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Evoluzione social 2006-2026: quanto manca alla democrazia diretta?

 17 ottobre 2026

Quanto mancherà perché la società civile si renda conto che l'uso sensato dei social dovrebbe essere a scopo di esercizio politico sul proprio territorio?

Molta popolazione che era scettica e denigrava i social quando sono comparsi vent'anni fa, oggi ha un profilo e pubblica o condivide contenuti che gli interessano, prevalentemente a scopo pubblicitario per le proprie attività.

Ma quanto può reggere questo criterio che offre contenuti da usufruire in modo bulimico?

Vale la pena impegnare limitati tempi ed energie a visionare illimitati contenuti che rispondono a nostre arbitrarie profilazioni da parte di algoritmi commerciali, oppure varrebbe la pena impegnare il limite di tempo ed energie per confrontarsi su limitate problematiche da risolvere sul territorio, a tutti i livelli, da un quartiere a un comune, a una regione, a una nazione, a un continente?

Certo occorrerebbe una struttura istituzionale che accolga procedure di democrazia diretta, che oggi ancora non c'è. 

Ma oggi c'è il passo prima, che prima non c'era: la voglia e il bisogno di esporsi, proporsi, di fare gruppo, di confrontarsi (motivo per cui piattaforme come Airesis e Rousseau hanno fallito). 

Oggi c'è un atteggiamento, una mentalità che prima non c'era. Oggi ci sarebbe solo bisogno di razionalizzare i contenuti con tempi ed energie a portata di problemi della società civile. Non a portata di indotti, bilanci e monetizzazioni.

Vent'anni fa era utopico quello che sta accadendo oggi: moltitudini di persone che fanno rete con contenuti per comodità a caso (si fa per dire). Riusciremo tra vent'anni a fare rete con contenuti per utilità mirate? 

Chi vivrà vedrà (auguri umanità).






Un dubbio su NAZA

 12 ottobre 2026

Non ho avuto il coraggio di guardare il documentario NAZA, dovendomi forse ancora riprendere da Schindler's list che vidi da adolescente appena uscito a metà anni novanta.

Mi rendo conto pure che forse non ho ancora realizzato che le vittime civili della Seconda Guerra Mondiale di soli cinesi e sovietici (in maggior parte questi ultimi russi e ucraini) si stimano 30 milioni di anime di ogni età, cui mi risulta sia mai stato dedicato alcun colossal né documentario in Occidente.

Leggendo molte recensioni in rete sembra ora riemergere come forse è scontato, il tema della "banalità del male".

Ciò che mi chiedo è perché quel documentario viene prodotto e diffuso a danno fatto, quando l'odio atavico tra autorità militari palestinesi ed israeliane è riconosciuto da mezzo secolo. 

A compiere quei crimini sono generazioni di soldati addestrati a quelle barbarie senza alcuna censura istituzionale né mediatica. E questo vale per le milizie israeliane e palestinesi oggi, tanto quanto valeva per gli eserciti nazifascisti del passato.

Mi chiedo allora se tutto questo processo sia innescato più per abituarci ancora una volta alla banalità del male, o per rinforzarci  nell'indifferenza del bene. O entrambi.

#AuguriUmanità




Vino e veleno tra antico e nuovo testamento.

 08 ottobre 2026

,,Poiché nella mano del Signore è un calice ricolmo di vino drogato. Egli ne versa: fino alla feccia ne dovranno sorbire, ne berranno tutti gli empi della terra,, 

Salmo 75(74), 9

A me questa sembra la metafora perfetta dell'economia della finanza. L'illusione di un valore fittizio della realtà che inebria, stordisce, incanta, emancipa, esalta. Fino a farne perdere della realtà il senso, il valore vero. E ci si ritrova morti interiormente. Avvelenati.

In Marco 16, sta invece scritto:

"Quelli che credono [...] se berranno qualche veleno, non moriranno".

Il significato qui non è metaforico, si riferisce a veleni reali, ma ben per questo l'accostamento fa molto riflettere, tra ciò che è metaforico e ciò che è reale, tra una verità spirituale rivelata e una verità materiale testimoniata con la morte, di Cristo e duemila anni di martiri e credenti in tutto il pianeta.

Fa riflettere più che mai osservando la piega che ha preso la storia dell'umanità con l'invenzione della finanza, la piega che hanno preso le istituzioni cristiane con l'attaccamento alla finanza, e la piega che ha preso l'odio della finanza stessa verso il cristianesimo. 

Davvero sempre affascinante accostare Antico e Nuovo Testamento. Prima di Cristo e dopo Cristo. Rivelazione e testimonianza.

"Prendete e bevetene tutti...". 

E vediamo chi resta in piedi?

Ma qui, o di là?


#AuguriUmanità