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Grazie ISSUU.com (la sovranità di un clic tra pubblico e privato)

 04 febbraio 2026

Grazie issuu.com che senza preavviso hai eliminato circa 15 anni di tracciamento di materiale saggistico, con tutto il mio profilo. Perché? Perché chi non fa login dopo 1 anno è evidentemente considerato morto: fa parte delle regole, e io non ero aggiornato (ma almeno un avviso? non serve: tanto poi va nella posta indesiderata come ben sottolineato).


Questa piattaforma non è un social, non è un blog, è semplicemente uno spazio di pubblicazione che genera un link per condividere il documento pdf che si pubblica.

Avevo inserito fin dal 2012 le mie tesi, i miei saggi, che avevano accumulato qualche decina di migliaia di condivisioni e ogni tanto trovavo appagante andare a vedere quel numero, anche solo per chiedermi "chissà se oggi qualcuno ha capito... chissà se qualcuno da lì ha avuto nuove idee...".


Ora non è tanto l'amarezza di veder cancellato qualcosa senza preavviso (su questo ci hanno allenati molti altri).

Ma l'amarezza di pensare che basta un click e una traccia di ciò che pensi sparisce. 

E se dovessero farlo con i ricordi di ogni social in base a qualche criterio governativo? Identità Pinco Pallino: elimina contenuto.

Si può fare un backup ok. E se dovessero farlo con i conti correnti? 


Si sta discutendo in questi giorni sull'identità digitale dei profili per arginare abusi di contenuti, violenza, accesso ai minori... 

Insomma niente di più auspicabile: ma chi sono i responsabili di quei pulsanti, di quelle applicazioni, dei criteri con cui si decide "chi e cosa deve sparire"?


Che poi non è diversa la questione, pensando a chi in caso di morte assistita, morte reale, si prende la responsabilità di un criterio per cui si decide chi fisicamente deve sparire.


La questione non è senza risposte. Perché se ognuno avesse il suo spazio pubblico per diritto di nascita dove poter esprimere se stesso, ovviamente in rispetto della legalità, non ci sarebbe più bisogno di essere in balìa di come dei privati decidono di gestire il loro spazio monopolizzato, dato in concessione.


Con ottima approssimazione si può immaginare allo stesso modo che chiunque è messo nelle condizioni di sopportare dignitosamente malattie estreme, ovvero curarsi come, quanto e quando si vuole, senza vincoli di ISEE e confini ULSS, magari non avrebbe come unico pensiero trovare il modo di farla finita.


Un dilemma apparentemente irrisolvibile diventa quindi un problema risibile. Più che mai se si riflette sull'identità digitale del famoso SPID: introdotto come obbligo per accedere a portali di servizi pubblici, udite udite, ottenendo codici autorizzati solo da enti privati!


Una lista di possibili scelte, ma tutti privati (salvo PosteID, di ente pubblico con partecipazione privata al 35%). Per cui i nostri dati sono comunque in concessione a privati, e anche qualora l'identità digitale passasse per la sola carta d'identità elettronica di gestione esclusivamente pubblica, i nostri dati sono ormai stati già archiviati da privati. 


La questione diventa risibile perché la domanda è: perché non aver reso l'identità digitale già da subito solo di esclusiva ministeriale e quindi pubblica al 100%? 

La risposta una sola è: perché l'identità digitale doveva prima essere ceduta con tanto di firma ai privati, e poi eventualmente a un ente pubblico. 


Grazie issuu.com comunque. Voglio valorizzare il fatto che esisti, e riattivo subito un altro profilo. E fidati, se un giorno ti spengono perché il privato diventa superfluo, ti ricorderò nel mio spazio pubblico, e condividendo il mio vissuto potrai continuare a far sapere che sei esistito.




Governo Meloni. Atlantismo alla prova delle parole...per ora.

 26 ottobre 2022

Un governo populista e sovranista non avrebbe mai potuto insediarsi in Italia nel 2022 senza dichiararsi filo-atlantista e fedele alla NATO.

Ma un conto è dichiararsi tali per ambire al governo quando si è opposizione, un altro è dimostrarsi tali sedendo al governo. 

Un conto è essere favorevoli all'invio di armi contro la Russia su proposta di un altro governo per non inimicarsi l'establishment sovranazionale anglofono. Un altro sarà proporlo in veste di governo. 

Quando toccò al M5S nel 2018 la stessa sorte di recitare il copione pro-euro rinnegando un referendum pur di arrivare al governo, si sperava in un bluff.
Si sperava fosse una mossa per raggirare un sistema che vive di raggiri a danno dei popoli, con falsità ed ipocrisie, proprio ricambiandolo con la stessa moneta. 

Purtroppo nei tre anni successivi quel sistema si è dimostrato invece più forte, a suon non solo di demolizioni mediatiche cui il M5S aveva fatto anticorpi in cinque anni di opposizione, ma anche di demolizioni di ponti e sistemi socio-sanitari.

Ora però il teatro si è spostato su un conflitto potenzialmente nucleare e mondiale. Chissà se il governo di centrodestra, di quel Berlusconi amico di Gheddafi e Putin, di quella Lega di un elettorato anti-euro, di quei Fratelli d'Italia sovranisti, avranno il coraggio di riscattarsi con quello stesso identico bluff. 

