Ieri leggendo questo articolo mi sono sorte molte domande.
La tossicità dei funghi è conosciuta dalla notte dei tempi. Vero che la natura evolve e di lei saranno sempre più le cose che non sappiamo rispetto a quelle che sappiamo (nonostante dalle poche che sappiamo riusciamo a farne applicazioni prodigiose e al contempo disastrose).
Ma possibile che in una piccola comunità, in pochi contesti famigliari, non si sia mai notata questa corrispondenza? Questa coincidenza? Questa associazione? Se in una famiglia in 2-3-4 mangiano un fungo tossico, davvero nessuna famigliarità tra le vittime?
Una rassegna così ampia di possibili veleni industriali esaminati nell'impeccabile indagine epidemiologica, e concludere che il problema è un fungo per una coincidenza di consulti?
Sembra emergere la morale della favola che tra mille veleni artificiali, ad ammalare mortalmente è la natura: il resto tutto sommato a confronto è innocuo.
Il finale suspence sembra quasi da cliché narrativo: si è notato che tolto l'agente scatenante l'effetto sparisce, ma dovrebbero ancora esserci dubbi che sia quella la causa.
Impossibile pure non notare un particolare citato: la neve artificiale.
In cosa consiste la neve artificiale? Comune acqua convertita fisicamente in neve, oppure occorre addizionare l'acqua con sostanze chimiche? Dalle scie chimiche allo sciare chimico con squisita nonchalance.
Infine, chi esclude che quella tossina fungina causa di tali effetti, non sia già stata impiegata o sia in futuro impiegata per diffondere quel morbo tramite bioterrorismo farmaceutico più o meno occulto?
Leggiamo:
,,, “Nessun sintomo, nessun segno, nessuna traccia di possibile infezione attraverso l’acqua. Poi abbiamo esaminato se gli inceneritori potessero essere la causa.
Tutto è stato analizzato”.
E quando dice tutto, intende davvero tutto: il terreno dei giardini, le emissioni di gas radon nelle case, la neve artificiale, persino il legno delle vecchie carrozze ferroviarie riutilizzato per le infrastrutture del villaggio.
Ad ogni residente fu chiesto di compilare un questionario lunghissimo (fino a tre ore) su dieta, lavoro, abitudini, hobby. Si escluse anche la pista genetica: nessuna familiarità tra le vittime. Anni di ricerche, nessun risultato. ,,,
,, Negli ultimi sei anni, da quando i locali hanno smesso di consumare il falso spugnolo, non ci sono state nuove diagnosi di SLA a Montchavin. Un dato significativo, che però, come ricorda il Dr. Spencer, non basta a stabilire una causalità definitiva ,,
Nel 2025 sembra di tornare a leggere la letteratura scientifica del 2020, quando una pandemia di raffreddori doveva giustificare stragi da pratiche igienico-sanitarie, presenti e future. Fermate poi solo da nuove stragi militari internazionali proemio di terze guerre mondiali.
Non saprei dire da quanti anni mi sono accorto che i cubetti di ghiaccio lasciano un residuo sul fondo del bicchiere (passatemi il termine chic da laboratorio biomedico: flocculazioni).
Ho sempre fatto finta di niente perché, osservando con certa attenzione cosa succede nei nostri cieli da decenni, sapere nel dettaglio cosa finisce nell'acqua che beviamo ho preferito far finta di non chiedermelo.
Poi però a un certo punto lo nota tua figlia di otto anni appena, e allora non posso più far finta di niente. Sono otto anni che rispondo a quello che ho la fortuna di capire che mi chiede, non mi posso tirare indietro sull'acqua che beviamo: conosciamo la realtà, coraggio.
Allora esperimento (i bambini a differenza dei grandi non si montano la testa con questo termine) ovvero semplice esperienza ripetibile e riproducibile universalmente.
Prendiamo lo stampo per il ghiaccio, mettiamo a un lato (dx) acqua distillata in due pozzetti. A metà acqua di bottiglia in plastica di una marca, all'altro lato in due pozzetti acqua di altra marca.
