=

Traduci

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Unione Europea. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Unione Europea. Mostra tutti i post

2024. Mercatini musicali in crisi. Effetto collaterale pandemico?

17 ottobre 2024

Questa me la incornicio. 
Mercatini di strumenti musicali in crisi. Ma è solo un effetto collaterale, a mio avviso, della musica dal vivo locale in crisi dei poveri cristi dilettanti appassionati.

A sua volta effetto collaterale del colpo di grazia dato ai gestori di locali dopo la pandemia.

Nessun PNRR, nessun Ricovery Fund, nessuna Uniona Europea restituirà all'Italia ciò che le è stato tolto mese dopo mese, anno dopo anno, decennio dopo decennio.

Personalmente, ho una sola preghiera. Che le bombe che hanno venduto gli artefici di questa deriva per massacrare gli altri, siano così sagge e intelligenti da girarsi contro prima o poi e centrare il loro civico.

#NessunaCorrelazione 
#MusicaMaestro
#AndràTuttoBene

Sprofondare nel fango di una moneta a debito.

 20 maggio 2023

Quando un popolo non è più padrone della propria moneta, ma deve riceverla, gestirla, riconsegnarla e riceverla di nuovo da un manipolo di banchieri multinazionali, non può che fare una vita meravigliosa quel popolo se è nelle grazie di quei banchieri, o una brutta fine se quel popolo per quei banchieri è una risorsa da mungere.

Ecco perché l'Unione Euro (che non è l'Europa) esige da un lato paesi in boom economico, tipo i paesi baltici che non devono rimpiangere l'ex-URSS, e dall'altro paesi come l'Italia da spolpare e disossare.

È grazie a una moneta di sovranità bancaria imposta da vent'anni che oggi gli italiani sprofondano e crepano nel debito privato, nella povertà, nell'analfabetismo, nella disinformazione, e ogni tanto nel fango.



Le guerre dei Russi contro il nazifascismo, ieri e oggi.

 2 marzo 2022

I Russi hanno versato più sangue di ogni altro popolo per liberare il mondo dal nazifascismo.

Dubito che dopo 80 anni vadano in giro a far guerre a caso. Al contrario di altri che per ricordare di aver partecipato a una seconda guerra mondiale fanno i film mostrandosi liberatori (al posto dei Russi) di campi di concentramento, dandosi pure un premio Nobel.

La cosa triste è che il nazifascismo, quello politico, quello totalitario, in occidente e più che mai in Europa è vivo e vegeto, ed è quello che opprime con le le proprie leggi le libertà degli individui e le sovranità dei popoli.

Russi in mascherina e rubli soggetti al signoraggio bancario non se ne sono mai visti tanti in giro negli ultimi 80 anni. Men che meno negli ultimi due.


Fonte foto

https://it.wikipedia.org/wiki/Vittime_della_seconda_guerra_mondiale?wprov=sfla1




Il manifesto della razza ieri. Oggi manifesti di cosa?

09 dicembre 2019

Neanche cento anni fa, luminari della scienza sentenziarono che esistono razze umane superiori e razze umane inferiori. I popoli non potevano non credere agli scienziati, perché per i popoli gli scienziati sono l'autorità che afferma verità indiscutibili.
Allo stesso modo quei popoli, neppure cento anni fa, credettero ai politici che usarono quelle verità per mettere le razze superiori contro le razze inferiori. Contro per appropriarsi dei beni, delle proprietà, dei risparmi, gli uni degli altri. Contro infine per cancellarne l'esistenza. Contro per bruciarli.

Oggi i luminari della scienza hanno sentenziato che esistono pro-vax e no-vax da mettere gli uni contro gli altri. Così come i sovranisti e gli europeisti da mettere gli uni contro gli altri. Così come i crediti privati e i debiti pubblici, da mettere gli uni contro gli altri.
Così oggi un pugno di politici sta usando le sentenze di un pugno di luminari delle scienze sociali, finanziarie, mediche, per appropriarsi dei beni, delle proprietà, dei risparmi di interi popoli, al fine di cancellarne l'esistenza. E sì, anche obbligandoli a vaccinarsi per motivi scientificamente fasulli come un manifesto delle razze neppure cento anni fa.

Ricordatevelo allora, verità scientifica non è che la storia si ripete. Verità scientifica è che un traguardo futuro sia vicino a quello passato se nel presente si cammina ad occhi chiusi.


