tempo".
In questo contesto non c'è alcuna dimostrazione scientifica da fare: si tratta solo di descrivere l'evidenza di ciò che si osserva. Eppure gli esperti esasperano il loro ipse dixit propugnando un'osservazione surreale (ossia la negazione dell'evidente emissione massiccia di scie spray nei nostri cieli) come fosse dimostrazione scientifica.

Insomma ormai il mondo accademico oggi è ridotto alla stregua di un medioevale potere religioso: è richiesto dalle autorità che ci si fidi a prescindere:"l'ha detto l'esperto".
Tuttavia la cosa triste non è vedere come le autorità marcino sopra questo meccanismo psico-sociale, bensì vedere come la popolazione, dall'alto della sua cultura media decisamente elevata all'alba del III millennio e del suo grado di alfabetizzazione informatica (Google sullo smartphone è accessibile a tutti) sia aprioristicamente sottomessa a questa dinamica ancestrale (che ricalca la sottomissione del branco al capobranco).

Permettiamoci a questo punto un'ulteriore metanalisi storica. Se il mondo accademico non è più libero è perché governato, come ogni altro settore ormai, dalla finanza. Il mondo accademico è quel settore della società che dovrebbe essere garante di metodologia scientifica. Le Università nel medioevo nacquero con questo scopo: rendere la conoscenza libera di svilupparsi (universitas, universale) indipendentemente dal sapere religioso che in quel tempo pretendeva, per mantenere la propria egemonia culturale lobbistica, di avere controllo e direzione su tutto il sapere.
A un certo punto dei laici, degli studiosi normalissimi, che frequentavano le biblioteche e le lezioni dei "dotti", decisero di riunirsi indipendentemente, e fare lezioni in proprio, libere, indipendenti, solo per fare evolvere il sapere condividendolo. Un pò come oggi i gruppi di studio condiviso che nascono in rete per rendere libera la conoscenza (si pensi a wikipedia, a khanacademy, a konoz...)

Perché questa esigenza oggi? Non dovrebbero essere ancora come allora le università luogo di studio aperto, condiviso, accessibile a tutti? No non lo sono più. Perché purtroppo questa istituzione è degenerata nei secoli, più che mai dopo l'inizio dell'età moderna, con la circumnavigazione del globo e la nascita della finanza dal mercato globale "derivato".
Piano piano le università si sono trasformate in lobby e caste a loro volta. Rendendo il sapere chiuso, elitario, fotocopia del potere ecclesiastico religioso da cui si erano svincolate nascendo secoli prima. Il metodo scientifico stesso è propinato come qualcosa di riservato a chi? Ai laureati, ai professionisti, alle moderne élite intellettuali, sempre più appannaggio di élite finanziarie.
E' normale che sia così? No non lo è, in quanto perversione. E il fatto che ci siano nuovi movimenti che stanno cercando di recuperare la dimensione naturale propria del sapere, ancora oggi, lo dimostra.
La storia insegna e dimostra a più riprese che queste derive sociali, altro non sono che conseguenza dell'istituzione dell'arma denaro e che finchè non sarà superato l'uso della moneta, queste derive continueranno in futuro.

Università dunque non è sinonimo di scienza. Così come avere occhi non è sinonimo di saper osservare.
La messa in scena della #FarsaScienza è finita...o finirà: andate in pace.



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