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IA all'arrembaggio: ohibò (Casaleggio Jr. e l'avanguardia anacronistica farsascientifica)

 14 maggio 2026

,,Ogni nuovo cervello riparte da zero, perché la conoscenza non si eredita geneticamente,,

Ohibò. Una contraddizione in termini, o per la precisione di "dimensioni della coscienza". Ma rimaniamo nella fisiologia, che sarà sempre più affascinante in termini pratici della filosofia in termini teorici: la conoscenza per evidenza filogenetica si eredita geneticamente, e lo dimostra sia lo sviluppo del sistema nervoso a livello embriologico, sia l'apprendimento innato a livello etologico.

Motivo per cui si eredita la capacità di piangere appena nati e di camminare appena si sta eretti (se dovesse essere utile per qualche milione di anni, probabilmente erediteremo anche la capacità di guidare, ma probabilmente utile non lo sarà più già tra qualche decennio).

L'ereditarietà della conoscenza quindi avviene da sempre, solo con meccanismi di progressione ancora incomprensibili nella nostra dimensione e per il nostro metodo scientifico. 


"La scrittura ha esteso la memoria oltre la durata di una vita"

Ohibò. Più che un'estensione è una sua rievocazione... ma proprio a titolo simbolico. 

Dio solo sa cos'hanno esteso di Aristotele i monaci amanuensi nel medioevo. Di dieci comandamenti poi un popolo ha esteso l'inverosimile lungo tremila anni, ma con risultati fino ad oggi alquanto discutibili.


"Gli strumenti scientifici (microscopio, telescopio, spettrometro) hanno allargato i sensi a ciò che la natura non ci aveva concesso di vedere".

Ohibò. Estendiamo, e allarghiamo via. Tanto poi si approssima tutto per adattare alla nostra comprensione. E sempre a titolo simbolico, crediamo che la realtà sia proprio la nostra approssimazione. Così poi pensare di capire quello che la natura non ci ha concesso di vedere... è un attimo, no?


"L'intelligenza artificiale è la più radicale di queste integrazioni, perché per la prima volta l'esterno non custodisce soltanto informazione: la genera"

Ohibò. Una calcolatrice esegue in tempi record calcoli troppo complicati per l'umana ragione. Calcoli generati dall'umana ragione, ma estesi nello spazio e ristretti nel tempo oltre l'umana ragione.

Ma niente vestiamo questa calcolatrice di carnevale, e se risulta simile a noi è come se li avesse generati lei al posto nostro. O no?


Sempre stimolante l'eredità culturale di Gianroberto. In alto i cuori. A riveder le stelle. 


Fonte foto

https://www.facebook.com/share/p/1JMMJUU5Ww/



Francesco Toscano e le contraddizioni dell'elitarismo spiazzato da tre principi democratici

 9 maggio 2026

Io avrei scritto "senza un elitarismo culturale non si può costruire egemonia concettuale".

Questo per coerenza col principio di democrazia diretta attraverso consenso unanime esito di logico dibattito.


Trovo dissonante però "un'aristocrazia del pensiero selezionatissima impenetrabile", per "servire interessi generali, popolari e diffusi". Anche perché il bene comune poggia sostanzialmente sulla bellezza e felicità dello "stare insieme fine a se stesso".


Basterebbe probabilmente il voto unanime nel processo legislativo, il vincolo di mandato per l'incarico governativo ed elezione casuale negli apparati giuridici, per rendere ininfluente ogni teatro in maschera della politica funzionale agli scopi finanziari di chi la ricatta.


https://www.facebook.com/share/p/1EbMcU65Xb/




Byoblu, Gazzetta filosofica, problemi e soluzioni

8 maggio 2026

Mi viene da sorridere. Il commento che ho appena fatto in altro post che discute di politica e tecnica, calza a pennello per questa eroica e drammatica esperienza mediatica-culturale-finanziaria.


Un tempo, anni fa, quando Byoblu era un blog e non ancora una tv, osai un commento con la provocazione che a parlare di problemi ormai son capaci tutti, dal mainstream al social.


Bisognerebbe, scrissi, parlare di soluzioni. La cosa che mi colpì è che dopo anni, recentemente, Byoblu ha fatto un appello per un nuovo progetto, dove finalmente si discutesse di soluzioni e non di problemi. 


Ora, scopro che la sua tv chiude. Interessante. Ad astra per aspera.


,, A mio avviso, il problema di fondo non è la tecnica che ha preso il posto della politica, ma il fine che la tecnica al posto della politica ha mantenuto, ovvero il profitto finanziario.


A mio avviso è rischioso scambiare una sostituzione di mezzi (tecnica e politica) per una sostituzione di scopi (il calcolo al posto del pensiero critico, che al limite sono scopi di diversi mezzi).


Lo scopo non è stato sostituito. È sempre quello. E si è disposti a qualsiasi livello a non metterlo in discussione: mai sentito parlare di modelli economici alternativi alla finanza, guai, tabù, imprinting insormontabile, recinto invalicabile.


Molto più facile per lo status quo, e molto più rassicurante, focalizzarsi sui mezzi. Lo scopo uno è, e per farlo rimanere tale non si deve proprio nominarlo. Figurarsi argomentarlo. ,,


Fonti foto:

https://www.facebook.com/share/p/18tbN2ayZe/

https://www.facebook.com/share/p/1DzveYscf4/