=

Traduci

Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta informazione passiva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta informazione passiva. Mostra tutti i post

MK-Ultra a portata di mano da mezzo secolo

 23 febbraio 2026


Shock piano CIA per manipolare le menti con farmaci e sostanze introdotte segretamente in cibo e acqua


Si può osare immaginare anche oltre gli MK-Ultra, e soprattutto più da vicino. 

Gli apparecchi tecnologici sono concepiti per attuare il controllo mentale su vasta scala da mezzo secolo. 

Le pubblicità radio-tele-giornalistiche sono concepite come una seduta ipnotica in miniatura.

Oggi lampi luminosi aprendo e chiudendo app, suoni psichedelici in ogni arrangiamento elettronico se tutto va bene a volumi tollerabili, fluide fluttuazioni di schermi touch screen (che il Nobel Federico Faggin ha "scoperto" su commissione, o dono di natura?) sono la quotidianità a portata di mano ormai per intere generazioni.

E pensare che pure indagini mediche come i "potenziali evocati" sono basati su bombardamenti di stimoli acustici e visivi, che chissà dove e quando sono stati immaginati di essere adottati.

Si salvi chi può. Auguri umanità.

Tra Putin e Trump il pesce d'aprile del neonazismo 2.0

 01 aprile 2025

Tutto vero, reale, chiaro. Ma mi chiedo come mai non si spostano una volta per tutte i riflettori sul dettaglio più importante del nodo: l'operazione militare speciale è stata annunciata contro il neonazismo ucraino.


Come mai nessuno dopo anni ha ancora il coraggio di esporsi con indagini e inchieste sui legami, finanziari e politici, tra neonazismo dunque e istituzioni occidentali che lo armano? Tutto lecito e legale? Tutto indifferente per l'opinione pubblica?


Ottant'anni fa, sul riarmo della Germania nazista nessuna perplessità occidentale, dopo decenni di "sanzioni". 

Ma ancora più stranamente, le linee ferroviarie che portavano ai campi di concentramento erano scansate dai caccia bombardieri alleati. 

A guerra finita, oltremodo strano, Stalin di quel sistema di deportazione e annientamento ne fece un modello.


Oggi siamo a miliardi presi per scemi in una rete d'informazione globale: almeno allora era giustificabile sapendo che le masse potevano essere tenute all'oscuro di tutto. 

Ha ragione Mazzucco oggi: i pesci d'aprile siamo noi. 


Nel frattempo Assange è libero da un po' ma quasi non ce ne siamo accorti. E cosa ne pensano Putin e Trump della geoingegneria climatica, dell'utero in affitto, degli obblighi vaccinali pediatrici, ancora non è dato sapersi.



Fonte foto

https://www.facebook.com/share/p/1Zc6yvq6KU/

2014-2024... l'evoluzione dei social sbloccata da un ricordo social

 22 giugno 2024

14 anni fa. Quando nei social si era in pochi. Pochi praticamente di appena una generazione. Quando non c'erano pubblicità, influencer, follower. 


Quando ci si divertiva a sentirsi utenti con un profilo di se stessi che sfidava il luogo comune. Quando l'impresa era sfruttare internet per valorizzare la quotidianità (oggi per monetizzarla, la si banalizza).


Quando tra amici sentire un gruppo emergere con canzoni dialettali in rock californiano (fatalmente gli stessi ieri notte in concerto dal vivo dietro casa) era presupposto per una scommessa "ma questo lo sappiamo fare anche noi!". Tanto che ne uscì poi una canzone cover in vernacolo di questa perla, Beautiful girls, che non ebbi mai il coraggio di pubblicare nei miei profili "che chissà cosa ne pensano amiche... parenti...e quella tizia tra i nuovi contatti...".


Oggi si affermano trapper che diventano milionari con squallori e violenza, oggi si monetizza con video su bolidi al costo di omicidi stradali, oggi si diventa autorità giornalistiche con la controinformazione da "guardiani del cancello" (ovvero il cancello della finanza che è anche il loro business e su cui, indiscutibilmente, si deve basare l'economia).


