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Evoluzione social 2006-2026: quanto manca alla democrazia diretta?

 17 ottobre 2026

Quanto mancherà perché la società civile si renda conto che l'uso sensato dei social dovrebbe essere a scopo di esercizio politico sul proprio territorio?

Molta popolazione che era scettica e denigrava i social quando sono comparsi vent'anni fa, oggi ha un profilo e pubblica o condivide contenuti che gli interessano, prevalentemente a scopo pubblicitario per le proprie attività.

Ma quanto può reggere questo criterio che offre contenuti da usufruire in modo bulimico?

Vale la pena impegnare limitati tempi ed energie a visionare illimitati contenuti che rispondono a nostre arbitrarie profilazioni da parte di algoritmi commerciali, oppure varrebbe la pena impegnare il limite di tempo ed energie per confrontarsi su limitate problematiche da risolvere sul territorio, a tutti i livelli, da un quartiere a un comune, a una regione, a una nazione, a un continente?

Certo occorrerebbe una struttura istituzionale che accolga procedure di democrazia diretta, che oggi ancora non c'è. 

Ma oggi c'è il passo prima, che prima non c'era: la voglia e il bisogno di esporsi, proporsi, di fare gruppo, di confrontarsi (motivo per cui piattaforme come Airesis e Rousseau hanno fallito). 

Oggi c'è un atteggiamento, una mentalità che prima non c'era. Oggi ci sarebbe solo bisogno di razionalizzare i contenuti con tempi ed energie a portata di problemi della società civile. Non a portata di indotti, bilanci e monetizzazioni.

Vent'anni fa era utopico quello che sta accadendo oggi: moltitudini di persone che fanno rete con contenuti per comodità a caso (si fa per dire). Riusciremo tra vent'anni a fare rete con contenuti per utilità mirate? 

Chi vivrà vedrà (auguri umanità).






Caro Meta, X-Twitter, e tutti i social...

 16 luglio 2024


Caro Meta, caro X-Twitter, cari social tutti.

Tu ci hai regalato uno spazio virtuale, noi ti abbiamo regalato i nostri dati. 

Tu per speculare sui nostri dati per scopi consumistici, politici, di servizi segreti, ci hai concesso l'opportunità di speculare sul tuo spazio per finalità commerciali, di marketing, di propaganda, di cultura.

Ora, il tuo spazio ha arricchito con briciole qualche migliaio di persone (non tutti i profili sono persone, e non tutte le persone si arricchiscono con i profili). Mentre ha arricchito con milioni di quattrini qualche decina di individui (tutti in carne e ossa) che ti possiedono. 

Ma questo scambio avviene in totale arbitrarietà, determinata dal fatto che lo spazio che ci hai regalato è considerato a tavolino una tua proprietà, per cui i dati che inseriamo di nostra proprietà diventano di fatto pure un tuo possesso di cui hai controllo.

Ecco verrà prima o poi il momento che gli utenti, ovvero le identità, ossia le persone, esigeranno che i propri dati siano trattati come un bene pubblico, e lo spazio in cui sono sia trattato come un bene privato proprio, non di altri.

Verrà il momento in cui non serviranno centrali o sottomarini nucleari per tenere acceso il server di pochi padroni con i dati di miliardi di persone, perché ognuno avrà la fonte rinnovabile, in proprio e condivisa, privata e pubblica, a tenere acceso il proprio server, col proprio profilo.

Verrà quel momento, e ci si renderà conto che non serve più alcuna speculazione su dati e spazi di alcuno. Perché spazi e dati saranno condivisi, per il bene privato e per il bene pubblico ad un tempo.

Verrà quel momento, io non posso non crederci. Anche perché l'alternativa sarebbe prima o poi la fine di tutto, come è inevitabile che sia, scientificamente, se l'alternativa è nucleare.

Nel frattempo, auguri di buon divertimento, che purtroppo per te non sarà mai come il nostro.

Perché noi i nostri dati lo siamo già in carne ed ossa. Tu, il tuo spazio, non lo sei, e senza di noi in carne ed ossa, non hai forse neppure alcun senso di esistere.



Kant. Trecentenario della critica della ragione e del giudizio...e non sentirli.

27 aprile 2024

Grande rivoluzione quella di Kant (non a caso prima grande astronomo e poi grande filosofo) sulla ragion pura e pratica, che è un traguardo immenso cercare di comprendere. Ma oggi secondo me ci sarebbe bisogno più di tutto di riflettere sulla "critica del giudizio". 

