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Lo zampino d'oro del Papa tra il tuo cane e il tuo vicino

17 maggio 2016

Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti ai cani che poi lascia sola e affamata la vicina. No, per favore no! ,, Papa Francesco

Si chiama scambiare l'effetto con la causa. E' la strategia psicologica d'elezione su cui fa leva la beneficenza finanziaria delle istituzioni religiose in genere.

Consiste nel far intendere che l'indigenza sia causata dalla mancanza di solidarietà, mentre in realtà è l'effetto indotto da chi campa sulla solidarietà. 




Spieghiamoci meglio. La ricchezza e la povertà, nel XXI secolo, non sono più concepibili come in passato diritti di nascita o acquisiti (anche se in Italia il diverso sistema retributivo tra cittadini ricorda un po' i privilegi monarchici del passato...)

Un ricco è tale se ha più denaro di un povero. Se tutti avessero la stessa quantità di denaro a disposizione, non esisterebbero più ricchi né poveri. 

E se non esistesse il povero, chi farebbe più beneficenza? Nessuno. Quindi le istituzioni che si arricchiscono con la beneficenza cesserebbero di esistere.

Tanto è vero questo banale fenomeno che dal secondo dopoguerra* chi ha avuto in mano il governo delle società** ha pensato di usare il denaro al posto delle armi per diventare più ricco prendendosi il diritto di decidere quanto e quando stamparne, e a chi distribuirlo.

In poche parole, decidendo chi deve fruire del denaro come creditore e chi invece lo deve fruire come debitore. 
A cosa sono sempre servite fondamentalmente le guerre con le armi, se non ad appropriarsi della proprietà degli altri? Ebbene oggi che le armi sono troppo pericolose, per appropriarsi della proprietà degli altri si usa il possesso del denaro. Il più forte è diventato chi crea e controlla il flusso del denaro (denaro e mercato sono creati da individui) e il più debole è diventato chi lo subisce.


La conclusione è che l'indigenza sociale dei cittadini italiani non ha alcun nesso con le cure che si possono dare a un cane o a un gatto nella famiglia del vicino. Non è per colpa delle attenzioni ai cani e gatti che le persone sono disoccupate, senza un reddito di cittadinanza, oppure con una pensione da miserabili dopo una vita di lavoro.
Quindi a cosa è servita questa affermazione? Solo e semplicemente a farsi sentire colpevoli di un crimine che non si è commesso. Un po' come morire di paura per l'inferno mentre si vive in un paradiso terrestre: ci vuole qualcuno molto bravo a mettere paura, e qualcuno molto idiota disposto a credergli.






* quando le armi sono diventate di distruzione di massa, ed è diventato più complicato diventare più ricchi usando la forza delle armi come è sempre stato fatto in passato

** ossia il controllo dei mercati, giacché viviamo in una economia globale fondata sul mercato e la sua finanza capitalistica 

L'uomo è un animale politico*...come la pecora?

17 aprile 2016

«La mia esperienza mi dice – ci ha spiegato il professor Nicola Piepoli – che la probabilità non è decisa dai sondaggi ma è decisa dalla popolazione italiana all’una circa, quando viene a sapere quanti sono andati a votare. È a quel punto che si decide se andare a votare o no».

C'è da rimanere sconvolti a leggere certe constatazioni da parte di uomini di scienza a distanza di qualche anno dall'edizione di "Duemila anni fa...fine della favola" dove si recita:
"Il popolo può mettere in croce chi predica l'amore, o acclamare imperatore un omicida sanguinario. Cosa non può fare un popolo... se solo ce ne rendessimo conto. Invece no. Il popolo non fa nulla..." etc etc.







C'è poco da fare, si sa, l'istinto di emulazione degli animali sociali, dal meno al più evoluto, è forte ed assodato per una questione di sopravvivenza. Ma c'è un fattore molto importante da leggere tra le righe di quell'esperienza scientifica del noto sondaggista, non palesemente dichiarata. Ossia che è il dato dell'affluenza trasmessa dai mass-media ad essere il punto di riferimento che vincola l'azione della massa, quella critica.

C'è poco da fare. Duemila anni fa, i popoli si recavano nei templi e seguivano le direttive dei loro capi branco, direttamente o indirettamente identificabili nelle autorità religiose, sapere indiscusso e indiscutibile. Questo è accaduto per millenni. Ma oggi? Escono forse i popoli occidentali dalle chiese le domeniche delle elezioni, e votano quello che i prelati proclamano con la predica? Beh forse in casi eccezionali accade anche questo, quando lo fanno trasparire.