In memoria di Pietro Terracina

USA-UE. Dazi sì dazi no: paradossi dell'economia della finanza

07 ottobre 2019

E' un bel dire che i prezzi aumentano a causa dei dazi e c'è una perdita dell'indotto dei settori interessati. Vediamo perché.

Il parmigiano e il grana sono formaggi a lunga stagionatura. Tra il momento della produzione e la vendita passano anche due anni. Significa che quello che è venduto oggi è stato prodotto in base a una previsione di vendita uno o due anni prima. Fino a ieri non c'era alcuna previsione di dazi su questi prodotti. Questo significa che se si vuole mantenere stabile la domanda con i prezzi aumentati a causa dei dazi, il valore del prodotto dovrà diminuire.

Ma per assurdo potrebbe essere che per fattori di marketing (alias prestigio dei brand) il valore del prodotto non si sarà disposti ad abbassarlo. Ciò significa che pur di non svenderla, una quantità di prodotto non sarà venduto, che significa categoricamente distrutto oppure, assurdo dell'assurdo, venduto come sottoprodotto all'industria della trasformazione (tipo finire in patatine "al gusto di" o crocchette per cani per intenderci).
Quindi in base alle perverse leggi del mercato dell'economia della finanza ci si può ritrovare prodotti di ottima qualità distrutti, convertiti in junk-food o dati in pasto ai cani.

Ma questa è solo una perversione a valle. Perché la vera perversione si rivela a monte, qualora si sceglie di diminuire il prezzo per smaltire tutta l'offerta. Questa rappresenterà ovviamente una perdita di introiti, ma per chi?
La filiera di un formaggio stagionato così come di un prosciutto è molto lunga. Parte dal settore primario agro-zootecnico (campagne e allevamenti) ed arriva al settore terziario dei servizi (marketing pubblicitario, amministrazione, trasporti) passando per quello secondario della trasformazione industriale (industria casearia, stoccaggio, imballaggio).
Consorzi di marchi con giri d'affari stratosferici ma con anelli deboli del settore primario e anelli forti del settore terziario e secondario, per cui tradizionalmente le perdite spesso non sono spalmate equamente su tutta la filiera.

Ora lo scopo non è addentrarsi su statuti e disciplinari per scovare ingiustizie socio-economiche, ma prendere consapevolezza che la perversione delle perversioni, il paradosso dei paradossi, è finalizzare la produzione di un prodotto di nicchia alla vendita su scala internazionale.
Si è voluto negli ultimi 50 anni, a partire dal boom economico post-bellico, far fronte alla domanda internazionale di prodotti agroalimentari di nicchia per ricavarne il massimo profitto. Significa che se da determinate risorse territoriali prima potevano emergere mille cosce di prosciutti o mille forme di formaggio, poi si è voluto farne saltar fuori 10 mila, 100 mila, 1 milione. Questo ha comportato inevitabilmente convertire l'artigianalità in industrializzazione dei settori, ossia un passaggio delle pratiche di allevamento da estensive a intensive, delle pratiche di produzione da manuali a elettromeccaniche. Quindi un passaggio della filiera da ambientazioni rurali a realtà industriali. Non possiamo sapere se la qualità organolettica, nutrizionale e igienico-sanitaria dei prodotti sia stata obiettivamente persa o guadagnata rispetto a 50 anni fa: non possiamo assaggiare i prodotti di allora con quelli di oggi. Possiamo solo sapere che sulla carta sono rispettati disciplinari di marchi oggi diventati un brand per l'export internazionale, per garantire determinate caratteristiche fondamentalmente fisico-chimiche-microbiologiche di una derrata alimentare. La qualità sostanzialmente è diventata un numero da monitorare e rispettare. Non è più un connubio indissolubile di territorio e prodotto, intendendo con territorio l'aria, l'acqua, la terra, e la gente che insieme hanno creato un prodotto. Questo fenomeno ci ha fatto capire lungo mezzo secolo che si può esportare il corpo di un alimento, ma non l'anima. Si può esportare un prodotto per fare profitto, ma non si può esportarne la sua cultura: quella la si può solo apprezzare dove è nato, ideato e creato, e dove per forza di cose occorre recarsi per consumarlo se si vuole apprezzare la sua essenza, che è tutt'uno con le potenzialità del suo ambiente, e i suoi sacri limiti.