Ancora non sappiamo distinguere la banale differenza tra giudizi e pregiudizi, usandoli come sinonimi. Per decenni si è istruito mediaticamente (ma talvolta anche istituzionalmente) che "non si deve giudicare", "giudicare è sbagliato", "chi giudica è ipocrita/ scorretto /maligno" e ogni altra sorta di scemenza nutrita dalla mistificazione del giudizio con il pregiudizio, che pure è fondamentale per la formazione del giudizio, ma deve essere compreso (e riferito, se necessario) per ciò che è.

Giudicare è inevitabile, così pure a monte avere pregiudizi sulla realtà che ci circonda e conosciamo parzialmente prima di formularci un giudizio su di essa. Ma sappiamo riferire a noi stessi "Questo che mi son fatto è un pregiudizio? Questo è un giudizio?"

E agli altri lo sappiamo comunicare, quando occorre?

Giudicare è la facoltà più nobile della natura umana (a mio avviso animale, ma nell'uomo più evoluta). La scienza si fonda sulla facoltà di giudicare, e così l'arte. E sul potere del giudizio si fonda il terzo pilastro dello "stato di diritto".
Era inevitabile che nell'epoca della dissonanza cognitiva il giudizio venisse demonizzato. Ma sarebbe necessario cominciare ad uscire da questo luogo comune. Perché è un falso mito funzionale a ogni evoluzione della ragione.

Curai una nota su un social in merito la relazione tra pregiudizio, giudizio e i social stessi, nel 2012. Ma quel social senza preavviso ha eliminato proprio l'applicazione note e ogni suo contenuto senza preavviso, mi pare poco dopo la pandemia. Troppe riflessioni degli utenti difficili da monitorare forse?

Oggi addirittura l'algoritmo di quel social sembra distinguere tra i post di cui si può fare screenshot a scorrere, e quelli no. Atteggiamenti difficili da pregiudicare come censura, perché difficili da non giudicarli direttamente tali.

Fonte foto
https://www.facebook.com/share/p/cWXuuqeve7rAoTWJ/

"Il mondo al contrario" (Vannacci). Test sociale o prefazione a futuri movimenti politici?

 22 agosto 2023

Interessante il caso politico-mediatico-culturale appena scoppiato con la pubblicazione del libro #IlMondoAlContrario di Roberto Vannacci.

Premetto che non ho ancora letto il libro, ma già si raccolgono in rete estratti, estrapolazioni, recensioni di condanna o difesa ideologica, che si ha da una parte quasi l'illusione di conoscerne già il contenuto, dall'altra quasi la certezza che di operazione di controllo di massa si tratti, ovvero sulla percezione, azione e reazione che le masse hanno sull'argomento.

Premetto anche che il tema "La curva di Gauss e le inclinazioni sessuali" sono un capitolo di un mio saggio (La curva di Gauss e la normalità in natura) edito nel mio blog dal 2014 con circa trenta mila visualizzazioni all'attivo, e auto-prodotto in libro dal 2015, i cui contenuti sono accessibili gratuitamente in rete da sempre (pdf del libro compreso).

Ebbene non vedo l'ora (si fa per dire) di acquistarlo quel libro, per confermare le quasi illusioni o le quasi certezze innanzitutto. E secondariamente intuire quanto il mio seminato possa aver contribuito a far crescere certe consapevolezze, o inconsapevolezze, per la genesi di simili fenomeni.

Al momento il polverone mediatico e politico sollevato in brevissimo tempo allo scopo di fomentare due schieramenti contrapposti nell'opinione pubblica, già basta a pensare che qualcosa di orchestrato dall'alto ci sia. Soprattutto per un autore esponente delle forze armate in un momento delicatissimo di crisi internazionale in cui l'Italia si è politicamente coinvolta e compromessa in azioni e modi dubbiamente costituzionali. Un autore che da libero cittadino si esprime su tematiche molto lontane dalla sua competenza, anche se si parla del libro come se fosse edito dal ministero della difesa e firmato con firma ufficiale (invece è autoprodotto su Kindle.com con firma anagrafica).

Le sue posizioni ideologiche sul tema sono molto in linea con l'ambiente russo- cristiano ortodosso, e per giunta si rivelano critiche verso l'appoggio dei governi italiani contro l'operazione militare di Putin.

