08 ottobre 2026
,,Poiché nella mano del Signore è un calice ricolmo di vino drogato. Egli ne versa: fino alla feccia ne dovranno sorbire, ne berranno tutti gli empi della terra,,
Salmo 75(74), 9
A me questa sembra la metafora perfetta dell'economia della finanza. L'illusione di un valore fittizio della realtà che inebria, stordisce, incanta, emancipa, esalta. Fino a farne perdere della realtà il senso, il valore vero. E ci si ritrova morti interiormente. Avvelenati.
In Marco 16, sta invece scritto:
"Quelli che credono [...] se berranno qualche veleno, non moriranno".
Il significato qui non è metaforico, si riferisce a veleni reali, ma ben per questo l'accostamento fa molto riflettere, tra ciò che è metaforico e ciò che è reale, tra una verità spirituale rivelata e una verità materiale testimoniata con la morte, di Cristo e duemila anni di martiri e credenti in tutto il pianeta.
Fa riflettere più che mai osservando la piega che ha preso la storia dell'umanità con l'invenzione della finanza, la piega che hanno preso le istituzioni cristiane con l'attaccamento alla finanza, e la piega che ha preso l'odio della finanza stessa verso il cristianesimo.
Davvero sempre affascinante accostare Antico e Nuovo Testamento. Prima di Cristo e dopo Cristo. Rivelazione e testimonianza.
"Prendete e bevetene tutti...".
E vediamo chi resta in piedi?
Ma qui, o di là?
#AuguriUmanità


