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La Festa dell'Uomo dovrebbe essere il 9 marzo

9 marzo 2021  

Esiste una Giornata internazionale dell'Uomo, il 19 novembre, e si celebra in Italia dal 2013.

Qualcuno se ne è accorto?

Evidentemente no. A momenti non la accavallano al 2 novembre per darle un minimo di nota.

No, non può funzionare così. Una discriminazione di genere con aggravante di oscurantismo culturale.

Una Festa dell'Uomo che si rispetti in tutto e per tutto e che diventi un brand civico pari a quello del sesso biologicamente completamente, deve avere pari dignità. Con tanto di data e orpello botanico strategici ed evocativi.

Dovrebbe, a mio personale parere, essere festeggiata il 9 marzo. Il giorno dopo la Festa della Donna. A simboleggiare la stretta vicinanza del maschio alla femmina e al tempo stesso un cavalleresco antecedere il passo.

Dopotutto anche se per incontrovertibile fatto biologico, si sa, l'uovo viene prima della gallina, è cosa buona e saggia che la donna venga prima dell'uomo: si vive senza dubbio meglio la Festa entrambi così. Per ben due volte due giornate di seguito.

Sempre a mio modesto personale parere, quale simbolo floreale potrebbe essere ideale per la ricorrenza? Non trovo soluzioni migliori di uno straordinario Fico d'India. Pianta grassa vigorosa in grado di adattarsi a terreni deserti e capace in condizioni estreme di produrre graziose ed esili infiorescenze precorritrici di frutti prelibati. Tutto ciò, nonostante le spine. Molte spine. Grandi spine. Verso le quali occorrono debite attenzioni e distanze di sicurezza (le distrazioni si pagano, e non è certo colpa di una pianta ferma, immobile, grande e grossa se ci si impatta contro: chi è causa del suo male pianga se stessa/o).

Che dire infine. Non fu di foglie di fico che Adamo ed Eva si coprirono le pudenda dopo essersi scoperti nudi, appena consapevoli della differenza tra il bene e il male, una volta ceduti alla tentazione di assaporarne il gusto?

Bene che così sia allora. Che la Festa dell'Uomo abbia come simbolo ciò che rappresenta la prima soluzione a una prima esperienza del male, che inevitabilmente, deve precedere il bene.

9 marzo e Fico d'India. Non vedo alternative. Buona Festa dell'Uomo a me. 

PS. La foto è un omaggio della rete alla mia iniziativa. La ragazza è una personificazione della rete: grazie Rete. Ma potremmo anche divinizzarla per l'occasione come dea. Grazie Dea Ficadindia.



Festa della Donna 2018. Coincidenza politica ieri, oggi, domani

8 marzo 2018

Da anni non sono più solito aderire al rito degli auguri per le varie festività, pagane o religiose, anche se semplicemente rispondo agli auguri per questione di rispetto ed educazione.

Sfrutto l'occasione di questo 8 marzo dedicato alla cosa più sacra che esiste in natura, la DONNA, per qualche riflessione anche inerente l'attività più sacra dell'essere umano, la POLITICA, essendo in questo 2018 contemporanea a un momento delicato per l'Italia. 

Innanzitutto da parte mia AUGURI MAMMIFERE FEMMINE! Siete davvero l'Ombelico Del Mondo. Meritereste di essere festeggiate tutti i giorni in tutto il mondo come ogni altra cosa seria e importante della vita, come la mamma, il papà, l'innamoramento, il Natale, la Pasqua, e ogni altra commemorazione della libertà, dell'uguaglianza, della fraternità, nella gioia e nel dolore intrinseci all'esistenza.
Purtroppo invece siamo ancora relegati a una mentalità che vi festeggia, come tutto il resto una volta all'anno, mentre si potrebbe festeggiarvi come tutto il resto tutti i giorni in tutto il mondo. E come?

Semplicemente permettendo che l'intera umanità in tutto il mondo possa festeggiare tutti i giorni qualcosa, come sarebbe naturale che sia in una società umana vera (invece la riteniamo utopistica, pensate quanto siamo scimmie ancora, cari mammiferi). Ma non è questione solo di festeggiare, bensì di dare ad ogni cittadino del mondo la possibilità di recarsi alla festa che desidera in tutto il mondo, quando più gli pare e piace.
Impossibile vero?

Allora immaginatevi un mondo dove tutti hanno un reddito garantito al di là del lavoro che svolgono, e il lavoro svolto risulta semplicemente un servizio reso alla comunità per far funzionare bene tutto per tutti, con la massima qualità. Un servizio che occupa una minima parte della settimana poichè la tecnologica contemporanea permetterebbe davvero un minimo investimento di tempo, lasciando tutto il rimanente alla formazione, alla crescita, agli affetti, e a far festa. 

Capite ora il significato del Reddito Di Cittadinanza? Capite il significato di parlare di Qualità Della Vita in un programma politico? Capite che forse non è così orribile pensare che vale la pena far festa sempre e in tutto il mondo diventando padroni del proprio tempo, invece che una volta all'anno schiavi di un lavoro che fa svanire l'esistenza bruciandola come pezzi di carta?

Ma la riflessione politica che mi spinge a fare la festa della donna va oltre il concetto del lavoro che sta diventando l'incubo della coalizione politica italiana di centrodestra, più che mai la Lega del proverbiale nord-est, che vede stravolgere attraverso il reddito di cittadinanza il rapporto di forza "padrone-lavoratore" e relative speculazioni finanziarie.

La riflessione sulla "donna" si cala anche sul piano umano proprio dei protagonisti del centrodestra, e nello specifico Sgarbi e Berlusconi.
E' singolare e oltremodo significativo constatare che siano stati entrambi uomini potenti (sul piano politico-culturale) dediti da sempre al culto della femminilità. Ma entrambi hanno svilito con la loro condotta, personale e politica, proprio tale culto con le annose vicende di dominio pubblico. Riuscendoci solo grazie a un'opportunità di reddito finanziario perverso e corrotto. 
Spesso il M5S è stato ed è tacciato da questi due individui come mosso da invidia sociale e finanziaria. Forse la vera invidia è la loro interfacciandosi con gente normale che ha un normale rapporto con l'altro sesso e che loro non sono mai riusciti ad instaurare, forti del loro potere carismatico corrotto dal denaro. Forse anche il rapporto di Berlusconi e Sgarbi con le donne sarebbe stato normale se non avessero avuto la possibilità di pagarle; ma soprattutto se nessuna donna fosse stata messa nelle condizioni, finanziaria e culturali, di doversi far pagare.

Infine un'ultima profonda riflessione che tocca la dimensione più sacra della cosa più sacra al mondo: la dimensione "mamma" della donna. 
E' altrettanto singolare e oltremodo significativo constatare che sia Sgarbi che Berlusconi hanno degenerato la loro condotta etica verso l'altro sesso più che mai dal momento in cui è venuta a mancare la presenza reale della rispettiva mamma, figura da entrambi idolatrata. 
Coincidenze? Anche identificare le coincidenze, a volte, è questione di scienza.

Buona festa a tutti. Sempre. Ovunque