Sarà molto interessante osservare come si evolve il fenomeno. Se questo libro è una prefazione a nuovi movimenti politici, o si ferma a un termometro per sentimenti e preparazione culturale sul tema normalità di masse critiche di consumatori, ed elettori.

Di certo se fosse passato il DDL Zan, io avrei un compagno di cella d'élite a quest'ora. Avremmo passato il tempo a mostrarci le cicatrici. Vuoi di guerra, vuoi di vita.




Immaginate che la società sia fatta di dieci persone...

16 agosto 2014


Uno dei dieci, vuole sottomettere a sè gli altri nove.
Ovviamente non può usare la forza o è spacciato in partenza. Ebbene senza muovere un solo dito e senza impugnare alcuna arma, ottiene nove sudditi a suo completo servizio. Cui può ordinare perfino di ammazzarsi a vicenda, senza mettere in discussione tale sottomissione.
Avete idea di come possa riuscire in questo?

Ci riesce in tre mosse, usando una sola strategia.

La strategia è la MENZOGNA.
E le tre mosse sono queste:


1 - Applica la menzogna al valore delle cose. Ossia convince gli altri nove che è conveniente accordarsi a rappresentare il valore delle cose con un oggetto. Perchè così, tutti non ambiscono più a possedere il meglio di tutto nella condivisione, ma a possedere solo una quantità tale di quell'oggetto necessaria ad ottenere solo ciò cui ognuno ambisce per sè.
Accorda tutti cioè sull'uso del denaro.


2 - Delega la menzogna alle persone. Ossia convince gli altri nove a non riferire più la verità all'idea migliore condivisa. Ma a rappresentare (falsamente) la verità in una persona. Perchè così, per far emergere la verità, tutti non devono più sforzarsi di cercare dentro sè le idee migliori e comunicarle agli altri, ma ognuno trova la verità già pronta riferita da una persona.
Accorda tutti cioè a personificare l'autorità.


3 - Mentendo sul valore delle cose, delega chi deve produrre il denaro. Ossia convince gli altri nove che lui è l'autorità che può produrre il denaro e stabilisce quanto vale ogni cosa. Mentre gli altri nove devono produrre ogni cosa desiderata dai dieci, e che può essere scambiata tra loro solo tramite il denaro.
Accorda quindi tutti a sottomettersi alle sue leggi su uso e consumo dell'esistenza.


E il gioco è fatto: nove decimi dell'Umanità telecomandati dal rimanente decimo tramite il denaro e le personalità autoritarie (militari, religiose, politiche, scientifiche, mediatiche) che lo governano.


Questo è un processo psicosociale iniziato dalla notte dei tempi. Partito dagli istinti primordiali che regolano la convivenza del branco con i capibranco tramite la legge del più adatto (per millenni mistificata in ambito umano con la legge del più forte).
Le rivoluzioni americana e francese non hanno fallito nei principi di uguaglianza, libertà, fraternità (garantibili dalle rivoluzioni scientifica e industriale che le hanno precedute). Hanno fallito nei mezzi per ottenerle. Ossia perchè dal nuovo sistema scientifico-industriale non è stato eliminato il denaro.
La disuguaglianza, la schiavitù, l'odio fratricida sono inevitabili conseguenze infatti dei due principi insiti nella natura del denaro. Il "principio di rappresentanza" (valore reale rappresentato da valore fittizio; verità rappresentata dall'autorità non dell'idea migliore ma di personalità). E il "principio di non condivisione" (di valori materiali delle cose e di valori ideali degli individui).
Capitalismi, comunismi, democrazie, totalitarismi sono solo manifestazioni storico-geopolitiche diverse della medesima MENZOGNA.

Certo, poichè l'evoluzione della Natura è una spirale in accelerazione, non bisogna deprimersi ritenendo tutto perduto. Siamo solo ad un fatidico bivio. A un passo dalla gioia universale condivisa nell'arco di una breve esistenza che la natura ci ha donato, o l'autodistruzione di specie.
Basta che nove decimi dell'Umanità riconoscano la MENZOGNA e cambino accordo sul valore delle cose e sull'attribuzione di autorità, e il rimanente decimo non può che adeguarsi.
Lo strumento per cambiare accordo in modo globale c'è. Ed è questo: internet. Informazione globale che in quanto tale (come volevasi dimostrare) in questo sistema basato sulla MENZOGNA fatica già in partenza ad essere libera e gratuita.
Manca l'apertura mentale quindi di nove decimi di Umanità.
E forse, manca anche il tempo per ottenerla.

Auguri all'Umanità.