Ghiacciamo ed ecco cosa si osserva, che riporto qui poi con mia figlia lo ripeterò perché ho scordato di riempire altri due pozzetti con acqua dell'acquedotto e altri due con a acqua di pozzo.
Le opacità sono cristallizzazioni di sostanze solide (termine per prenderla larga, dai carbonati ai metalli pesanti, dai silicati alle microplastiche): chi più ne ha più ne metta, per differenziare non basta sicuramente l'occhio umano.
Nell'acqua distillata le opacità sono minime, ma ci sono. Acqua demineralizzata al 100% non esiste (coerentemente al fatto che 100% esiste in matematica, ma non in fisica).
Esperienza notevole già quella di comprendere la differenza tra le definizioni umane a parole e la realtà di fatto.
Nell'acqua potabile in bottiglia allo stato solido in questo caso si può notare che le cristallizzazioni per una marca non sono poi così diverse dall'acqua distillata. Mentre nella seconda marca sono ben più evidenti.
Interessante notare che il ghiaccio dove sono più evidenti, si scioglie più lentamente. Altra bella esperienza: più ci sono sostanze sciolte, più il ghiaccio si scioglie lentamente.
Ancora più interessante notare che ad occhio nudo una volta completata la fusione, nell'acqua distillata i cristalli sono invisibili (ma ci sono), nell'acqua ghiacciata apparentemente simile a quella distillata i cristalli sono flocculi puntiformi, nell'altra si compattano.
Come ogni esperimento che si rispetti: conclusioni?
Niente. Con i figli di otto anni non ce ne sono. E' sempre un inizio.
La sfida è e rimane, finché si capiscono, rispondere alle loro domande. Niente come si suol dire "acqua in bocca". Più che mai in questo caso.
Pronostico sulle domande di mia figlia:
"Papà, ma allora facciamo ghiacciare tutta l'acqua che beviamo così poi la sciogliamo, e la beviamo lasciando lì i cristalli!"
Bel casino. Non tanto come soluzione, ma perché il problema non dovrebbe neppure esistere.
Che spettacolo la rivista Focus (finanziata ancora da una lobby tedesco-statunitense?)
Per un decennio nega la geoingegneria, poi d'un tratto la geoingegneria diventa la soluzione, oggi che non si riesce più a nascondere che la geoingegneria climatica è il problema, addirittura si afferma che dopotutto, l'inquinamento evita lo stravolgimento climatico.
Massì, se spruzziamo petrolio e catalizzatori climatici il clima sta meglio... Che spettacolo... per amor del cielo
#PerAmorDelCielo volevo far notare questi contenuti sull'atmosfera rinvenuti nel testo di scienze della terra delle scuole medie (rinominate "scuole secondarie di primo grado"...più in linea con le gerarchie militari, a seguire il saluto romano per i più nostalgici).
Sentir dire che il vapore acqueo è causa di effetto serra sarebbe stato da dementi fino a ieri. Oggi che da decenni con la geoingegneria e il Cloud Seeding (le famigerate "scie chimiche") si immettono in atmosfera catalizzatori misti a vapore acqueo, quest'ultimo diventa stranamente causa di effetto serra (ovvero surriscaldamento climatico).
Sempre l'effetto serra lo si è sempre considerato secondario all'aumento di CO2 per attività umane, ma ora diventa "fenomeno naturale".
L'effetto serra da CO2 poteva essere considerato fenomeno naturale magari nella preistoria per eruzione vulcanica diffusa, ma non certo oggi.
Ovviamente, dei principali responsabili dell'effetto serra, ovvero le PM10, gli idrocarburi, i metalli pesanti, e ogni altro prodotto da cementificazione e combustibili fossili, neppure un accenno.