Se non sarà così, ve li vedete Meloni-Berlusconi-Salvini dichiarare guerra alla Russia? Ve li vedete chiedere agli italiani di schierarsi con le proprie basi atomiche per amor di NATO ed Euro? 

E' passata alla storia l'idea, negli ambienti di centrodestra, che l'unico errore di Mussolini nel suo ventennio fu allearsi con Hitler. Speriamo davvero allora che la lezione sulle alleanze sbagliate sia bastata.



15.02.2022. "Il giorno del fallimento della propaganda di guerra da parte dell’Occidente" (fonti Cremlino).

16 febbraio 2022

,,Mentre la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, afferma: “La data del 15 febbraio del 2022 entrerà nella Storia come il giorno del fallimento della propaganda di guerra da parte dell’Occidente. 

Svergognati e annientati senza sparare un colpo”. Il Cremlino rincara la dose: “Il ritiro dei diplomatici occidentali è un’isteria esibizionista e senza senso“, ha detto il portavoce Dmitry Peskov, mentre Putin in persona ha ironizzato sull'atteggiamento di Washington: “Hanno già detto a che ora inizia la guerra?”.,,

È sorprendente ciò che si sta ripetendo sul piano geopolitico dopo 80 anni.

L'UE e la Nato alla stregua di fantocci strategici tra Stati sovrani e un Nuovo Ordine Mondiale.

Gli USA sapevano dei crimini commessi dal nazifascismo, ma entrarono in guerra (dicembre 1941) solo dopo che l'URSS reagì all'aggressione nazifascista (giugno 1941).

Dopotutto c'era del tenero tra Roosevelt e Hitler tanto quanto tra Churchill e Mussolini ed era quel tenero che accomunava il capitalismo, sotto ogni sua forma, contro il comunismo, anche totalitario.

Qual è il parallelismo con oggi? Allora c'era la contesa tra due monopoli ideologici, quello sovietico e quello occidentale, con in mezzo una perversione (quella nazifascista) che si finse amica di entrambe per poi diventare di entrambi nemica.

Oggi c'è un unico perverso monopolio ideologico di nuovo ordine mondiale, famelico di sovranità assoluta da usurpare alla sovranità delle democrazie rappresentative. Nel mezzo, ci sono i popoli. Fluidi. Ambigui. Collaborazionisti più o meno inconsapevoli delle perversioni di chi li governa, amici-nemici più o meno consapevoli del proprio prossimo, vicino di casa o contatto telematico dall'altra parte del mondo.

Allora c'erano patti di non belligeranza disattesi (tipo il Molotov-Ribbentrop, firmato a Mosca non a Berlino e forse non è un dettaglio superfluo) e temporeggiamenti inspiegabili sul credito di notizie ufficiali o di spionaggio (vedasi le reazioni di Stalin ai moniti di una prossima Operazione Barbarossa: se l'URSS avesse attaccato per prima, gli USA a chi avrebbero dichiarato guerra?). 

Oggi ci sono patti sociali deteriorati sullo stato di diritto, e inspiegabile affidamento e fiducia dell'opinione pubblica a ciò che dell'opinione ha causato il suo stesso deterioramento culturale.

C'è una cosa che però fa la differenza netta tra allora ed oggi. Ed è una superpotenza che allora non c'era. La Cina.

Le guerre si sa dove iniziano ma non si sa dove finiscono, diceva Machiavelli nel XVI secolo.

Con certezza si sa però che una guerra finisce sempre tra i popoli ed inizia da chi li manipola. Che oggi di fatto non si sa più identificare. Neanche in digitale.



Putin incontra Macron sulla crisi in Ucraina, 2022


Perché la Nappi non fa scouting a Lampedusa?

28 gennaio 2019

La pornostar Valentina Nappi regala all'opinione pubblica la convinzione che i migranti attuali in Italia, per sua esperienza, siano mammoni talmente innocui sessualmente da essere inadatti perfino al mondo della pornografia.
Formidabile siparietto questo dell'informazione di regime evidentemente offerto per tranquillizzare l'immaginario collettivo traumatizzato dalle tragedie di Pamela Mastropietro, di Desirée Mariottini e delle tante turiste straniere stuprate da clandestini, oltre che per schierare una paladina del sesso contro il sovranismo.
Però la pornodiva di offrirsi come talent-scout facendo del volontariato sessuale nei centri di accoglienza, scommetto che non se la sentirebbe, e non solo perché la gratuità col porno non si sposa. Eppure col sesso si sa, contano i fatti non le parole, e questo sarebbe un gesto per dare ai suoi slogan (o frame) anti-sovranisti un briciolo di credibilità. Poi forse non lo farebbe perché in base alle sue constatazioni viene da dedurre che gli unici a concedersi in tal caso sarebbero i "bianchi" del personale umanitario (...sia mai -cronache alla mano- personale dell'ONU). Ne potrebbe uscire comunque un titolo porno di successo... tipo "Settimana in bianco a Lampedusa!".
Buttiamola in vacca insomma. Facciamo il gioco di questa informazione che ormai non sa fare altro che mandare tutto a puttane.