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Un dubbio su NAZA

 12 ottobre 2026

Non ho avuto il coraggio di guardare il documentario NAZA, dovendomi forse ancora riprendere da Schindler's list che vidi da adolescente appena uscito a metà anni novanta.

Mi rendo conto pure che forse non ho ancora realizzato che le vittime civili della Seconda Guerra Mondiale di soli cinesi e sovietici (in maggior parte questi ultimi russi e ucraini) si stimano 30 milioni di anime di ogni età, cui mi risulta sia mai stato dedicato alcun colossal né documentario in Occidente.

Leggendo molte recensioni in rete sembra ora riemergere come forse è scontato, il tema della "banalità del male".

Ciò che mi chiedo è perché quel documentario viene prodotto e diffuso a danno fatto, quando l'odio atavico tra autorità militari palestinesi ed israeliane è riconosciuto da mezzo secolo. 

A compiere quei crimini sono generazioni di soldati addestrati a quelle barbarie senza alcuna censura istituzionale né mediatica. E questo vale per le milizie israeliane e palestinesi oggi, tanto quanto valeva per gli eserciti nazifascisti del passato.

Mi chiedo allora se tutto questo processo sia innescato più per abituarci ancora una volta alla banalità del male, o per rinforzarci  nell'indifferenza del bene. O entrambi.

#AuguriUmanità




Vino e veleno tra antico e nuovo testamento.

 08 ottobre 2026

,,Poiché nella mano del Signore è un calice ricolmo di vino drogato. Egli ne versa: fino alla feccia ne dovranno sorbire, ne berranno tutti gli empi della terra,, 

Salmo 75(74), 9

A me questa sembra la metafora perfetta dell'economia della finanza. L'illusione di un valore fittizio della realtà che inebria, stordisce, incanta, emancipa, esalta. Fino a farne perdere della realtà il senso, il valore vero. E ci si ritrova morti interiormente. Avvelenati.

In Marco 16, sta invece scritto:

"Quelli che credono [...] se berranno qualche veleno, non moriranno".

Il significato qui non è metaforico, si riferisce a veleni reali, ma ben per questo l'accostamento fa molto riflettere, tra ciò che è metaforico e ciò che è reale, tra una verità spirituale rivelata e una verità materiale testimoniata con la morte, di Cristo e duemila anni di martiri e credenti in tutto il pianeta.

Fa riflettere più che mai osservando la piega che ha preso la storia dell'umanità con l'invenzione della finanza, la piega che hanno preso le istituzioni cristiane con l'attaccamento alla finanza, e la piega che ha preso l'odio della finanza stessa verso il cristianesimo. 

Davvero sempre affascinante accostare Antico e Nuovo Testamento. Prima di Cristo e dopo Cristo. Rivelazione e testimonianza.

"Prendete e bevetene tutti...". 

E vediamo chi resta in piedi?

Ma qui, o di là?


#AuguriUmanità


Fromm e Freud, il dualismo apparente di un imprinting finanziario.

 05 ottobre 2026

Da adolescente la contrapposizione di Fromm a Freud mi ha molto appassionato.

Istinto e sentimento. Cuore e mente. Biologia e spiritualità.

Secondo me il dualismo è solo apparente. L'amore dovrebbe essere una scoperta che sublima l'oggetto: lo eleva, non lo annulla.

Così come l'anima dovrebbe elevare il corpo, anche attraverso la scoperta che il corpo può distruggere l'anima.

Anzi è proprio attraverso la scoperta di questa potenzialità del corpo, che l'anima scopre di poter mettere in atto il suo amore, per proteggerlo.

Il vero crimine secondo me è proprio separare questi due enti per metterli uno contro l'altro, farli competere, perché è lo scontro il motore dell' "investimento" speculativo nell'economia della finanza.

Scienza religione, corpo anima, spiritualità biologia: sono una cosa sola che conducono uno all'altra.

Tutto il resto è futile scontro per uno stipendio o patrimonio da aumentare.


Ps. anche per questo la chiamo #pervertitocrazia 


fonte foto:

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