Quindi questo diventa un argomento fantastico solo per creare Dissonanza Cognitiva in merito a ciò che è naturale e artificiale, normalizzando l'artificiale a naturale, come sta molto a cuore a certe agende istituzionali parlando non solo di clima (vedi l'identità di genere). Arrivando perfino a paragonare l'atmosfera, in un testo didattico per infanzia-adolescenza, a una scatola di metallo quale è un'automobile: tale è il vapore acqueo misto a sostanze come l'alluminio e il cadmio, da considerare ora "normale" vapore acqueo.
Qualcuno gioisce perché il freddo è ancora lontano e si risparmia in riscaldamento. Non avendo fatto caso che il freddo poi si prolunga fino a marzo-aprile, e quello che ha risparmiato ora, è già "bruciato" in primavera (forse con tariffe più alte poi, come avviene con i rialzi tariffari in "bella stagione"?).
Ma soprattutto non fa caso che lo stravolgimento di temperature in autunno e primavera stravolge la produzione orto-frutticola stagionale, per cui poi ci si ritrova prezzi di frutta e verdura alle stelle praticamente tutto l'anno, non per una stagione come per il riscaldamento domestico.
Ma la soluzione per eliminare le famigerate scie chimiche con l'IA di Gates &Co, è far indossare visori da realtà aumentata che mostrano cieli tersi con le nuvolette?
Stanno sdoganando la #Geoingegneria e gli #Extraterrestri così, in un colpo solo.
I flop pandemici e i Russi che non stanno più zitti e buoni stanno lasciando segni sconcertanti nella psiche delle élite occidentali.
Si salvi chi può.
Nel frattempo, scommettiamo sui tempi che impiegheranno a capire che lo sanno anche le mosche che le scie di condensa (con o senza inseminazione da geoingegneria) sono il risultato di vapore acqueo + carburante: se mai c'è un impatto ambientale e surriscaldamento, è il secondo non il primo il responsabile.
Si spruzza petrolio in cielo (idrocarburi altro che CO2) sopra l'intero pianeta volando 24h da cento anni ormai.
E questi, ora che sono evidenti gli effetti indotti dalla manipolazione climatica per creare disastri ambientali ed economici locali, ce la menano col vapore acqueo. Perché scherzi a parte, è questa la soluzione che i geni di Silicon Valley propongono: far volare gli aerei quando c'è l'umidità giusta da non rendere visibili ad occhio nudo le scie del carburante (con o senza inseminazione spray aggiunta).
Capito? È quello che si osserva il problema. Non la realtà dei fatti.
Le Frecce Tricolori sono una spettacolare dimostrazione delle molteplici inclinazioni alla sudditanza dell'italiano medio, in adorazione dei poteri governativi e sovranazionali in un colpo solo.
Una bella spruzzata in atmosfera di colore rosso bianco verde ogni tanto fa bene a polmoni, ambiente, e soprattutto alle menti di questo popolo straordinario a difendere la propria sovranità. Figurarsi poi se di mezzo c'è la memoria storica del colonialismo.
Uno spettacolo folkloristico di cui andare fieri ed orgogliosi. Che poi sono scie di condensa quelle. Umidità rosso bianco verde. Niente di chimico. Stiamo sereni per amor del cielo.
,,I grandi fenomeni naturali quali alluvioni, eruzioni vulcaniche, sismi, NON SI POSSONO EVITARE. Possiamo e dobbiamo fare tanto in termini di prevenzione, andando a ridurre il rischio e l'impatto relativo ma pensare di avere il controllo totale su tutti gli eventi naturali è un qualcosa di poco scientifico e di poco razionale,,
Geopop (pagina social di "informazione scientifica" da milioni di follower)
Ma di cosa stiamo parlando? Si ammette oppure no che il controllo climatico con la #geoingegneria possa essere usato contro un territorio per creare piaghe socioeconomiche?
Dopo decenni di oscurantismo e omertà sulla geoingegneria ridicolizzandola tramite frame mediatico "scia chimica" (come se condensa e carburante non fossero chimica poi...) oggi lor signori esperti ovunque ne ammettono l'esistenza con una verginità da pornodivi in scienza e coscienza.
