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2026. La veterinaria in burn-out in una società allo sbando.

17 maggio 2026 

Nell'arco di un giorno, via social (e ci mancherebbe che siano notizie del tg) due cronache veterinarie da capogiro.

Realtà di fatto da decenni, ma vederle emergere insieme, è davvero per me singolare.

Realtà di medici veterinari mi risulta talvolta appositamente arruolati dalle ASL come vaccinatori liberi professionisti con contratti annuali: e chissà come mai.

Realtà di medici veterinari liberi professionisti a rischio burn-out "paralizzante"...per problemi relazionali con i proprietari di animali d'affezione?

Personalmente tutto ciò mi rende sempre più singolare la realtà di fatto di essermi laureato con una tesi sulle distrofie muscolari in preda a sintomi riferiti l'anno seguente a sclerosi multipla, e aver smesso di esercitare dopo un decennio di libera professione meditando una rivoluzione degli ordini professionali da apripista di una rivoluzione culturale, politica, economica, in una società allo sbando.

Molto singolare. Nel senso che siamo ancora fermi a una società allo sbando, ma sempre più ammalata. 

Auguri umanità.


Fonti foto:

https://www.facebook.com/share/v/1QPByj81Vc/

https://www.lastampa.it/la-zampa/2026/05/15/news/veterinario_bornout_crisi_ansia-425346963/




Elsa Morante su Mussolini... raccontiamola tutta.

 16 maggio 2026

Senza la violenza di uno squadrismo nazionale sincronizzato con un monopolio della propaganda mediatica, Mussolini non avrebbe preso il voto neppure di sua madre.


Mussolini e Hitler sono stati gonfalonieri di progetti massonici imperialistici occidentali, che hanno avuto lo scopo di sperimentare genocidi e stermini di massa a ritmi industriali. Pensare che due mediocri del genere abbiano potuto fare ciò che hanno fatto per carisma individuale e ingenuità delle masse, è patetico e infantile.

https://www.facebook.com/share/p/18hTnXvxt1/




IA all'arrembaggio: ohibò (Casaleggio Jr. e l'avanguardia anacronistica farsascientifica)

 14 maggio 2026

,,Ogni nuovo cervello riparte da zero, perché la conoscenza non si eredita geneticamente,,

Ohibò. Una contraddizione in termini, per la precisione di "dimensioni della coscienza". Ma rimaniamo nella fisiologia, che sarà sempre più affascinante in termini pratici della filosofia in termini teorici: la conoscenza per evidenza filogenetica si eredita geneticamente, e lo dimostra sia lo sviluppo del sistema nervoso a livello embriologico, sia l'apprendimento innato a livello etologico.

Motivo per cui si eredita la capacità di piangere appena nati e di camminare appena si sta eretti (se dovesse essere utile per qualche milione di anni, probabilmente erediteremo anche la capacità di guidare, ma dopo appena tre generazioni di piloti probabilmente utile non lo sarà più già tra qualche decennio).

L'ereditarietà della conoscenza quindi avviene da sempre, solo con meccanismi di progressione ancora incomprensibili nella nostra dimensione e per il nostro metodo scientifico. 


"La scrittura ha esteso la memoria oltre la durata di una vita"

Ohibò. Più che un'estensione è una sua rievocazione... ma proprio a titolo simbolico. 

Dio solo sa cos'hanno esteso di Aristotele i monaci amanuensi nel medioevo. Di dieci comandamenti poi un popolo ha esteso l'inverosimile lungo tremila anni, ma con risultati fino ad oggi alquanto discutibili.


"Gli strumenti scientifici (microscopio, telescopio, spettrometro) hanno allargato i sensi a ciò che la natura non ci aveva concesso di vedere".

Ohibò. Estendiamo, e allarghiamo via. Tanto poi si approssima tutto per adattare alla nostra comprensione. E sempre a titolo simbolico, crediamo che la realtà sia proprio la nostra approssimazione. Così poi pensare di capire quello che la natura non ci ha concesso di vedere... è un attimo, no?


"L'intelligenza artificiale è la più radicale di queste integrazioni, perché per la prima volta l'esterno non custodisce soltanto informazione: la genera"

Ohibò. Una calcolatrice esegue in tempi record calcoli troppo complicati per l'umana ragione. Calcoli generati dall'umana ragione, ma estesi nello spazio e ristretti nel tempo oltre l'umana ragione.

Ma niente vestiamo questa calcolatrice di carnevale, e se risulta simile a noi è come se li avesse generati lei al posto nostro. O no?


"Il nostro limite è il cranio?"

Ohibò. Vallo a dire all'evoluzione che ha buttato via quello dei dinosauri.


Sempre stimolante l'eredità culturale di Gianroberto. In alto i cuori. A riveder le stelle. 


Fonte foto

https://www.facebook.com/share/p/1JMMJUU5Ww/