Ecco in cosa consiste la tragicommedia agroalimentare dei dazi, che in sé rappresentano, ironia della sorte visti dall'altro fronte, il tentativo di difendere produzioni e consumi interni!
Non so se risulta chiaro allora il meccanismo schizofrenico del mercato globale nell'era digitale, nell'era dell'automazione dei lavori, dei redditi di cittadinanza universali: invece di creare politiche economiche che garantiscano globalmente ai cittadini il diritto di viaggiare in giro per il loro pianeta per andare a gustare i prodotti della terra, valori unici e universali, crea politiche economiche finalizzate esclusivamente al profitto finanziario lobbistico, ossia l'accumulo di denaro da parte di pochi, distruggendo l'ambiente, i rapporti umani, e il rapporto uomo-ambiente.

Vale la pena finire questa riflessione sui dazi USA-UE di questo fine 2019 anche chiedendoci come mai poi abbiano interessato prodotti come prosciutti e formaggi risparmiando prodotti come olio e pasta. Forse perché in queste ultime filiere agroalimentari ci sono altri interessi finanziari multinazionali coinvolti, come gli OGM e pesticidi, e penalizzare queste filiere con i dazi significherebbe far tornare indietro come boomerang gli svantaggi finanziari che si vogliono infliggere ai competitori?















UE vs Italia. Arresa o colpo di grazia?

20 dicembre 2018

Eppure un pochino inquieta il fatto che i falchi dell'UE abbiano gettato la frusta contro il #GovernoDelCambiamento sospendendo procedure di infrazione e dando il via libera alla legge di bilancio. Mi viene da pensare che ci sia qualche subdolo scopo dietro il sadismo finanziario di questa Europa delle banche private che ha tirato finora per i capelli l'Italia, costringendola ad usare una coperta strettissima per le spese, nonostante potesse essere più ampia senza alcuno sperpero (ossia semplicemente governando decentemente come mai è stato fatto in Italia negli ultimi 30 anni).
Con un coperta stretta, basta qualche "imprevisto" e i conti non tornano più. E chissà se prossimamente accadranno fatalmente "imprevisti" cui il governo italiano dovrà far fronte, sforando lo zero virgola concordato, e verso il quale questa Unione Europea si farà trovare impietosa con un #Commissariamento, o comunque pilotando "il populismo italiano" il prossimo maggio con le #ElezioniEuropee2019. Certo mondo intellettuale si sta già chiedendo come mai finora gli attentati terroristici hanno risparmiato l'Italia. Mi rispondo che in Italia la legislazione degli ultimi decenni forse ha permesso al terrorismo internazionale di porre le proprie basi operative per organizzarsi indisturbato sul resto d'Europa (Spagna, Francia, UK, Germania) e non avrebbe senso creare allerta dove si ha base operativa. Ma soprattutto in Italia c'è già una #TrattativaStatoMafia che se vuole ottiene gli stessi risultati del terrorismo internazionale. Già tra l'altro è poco chiara la dinamica del crollo di un ponte (40 vittime), proprio a Genova nel mentre decine di infrastrutture in Italia da decenni sono forse ancora più instabili di quel ponte.
I prossimi mesi, da qui a maggio, si dimostrerà se queste mosse sono un'arresa delle istituzioni europee al cambiamento, oppure la premessa a un suo colpo di grazia.