Ma non solo. Hanno perfino l'ipocrisia di stracciarsi i capelli per il malgoverno dei rischi idrogeologici incolpando le classi dirigenti senza distinguo negli ultimi 40 anni...ma? Ma se queste classi dirigenti sono gli stessi burattini di chi ha in mano le redini della geoingegneria? massima fiducia dunque? Guai pensare che possano usarla con risvolti criminosi?
Che le calamità ci siano sempre state e sempre ci saranno è una banalità scontata: il punto è riconoscere o meno se possono essere indotte in modo mirato nello spazio e nel tempo.
Che spettacolo l'informazione scientifica da influencer. Dimostra scientificamente che sono solo specchietti per le allodole per incanalare ogni attenzione a un pensiero unico: il loro pensiero critico utile a confondere le acque, in questo caso in tutti i sensi.
Dite a Geopop che anche i virus parainfluenzali e le loro pandemie ci sono sempre state da milioni di anni, e sempre ci saranno. Eppure. Ultimamente. Qualcuno.
Il controllo climatico della siccità non significa non far piovere. È impossibile non far piovere. Significa non far piovere dove si desidera non fare piovere.
Quando non ha piovuto per mesi in Italia, significa che è stato fatto piovere attorno. E attorno in Italia c'è il Mar Mediterraneo. Così come attorno ai continenti ci sono gli oceani.
Se vi raccontano che il livello dei mari si alzerà un giorno a tal punto da fare sparire Venezia o Amsterdam nel mentre c'è surriscaldamento climatico e siccità, e vi sembrerà strano, sappiate che con la #GeoingegneriaClimatica i conti tornano.
"C'è un sole malato". "È un sole cattivo questo". Si sentono spesso queste conclusioni quando si parla di carenze globali di vit.D o malattie della pelle sempre più frequenti e gravi.
Povero sole. Senza di lui la vita si spegnerebbe in tutta la Terra in pochi minuti. Mentre nell'arco di 8 secondi, il tempo che la luce arrivi alla Terra, una tempesta solare appena più anomala del solito la potrebbe ridurre all'istante tutta completamente in fumo (ed è forse questa la situazione reale più verosimile, a mio avviso, all'immagine allegorica dell'apocalisse evangelica).
No, il sole non si può ammalare. L'atmosfera del nostro pianeta invece è malata terminale come filtro alle radiazioni cosmiche, solari comprese.
Perché l'abbiamo ridotta a una latrina di schifezze in nome di prodotti interni lordi, competizioni finanziarie, e sperimentazioni geo-ingegneristiche (quali cloud-seeding, haarp, telecomunicazioni satellitari etc).
Se la nostra pelle va in tilt insieme al metabolismo della vit.D, non è colpa del sole. È colpa dell'ignoranza con cui governiamo il nostro stile di vita.
"Governiamo". Se alle imminenti elezioni a settembre 2022 si presenta un partito che in programma riporta la dicitura "Colpa del sole" prende il 70% dei voti sulla fiducia. Così. Per il solito sollievo di un colpevole a caso dei nostri mali.
In questi ultimi anni le temperature estive hanno retto fino a fine settembre. Surriscaldamento globale? Forse concorrono anche le coltri metalloidi da #cloudseeding che in sinergia con le microonde del sistema #HAARP possono creare un vero e proprio effetto serra globale e mirato. Se così è, in linea di principio basta interrompere il fenomeno (continuando a irrorare magari solo vapore acqueo per non far perdere il carico d'acqua in atmosfera necessario per i successivi cataclismi) e di colpo si precipita in temperature invernali.
Ecco quest'anno, primo autunno pandemico covid19, a quanto pare è necessario che il tipico boom di sindromi parainfluenzali dati dal freddo autunnale (non a caso si chiamano "raffreddori", alla faccia dei virus) sia posticipato.
