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UE vs Italia. Arresa o colpo di grazia?

20 dicembre 2018

Eppure un pochino inquieta il fatto che i falchi dell'UE abbiano gettato la frusta contro il #GovernoDelCambiamento sospendendo procedure di infrazione e dando il via libera alla legge di bilancio. Mi viene da pensare che ci sia qualche subdolo scopo dietro il sadismo finanziario di questa Europa delle banche private che ha tirato finora per i capelli l'Italia, costringendola ad usare una coperta strettissima per le spese, nonostante potesse essere più ampia senza alcuno sperpero (ossia semplicemente governando decentemente come mai è stato fatto in Italia negli ultimi 30 anni).
Con un coperta stretta, basta qualche "imprevisto" e i conti non tornano più. E chissà se prossimamente accadranno fatalmente "imprevisti" cui il governo italiano dovrà far fronte, sforando lo zero virgola concordato, e verso il quale questa Unione Europea si farà trovare impietosa con un #Commissariamento, o comunque pilotando "il populismo italiano" il prossimo maggio con le #ElezioniEuropee2019. Certo mondo intellettuale si sta già chiedendo come mai finora gli attentati terroristici hanno risparmiato l'Italia. Mi rispondo che in Italia la legislazione degli ultimi decenni forse ha permesso al terrorismo internazionale di porre le proprie basi operative per organizzarsi indisturbato sul resto d'Europa (Spagna, Francia, UK, Germania) e non avrebbe senso creare allerta dove si ha base operativa. Ma soprattutto in Italia c'è già una #TrattativaStatoMafia che se vuole ottiene gli stessi risultati del terrorismo internazionale. Già tra l'altro è poco chiara la dinamica del crollo di un ponte (40 vittime), proprio a Genova nel mentre decine di infrastrutture in Italia da decenni sono forse ancora più instabili di quel ponte.
I prossimi mesi, da qui a maggio, si dimostrerà se queste mosse sono un'arresa delle istituzioni europee al cambiamento, oppure la premessa a un suo colpo di grazia.


L'ombra dell'Eurogendfor

12 dicembre 2018


Ho sempre l'impressione, come fin dalle reazioni contro i manifestanti in Catalogna che le divise di gendarmeria nazionali siano indossate da mercenari dell'Eurogendfor, forza di polizia nata con il trattato di Velsen quindici anni fa proprio pensando a sommosse popolari (che strano!). Leggevo che l'Eurogendfor arruola in particolare dall'est europa, ma non escluderei che ci siano anche mercenari statunitensi visto che la base Eurogendfor in Italia è a Vicenza vicino alla base militare USA. Tali arruolamenti vale la pena sottolinearlo hanno senso per rendere più efficace l'azione repressiva (quali forze dell'ordine nazionali aggredirebbero con smisurata violenza i propri popoli -che li stipendiano- mentre protestano?). Certo se dovessero insorgere sommosse popolari nei paesi est europa manderebbero militari di tutt'altra provenienza, ma ciò non avverrà mai perché quei popoli brindano all'UE: il progetto euro è stato un dirottamento di capitali finanziari dai PIIGS all'est europa per creare monopoli multinazionali. Tanti piccoli paesi con qualche milione di abitanti stanno vivendo un boom economico negli ultimi 20-30 anni sulla pelle di popoli storicamente "leader", umiliati, che ora insorgono. Ma quando gli ultimi diventano i primi menano, e pure facilmente.



Tsipras al posto giusto nel momento sbagliato (forse)

29 novembre 2019

Tsipras, ancora scioccato dal sadico trattamento subito dalla Troika l'indomani del suo nobile tentativo di ribellarsi alla pervertitocrazia dell'UE, non vuole credere ai suoi occhi che gli italiani, vicini di casa PIIGS, possano riprendere in mano le redini sull'attuale ordine di cose come aveva tentato di fare lui con il suo popolo, e si lascia andare in disperate dichiarazioni. Pare gli sia difficile accettare che qualche altro servo riesca a liberarsi dal padrone quando egli stesso provandoci per primo ha avuto la peggio, anche non avendo nulla da recriminare al suo fallimento. Anzi il suo tentativo è stato testa d'ariete a far tremare per primo le gambe al gigante d'argilla di Bruxelles, purtroppo avvenuto in circostanze storiche non adatte a raggiungere il suo obiettivo. Ricordiamo che il referendum greco contro la macelleria sociale europea è avvenuto nel 2015, ben prima del referendum sulla Brexit e dell'elezione di Trump entrambi del 2016, e molto prima del nuovo governo del cambiamento italiano del 2018.
Se Atene avesse battuto oggi i pugni probabilmente il loro suono sarebbe stato percepito diverso in tutta Europa, e più che mai a Bruxelles. Fare oggi l'esatto contrario invece costringe a riconsiderare davvero ogni intento e movente della classe dirigente ateniese negli ultimi tre anni. Peccato.