=

Traduci

Cerca nel blog

San Matteo tra terrore e terrorismi

 22 settembre 2026

,, Sia noto a voi che questa salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani,, (At 28, 28)

Ieri era San Matteo. Il discepolo pubblicano, ovvero il burocrate, un esattore delle imposte ebreo al servizio dell'occupante romano, dell'invasore.

Un ebreo odiato per questo dagli stessi ebrei. Cristo lo chiama, e lui abbandona il suo ruolo e lo segue.

Ecco perché il cristianesimo è odiato dal capitalismo: non dice di abbandonare un modello di ricchezza materiale, ma di metterlo a servizio dell'intera umanità, nessuno escluso (i discepoli, la comunità che seguiva Cristo, erano ricchi dei suoi miracoli, ma anche dei beni materiali ricambiati da chi ne beneficiava: ne sono testimonianza i 300 denari di olio di nardo presi da Maria di Magdala per lavare i piedi a Gesù, il valore di un anno di stipendio di allora).

Nessuna casta, nessun privilegio, nessun classismo: concetto incompatibile con gli imperi delle armi e dell'arma denaro.

Ecco perché il capitalismo ha clonato poi il cristianesimo in comunismo: per oscurare una contraddizione dialettica spirituale ("non si può servire Dio e mammona", "dai a Cesare ciò che è di Cesare") con una retorica dialettica materiale (lotta di classi sociali). 

Ed ecco perché il cristianesimo è anche odiato dall'ebraismo sionista: la salvezza da queste catene materiali e spirituali è rivolta all'umanità intera, a partire dai pagani, dai corrotti, dai venduti.

Non è una salvezza riservata ad eletti, a chi si circoncide, rispetta il sabato, evita carne di animali impuri. È una salvezza che spetta a chiunque converte la povertà e la ricchezza. 

"Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui" Gv 3, 17

E oggi? Che ne è delle Chiese? Degli Stati? Dei pubblicani? Dei beni materiali? Degli imperi industriali e finanziari?

Che ne è delle conversioni e delle condanne?

Oggi sono sopravvissuti, e coesistono, tanti terrorismi e un solo terrore. 

Tanti terrorismi che sottomettono l'umanità a chi ha il solo terrore che l'intera umanità diventi ricca quanto loro.




Vita che abbraccia altra vita, morte che abbraccia altra morte.

 11 settembre 2026

Piangiamo quando veniamo alla luce. La consapevolezza dell'esistenza era tutta lì. Trapassare verso l'ignoto è un trauma. C'è dolore, c'è sofferenza. C'è una spinta che contrasta la nostra posizione ancorata a una conoscenza di un equilibrio. Lì si esiste. Ma fuori c'è un'altra vita. Più ricca, più piena. Una vita nuova. Un'altra dimensione. Con lo stesso corpo, ma destinato a divenire altro corpo. 

Piangiamo pensando di tornare all'oscurità, poi. Perché la consapevolezza dell'esistenza è tutta qui. 

Trapassare verso l'ignoto è un trauma. C'è dolore, c'è sofferenza. C'è una spinta che contrasta la nostra posizione ancorata a una conoscenza di un equilibrio. Qui si esiste. Oltre ci sarà un'altra vita? Più ricca, più piena? Una vita nuova, un'altra dimensione? Con la stessa anima, ma destinata a divenire altra anima? 

Così è la vita che abbraccia altra vita, in eterno. Negarlo col pensiero è morte interiore. Negarlo uccidendo è scegliere al posto della vita morte che abbraccia altra morte. In eterno.




Civiltà il diritto di farsi uccidere?

 02 settembre 2026

Con malattie da rendere la vita insopportabile tali da desiderare la morte, in teoria si smette volontariamente di nutrirsi, si interrompe ogni cura mantenendo eventualmente solo quella palliativa per il dolore, e la morte arriva. Naturalmente.

Così sceglie l'umanità di morire dai tempi delle caverne. Così ha scelto di morire perfino un Papa (Giovanni Paolo II).

Questo nella teoria. Nella pratica arriva invece l'epoca dei trattamenti sanitari obbligatori, tra debiti di massa da sovranità monetaria bancaria e pandemie, e diventa urgente legalizzare la delega a un'iniezione per farsi uccidere (robe da mondo dei sogni durante il nazifascismo).

Nella teoria dovrebbe esserci voglia di combattere per il diritto di vivere liberi da ogni indigenza.

Nella pratica si sta combattendo per il diritto di farsi uccidere quando si rifiuta una vita costretta all'indigenza.

E la chiamano civiltà.