Quest'anno le temperature estive si stanno protraendo fino a metà ottobre. A quanto pare bisogna insistere ancora un bel po' a rigirare tamponi ben in fondo per naso e golaper compromettere per bene le mucose, che poi prendere le misure e coordinare scuole, eserciti e terapie intensive al primo starnuto col sangue non è tanto semplice. E poi c'è Halloween. E le elezioni USA. Magari qualcuno ai piani alti governativi internazionali ha intenzione di sincronizzare le atmosfere...in tutti i sensi?
Dicono che non sia ancora lockdown tutto questo. Allora forse è solo countdown.
Ormai è decennale il tentativo di mettere in discussione in questi blog l'approccio "ufficiale" al metodo scientifico del mondo accademico, che con il metodo scientifico superbamente da secoli pretende tra l'altro di identificarsi.
Oggi si presenta una ghiotta occasione offerta su un piatto d'argento proprio dal mondo accademico per sfatare categoricamente molti luoghi comuni sulla "comunità scientifica".
L'università un tempo, forse, era sinonimo di scienza. Sempre più spesso non lo è più, e grazie alla rete lo possiamo dimostrare.
Prendiamo come punto di riferimento un "articolo scientifico" banalissimo sulla gestione delle carrozzine dei bebè: trarremo deduzioni indirette per pesare analisi su argomenti molto più complessi.
Riassumendo, le autorità scientifiche (gli esperti delle università) affermano che coprire con un telo un passeggino in piena estate come spesso fanno i genitori (ad esempio al mare) per proteggere dalla sovraesposizione di sole, è estremamente pericoloso perché può innalzare la temperatura interna di molti grandi, con un vero e proprio effetto forno. Tentati dalla curiosità, dei giornalisti hanno sperimentato che due passeggini, uno coperto l'altro no, dopo un'ora e mezza avevano una temperatura interna di 22°C scoperto, 37°C coperto.
A leggere una cosa del genere, quale può essere la prima reazione anche del genitore più apprensivo del mondo? "Mio Dio...ho rischiato di ammazzare mio figlio in vacanza!"
La prima reazione del genitore invece appassionato di scienza e consapevole delle logiche dell'economia della finanza contemporanea, perplesso si pone subito qualche domanda. Innanzitutto, pur ammesso che il metodo scientifico è alla portata di tutti per natura, si chiede come caspita avranno condotto tecnicamente quell'esperimento quei giornalisti, dal momento che i risultati ottenuti sono alquanto bizzarri confrontandoli con le evidenze osservabili nella quotidianità. Il primo dubbio insomma viene sulla procedura adottata, che deve essere ripetibile e riproducibile in ogni angolo del pianeta, se di metodo scientifico si parla (la cosiddetta voce Materiali e metodi di qualsiasi esperimento scientifico degno di tale nome).
In pratica, come avranno fissato quel telo? La faccenda che rende una farsa o meno questo esperimento è tutta lì, e ora lo dimostriamo.
Ho compiuto le stesse misure su un passeggino in pieno agosto (il giorno 13 appena passato) tra le ore 15 e le ore 16, in una giornata appena ventilata, con cielo sereno e sole cocente. Il termometro al mercurio dopo 10 minuti ha segnato colonnina piena (oltre 42°C) nel passeggino di mia figlia scoperto.
Quindi ho coperto il passeggino con un panno tradizionale per infanti. Però lasciando, come ogni genitore con un minimo di scienza e coscienza farebbe, una apertura sui lati in direzione della lieve brezza (sottolineo che non ho cambiato posto al passeggino rispetto alla prima misurazione).
Quindi ho controllato la temperatura dopo 20 minuti.
Cosa vi sareste aspettati, a valutare le sentenze degli esperti universitari comprovate dagli esperimenti dei giornalisti-scienziati? Forse che il termometro sia scoppiato?
Beh il mio dopo 20 minuti ha segnato 35,6°C (rispetto ai 42°C di prima dopo 10 minuti). Certamente sarebbe potuto scoppiare: magari coprendo la carrozzina con un telo senza alcuna apertura?
