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In alto qualcuno teme quanto la gente scrive, e fa bene.

 11 agosto 2023

Ma la gente non può leggere e scrivere quanto e quando gli pare e piace? Se uno volesse non leggere nulla ma scrivere e basta possibile che deve essere pre-giudicato (giudicare è altra cosa)?

 Ma possibile vivere senza fare la morale per gli scandali più inaudibili in questa società, e la si vuole creare per chi legge e scrive?

Qual è il prossimo dilemma per chi ha queste turbe? Quanto la gente si scaccola senza soffiarsi il naso? O mangia senza bere? Mi fermo qui perché potrebbe diventare molto scurrile la rassegna scendendo all'intestino.

Che poi si può sapere qual è il criterio per capire quanto uno legge e quanto uno scrive nell'epoca di internet? Gli scontrini di una libreria attestano una lettura?

Ma è mai stato fatto caso che per scrivere occorre saper leggere, ma non il contrario?

Robe dell'altro mondo.

Qualcuno in alto è terrorizzato da quanto la gente scrive. E fa bene. "Ne uccide più la penna che la spada" cit.



Italiani, l'invidia di essere schiavi

09 09 2017

Non ho scientificamente dubbi che il male di fondo nel popolo italiano sia questo: abituato storicamente ad essere schiavo di padroni lontani, pretende che lo straniero in Italia sia trattato da schiavo al suo stesso modo. Così oggi l'italiano vuole che gli stranieri paghino lo stesso balzello di tasse che paga l'italiano, non abbiano i servizi di cui l'italiano non gode, siano esauriti dalla stessa burocrazia che deprime gli italiani, siano schiacciati dalla stessa finanza schiavista che schiaccia gli italiani. E così via. Questa è la rabbia che ha l'italiano verso gli stranieri: non vederli trattati come loro dai padroni lontani.
Invece di far valere legittimamente la propria sovranità popolare, esautorando qualsiasi padrone da ogni potere con la partecipazione politica riprendendo controllo del proprio territorio, dei propri valori, della propria esistenza... si limita a maledire i padroni lontani per le loro preferenze sugli schiavi.

Il popolo italiano non ha la minima idea di cosa significhi la libertà.  Non ha la capacità di volerla non avendo neppure quella di immaginarla. Ecco il male di fondo del popolo italiano: l'impostazione mentale, l'educazione, la cultura, di concepire le catene come un abito di lusso.