La politica del debito. L'UE a lezione dal Nazismo

30 settembre 2015

In questo autunno 2015 la situazione drammatica dell'esodo africano verso l'Europa, per quanto sia fuori controllo, non ha ancora raggiunto il culmine del disastro sociale prevedibile (e previsto).  Tra qualche mese le centinaia di migliaia di immigrati africani fatti fuggire dalle loro terre bombardate dai governi occidentali (alcuni mai eletti) e accolti attraverso la cooperazione internazionale di mafie e istituzioni,  prenderanno confidenza con il Non-Stato (senza sovranità) che li ospita, e cominceranno a realizzare il suo non-funzionamento (funzionale).  Capiranno ad esempio che i reati minori in Italia sono stati depenalizzati guarda caso qualche mese fa, a dicembre 2014 (legge delega 67/2014 del mai eletto governo Renzi): legge per la quale se si picchia qualcuno per la prima volta, o per la prima volta si occupa la casa altrui, non si va in prigione.  Nulla avviene per caso dai dettami di questa Unione Europea della finanza: men che meno una legge che apparentemente era priva di ratio... e invece.
Presto cominceranno le vere sommosse popolari. Quelle dei clandestini contro gli italiani, e degli italiani contro gli extracomunitari (vane a quel punto le distinzioni tra profugo, clandestino, rifugiato). Sarà in quel momento che le forze dell'ordine italiane, già inginocchiate da tagli di finanziamenti e personale dei soliti governi mai eletti, collasseranno e i loro ministeri daranno la resa? A quel punto il solito governo mai eletto farà l'unica cosa che gli è permessa fare: chiedere aiuto all'Ue, E questo aiuto l'UE l'ha già pronto dal Trattato di Velsen con l'istituzione dell'Eurogendfor, la gendarmeria sovranazionale creata appositamente per le sommosse popolari...nel 2007. Sarà questa l'occasione buona per rimarcare all'Italia la sua assoluta dipendenza dall'Unione Europea della finanza, facendo trovare pronte carta e penna per firmare quindi la cessione della sovranità militare da parte del Non-Stato italiano?
E' raccapricciante notare come tutto questo processo sia passato attraverso le stesse dinamiche socio-economiche che hanno portato all'affermazione del nazionalsocialismo e allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, con relativi olocausti e genocidi. E' un percorso lungo quello che porta un popolo intero a ritrovarsi inerme, indifeso, impaurito, disinformato, depresso, passivo, apatico verso le medesime istituzioni che dovrebbero rappresentare invece le sue stesse garanzie di sicurezza collettiva, benessere sociale, realizzazione esistenziale, e progresso culturale. Nella Germania degli anni '30 è occorso quasi un decennio.  La sottomissione fisica e psicologica di milioni di persone confinati in ghetti dapprima, caricati poi in vagoni bestiame, e condotti infine ordinatamente in fila indiana dentro e fuori celle di "campi di lavoro", convertibili in camere a gas di "campi di sterminio" da un momento all'altro, è un lento e progressivo processo durato anni, ma il cui punto di partenza non può che essere stato uno: l'indebitamento. E' togliendo il lavoro, espropriando dalla proprietà privata, privando del "denaro" (unico potere contrattuale universale a livello sociale) che in età moderna una persona diventa schiava di un'altra.
Oggi dove siamo arrivati, nell'Unione Europa della finanza? L'indebitamento da parte dei paesi in via di sviluppo si sta incrociando con l'indebitamento dei paesi sviluppati del sud-europa. Il creditore è sempre lo stesso: una lobby finanziaria che si è arrogata il diritto di stampare denaro grazie al permesso elargito da una lobby politica ad essa sottomessa (a suon di violenza, come hanno dimostrato gli omicidi Kennedy).  Stampa denaro per appropriarsene "legalmente" (e ingiustamente) prestandolo con gli interessi (e gli interessi sugli interessi) a cittadini che si ritrovano a sprofondare sempre più nell'imbuto del debito generato dalla concorrenza sleale del mercato globale, capitanato dalla stessa lobby finanziaria che stampa denaro. Perchè chi stampa denaro non solo specula in derivati finanziari, ma è al tempo stesso anche concorrente (con la grossa distribuzione) nel mercato del prodotto interno lordo di cui vive (ormai sopravvive) il cittadino comune. Quindi oggi i popoli del sud europa (la cui domanda interna è stata appositamente distrutta) sono piegati (inermi, indifesi, impauriti, disinformati, depressi, passivi, apatici) dal raggiro di un debito generato da un imbroglio internazionale, e pare stiano per entrare in una nuova fase che prevede una guerra fra poveri programmata e fomentata dalle solite istituzioni auto-referenziate, mai elette, menti operative e braccia armate della solita famigerata lobby finanziaria.   
Solo la rete globale dell'informazione può impedire la degenerazione di questo lento percorso. Lo sta già facendo [1] [2] [3]. Un'informazione che può far prendere coscienza alle collettività in modo istantaneo della realtà dei fatti: il fallimento di un antico patto sociale, e la formulazione di nuove strategie di convivenza sociale, redistribuzione delle risorse, e progresso ecosostenibile. Non vi è altra soluzione. E siamo tutti chiamati a concorrere per abbracciarla e trasformarla in realtà.
Video: Come una scimmia conquista il Pianeta