12 ottobre 2026
Non ho avuto il coraggio di guardare il documentario NAZA, dovendomi forse ancora riprendere da Schindler's list che vidi da adolescente appena uscito a metà anni novanta.
Mi rendo conto pure che forse non ho ancora realizzato che le vittime civili della Seconda Guerra Mondiale di soli cinesi e sovietici (in maggior parte questi ultimi russi e ucraini) si stimano 30 milioni di anime di ogni età, cui mi risulta sia mai stato dedicato alcun colossal né documentario in Occidente.
Leggendo molte recensioni in rete sembra ora riemergere come forse è scontato, il tema della "banalità del male".
Ciò che mi chiedo è perché quel documentario viene prodotto e diffuso a danno fatto, quando l'odio atavico tra autorità militari palestinesi ed israeliane è riconosciuto da mezzo secolo.
A compiere quei crimini sono generazioni di soldati addestrati a quelle barbarie senza alcuna censura istituzionale né mediatica. E questo vale per le milizie israeliane e palestinesi oggi, tanto quanto valeva per gli eserciti nazifascisti del passato.
Mi chiedo allora se tutto questo processo sia innescato più per abituarci ancora una volta alla banalità del male, o per rinforzarci nell'indifferenza del bene. O entrambi.
#AuguriUmanità