Ma la massa, la massa critica occidentale, nel III millennio di certo non è più comandata dalle autorità religiose, bensì tele-comandata dalla religione del consumismo.  Nell'animale sociale uomo del III millennio  la mente e lo spirito sono tutt'uno con la mano che impugna un telecomando.
"
Non di solo pane si nutre l'uomo, ma di tutto ciò che esce dal tubo catodico"...potremmo profanare.

Il suo spirito critico non può che essere riflesso preciso e fedele di quello rappresentato come media-di-massa dal mass-media (sofisticato gioco di parole quanto l'impalcatura sofistica su cui regge l'intero sistema). Non adeguarsi ad esso significa provare la poco rassicurante sensazione di sentirsi fuori dal branco, pecore nere a prescindere, al di là della sensatezza, della ragionevolezza, della bontà, dell'onestà. Non adeguarsi ad esso significa paura, terrore, solitudine... sensazioni insopportabili per un animale sociale.

Insomma c'è molto in questo studio statistico. C'è una favola lunga duemila anni, ma c'è anche il complesso ingranaggio istintivo-razionale (inconscio-conscio) dell'Ipse dixit, non una favola ma un percorso che pure dura da millenni e cui rimando per non rendere troppo pesante questa riflessione già stracolma di approfondimenti.





Tuttavia lo scopo di questo post non erano analisi o approfondimenti fine a se stessi come quasi sempre si è proposto Ma guarda e passa. Lo scopo è confidare uno stupore enorme. Quello derivato dalla constatazione, con osservazioni scientifiche alla mano da parte di un esperto del settore, che l'uomo occidentale a distanza di appena due generazioni da chi ha vissuto catastrofi belliche mondiali in nome di un diritto di voto democratico, ancora non ha acquisito alcuna consapevolezza sul suo significato, sul suo valore, sulla sua sacralità.

Tutto da rifare? Servono forse altre catastrofi?
Oggi si vota. Ne uscirà un'osservazione importante per una risposta a riguardo.









*L'uomo è un animale politico citazione riferibile ad Aristotele nella sue opere politiche

La casta contro il reddito di cittadinanza...ma non il suo

13 aprile 2016

Osservate la forbice tra il reddito dei parlamentari e quello dei cittadini in 15 paesi europei.

FONTE FOTO Scenari economici. A breve la servitù della gleba


In 9 Paesi lo stipendio dei parlamentari non supera il doppio di quello dei cittadini.
In 3 Paesi lo stipendio dei parlamentari supera di poco il doppio quello dei cittadini.
In 2 Paesi circa lo stipendio dei parlamentari è circa il triplo di quello dei cittadini.

FONTE FOTO Scenari economici. A breve la servitù della gleba

Questo in 14 Paesi. Rimane il quindicesimo, l'Italia, dove lo stipendio dei parlamentari è 6 volte quello dei cittadini.

Forse questa situazione centra qualcosa con il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza ha una duplice funzione. Etica e socioeconomica. Etica nei confronti dell'individuo. Socioeconomica nei confronti della collettività.

Da una parte garantisce infatti all'individuo un potere d'acquisto per un tenore di vita al di sopra della soglia di povertà. Dall'altra è lo strumento ideale per avere un punto di riferimento nell'equa distribuzione dei redditi nella collettività.

Se ci fosse un reddito di cittadinanza, come avviene praticamente in tutti gli altri paesi europei, questa forbice non si aprirebbe, e non si creerebbe il terreno per alcuna disparità tra classi sociali.

Allora il motivo per cui il reddito di cittadinanza in Italia è boicottato dalla casta politica è evidente. Ma quello che è più subdolo e tragico è il meccanismo per cui è il popolo italiano stesso a non esigerlo categoricamente. E lo possiamo riconoscere qui.

Emerge da queste considerazioni che forse l'italiano medio gode di un masochista servilismo derivante da un'atavica sudditanza e venerazione al signore di turno (la Storia d'Italia lo insegna... Franza o Spagna purchè se magna).

Emerge persino che l'italiano medio preferisce che i cittadini siano ridotti all'indigenza e indotti a delinquere per sopravvivere, piuttosto che essere assistiti con un reddito di cittadinanza che prevenga queste scelte estreme.

Tale è la perversa competizione dell'italiano medio nel desiderare vedersi e sentirsi più in alto nella scala sociale degli indigenti (la cui sfortuna non è dettata dalla natura, ma da un patto sociale tra individui).

Eppure, l'italiano medio discute, desidera, esige, si preoccupa, si tormenta per una pensione, o una cassa integrazione, o un vitalizio. Ma cosa sono questi se non redditi di cittadinanza travestiti da esclusivi privilegi lobbistici?

Il reddito di cittadinanza quindi non è questione di manovre finanziarie, e neppure di sovranità monetaria. E' questione di qualcos'altro: