09 agosto 2026
Stesso ragionamento per il lino e la seta. Interessante, quanto inquietante, il riferimento ai campi elettromagnetici.
Non credo si debba parlare di "protezione". Se si è sotto un campo elettromagnetico (tipo wifi, tipo HAARP) o effetto serra (tipo da cloud- seeding), questo tessuto non fa alcuno schermo, ma con tutta evidenza non trattiene come le fibre sintetiche il campo elettromagnetico del nostro corpo e non lo amplifica con quello delle radiazioni ricevute squilibrando così la nostra omeostasi (conduzione elettrica nervosa in primis, con tutte le conseguenti ricadute, sul metabolismo e sulla psiche, nel breve o lungo periodo ).
La produzione di tessuti sintetici (fibre plastiche) da decenni su scala industriale, quasi sempre misti a fibre naturali per confondere i consumatori, solleva allora una malizia innanzitutto igienico-sanitaria, ovvero se lo scopo è far indossare un trauma impercettibile e costante a ogni nostra cellula.
E poi c'è la malizia finanziaria: come è possibile che un tessuto sintetico costi meno produrlo di un tessuto naturale? Come è possibile che una fibra per produrre la quale servono laboratori, costi meno di una fibra per produrre la quale servono un paio di mani?
Gli esperti di finanza e commercio diranno che è questione di numeri, impartendo il solito gioco di prestigio per nascondere una questione invece politica: le fibre naturali sane prodotte in modo ecosostenibile vengono riservate a una nicchia di persone ricche, con un prezzo a loro proporzionato. Le fibre sintetiche insane invece sono prodotte con un impatto ambientale catastrofico con un prezzo riservato a masse di squattrinati.
Gioco di prestigio per nascondere la natura perversa delle speculazioni, delle delocalizzazioni, delle manodopere, dei caporalati, della burocrazia, delle imposte, delle tasse, dei dazi, etc etc.
Le fibre sintetiche per fare un altro esempio, sono la metafora del destino delle api e del miele con l'uso dei pesticidi.
Un ottimo miele potrebbe produrlo chiunque sotto casa per la propria cerchia di famigliari, senza alcuno sfruttamento o impatto ambientale.
Invece un ottimo miele lo produce solo chi ha un bacino ristretto di ricchi acquirenti che possono acquistarlo. Tutti gli altri devono accontentarsi di melasse da supermercato, ottenute con stragi dirette di api, e indirette di insetti impollinatori.
Auguri all'umanità governata da una pervertitocrazia.
fonte foto