Allora cosa hanno voluto dimostrare i luminari della scienza con annessi seguaci in questo articolo?
Forse che è plausibile che un comune genitore arrivi a tappare sbadatamente tutto il passeggino con un telo? Forse che si tende addirittura a tenerlo tappato per più di mezzora (fino ad un'ora e mezza!) come nell'esperimento riferito?
Ma questo atteggiamento è verosimilmente un tentato infanticidio! non un tentativo di proteggere un neonato dal troppo calore in una passeggiata al mare!
Ma allora quali conclusioni si possono trarre da queste performance del mondo accademico-giornalistico? Evidentemente il bisogno di creare sensazionalismo, dimostrando che avviene il contrario di ciò che è evidente semplicemente omettendo quei particolari che fanno la differenza per l'evidenza.
Ora la vera, importantissima, riflessione che qui si vuole stimolare è la seguente: se riescono delle autorità accademiche a farvi credere il contrario di ciò che avviene nella realtà persino con un passeggino da bebè, riuscite a figurarvi cosa riescono a farvi credere parlando di fenomeni che non potete sperimentare direttamente ma che sono riservati alle loro élite?
Pensate ai report sugli acceleratori di particelle quantistiche o alle osservazioni astronomiche: forse neppure loro sanno di cosa stanno parlando, ma voi credete ciecamente a ciò che vi riferiscono.
Pensate anche alla geoingegneria climatica visto che sta ottenendo -giustamente- sempre più attenzione mediatica. Siccome è sempre meno facile negare l'evidenza all'occhio comune che si mette ad osservare il fenomeno delle scie spray quotidianamente in tutto l'occidente, si sono inventati di affermare che questi quadri sono "il risultato di maggiori voli d'aereo e/o maggiore umidità dell'aria rispetto a un tempo".
In questo contesto non c'è alcuna dimostrazione scientifica da fare: si tratta solo di descrivere l'evidenza di ciò che si osserva. Eppure gli esperti esasperano il loro ipse dixit propugnando un'osservazione surreale (ossia la negazione dell'evidente emissione massiccia di scie spray nei nostri cieli) come fosse dimostrazione scientifica.
Insomma ormai il mondo accademico oggi è ridotto alla stregua di un medioevale potere religioso: è richiesto dalle autorità che ci si fidi a prescindere:"l'ha detto l'esperto".
Tuttavia la cosa triste non è vedere come le autorità marcino sopra questo meccanismo psico-sociale, bensì vedere come la popolazione, dall'alto della sua cultura media decisamente elevata all'alba del III millennio e del suo grado di alfabetizzazione informatica (Google sullo smartphone è accessibile a tutti) sia aprioristicamente sottomessa a questa dinamica ancestrale (che ricalca la sottomissione del branco al capobranco).
Permettiamoci a questo punto un'ulteriore metanalisi storica. Se il mondo accademico non è più libero è perché governato, come ogni altro settore ormai, dalla finanza. Il mondo accademico è quel settore della società che dovrebbe essere garante di metodologia scientifica. Le Università nel medioevo nacquero con questo scopo: rendere la conoscenza libera di svilupparsi (universitas, universale) indipendentemente dal sapere religioso che in quel tempo pretendeva, per mantenere la propria egemonia culturale lobbistica, di avere controllo e direzione su tutto il sapere.
A un certo punto dei laici, degli studiosi normalissimi, che frequentavano le biblioteche e le lezioni dei "dotti", decisero di riunirsi indipendentemente, e fare lezioni in proprio, libere, indipendenti, solo per fare evolvere il sapere condividendolo. Un pò come oggi i gruppi di studio condiviso che nascono in rete per rendere libera la conoscenza (si pensi a wikipedia, a khanacademy, a konoz...)
Università dunque non è sinonimo di scienza. Così come avere occhi non è sinonimo di saper osservare.
La messa in scena della #FarsaScienza è finita...o finirà: andate in pace.