Essere su un social era una responsabilità nuova, simpatica, gioiosa, leggera, 14 anni fa. Trattando qualsiasi tema, frivolo o drammatico, da parte di chiunque avesse voglia di confrontarsi.

Per questa loro natura i social erano categoricamente demonizzati dai tradizionali media passivi (tv-radio-giornali) e dalle generazioni che non sapevano usare uno smartphone e col pensiero pendevano dai media tradizionali.


Poi appunto arriva la speculazione finanziaria e cambia tutto, come sempre, ovunque.

E con gli smartphone in mano a ogni generazione sono arrivati i like a pacchetti, le campagne pubblicitarie, le sponsorizzazioni, le bufale, gli hater, i debunker, i trend, la cancel culture, la censura. Il great reset. La nuova normalità. Dove tv-radio-giornali campano di pagine social e conviene demonizzare altro.


Con la rete social del 2014 le informazioni sulla pandemia sarebbero scadute dopo tre giorni. Con la rete social del 2020 sono durate 2 anni e scadute solo con il rischio di una guerra mondiale.


Ricordo che condividevo, nel 2010 o giù di lì, informazioni sulle isole di spazzatura negli oceani, e ci si chiedeva cosa poteva esserci di attendibile o meno, senza pregiudizi, senza esibire titoli, tra tutti chi partecipava al confronto.

Oggi probabilmente non è una notizia remunerativa neppure per Greenpeace o Green Me. Oggi è normalità scontatamente banale. 

Auguri umanità. Compresi tutti: amiche, parenti, quella tizia... Con tutti i loro pregiudizi ormai scaduti. Da 14 anni.

,, Il ministro William Gladstone, in visita al laboratorio di Faraday, gli chiese, appunto, di quel dispositivo a campo magnetico variabile che generava corrente elettrica. «Bello! Ma a che serve?». «Non lo so» rispose candidamente Faraday «Ma sono sicuro che da qui a vent’anni ci metterete una tassa sopra» ,,



La realtà aumentata di valore tolto invece che aggiunto

 7 febbraio 2024

Sai che goduria un giorno se useranno la realtà aumentata per farci illudere di ciò che viviamo?

Sul piatto insetti, e proiezioni di pollo davanti agli occhi?

Questa è un'immagine satirica: sarà stata proiettata una nota storica, una preparazione culinaria di quel piatto sicuramente.

Ma possiamo pensare che altrettanto sicuramente sarà usata la tecnologia in futuro per valorizzare la realtà, o alienarci sempre più da essa?

Non è forse ciò che fanno già da sempre tv-radio-giornali? Illuderci su ciò che viviamo?

Dio benedica l'informazione. Benedica la scienza. Benedica gli uomini di buona volontà. 

Tutto il resto lo si mandi pacificamente al diavolo.

Adolescenti anni 90 e 2020: tra la solitudine e il vuoto

30 dicembre 2019

https://www.ilgazzettino.it/pay/padova_pay/l_analisi_padova_gran_bevitori_non_estranei_agli_spicofarmaci_internauti_a-4952280.htmlAlcune considerazioni confidenziali su questo scenario degli adolescenti delle grandi città oggi, nel 2019.
Io ricordo la prima sbronza "abbuffata" a 16-17 anni in gita scolastica, fine anni 90, e di aver praticato intenso autolesionismo già anni prima giocando con il mio pastore tedesco o qualche cucciolo di gatto che non si risparmiavano di lasciarmi segni di denti e unghie (quanto io di lasciargliela vinta).

Ammetto anche che ho sempre adorato fin dalla prima barba radermi con rasoi da barbiere, di quelli che lasciano il segno dopo che per fermare una emorragia per una lieve esitazione devi premere qualche minuto (mi hanno però regalato grande sensibilità tornata utile nella pratica chirurgica veterinaria).
Confido pure che alle elementari guardando Rambo sognavo di riuscire a cucirmi le ferite profonde come lui (avevo il kit pronto per l'occasione con ago e filo scroccati a mia nonna - grande sarta- vicino a qualche coltellino più o meno giocattolo).

Quelli erano gli anni novanta, quando internet era forse una sperimentazione confinata alla NASA. Eppure il disagio intorno tra coetanei era palpabile, perché il lavaggio del cervello non lo facevano solo con la cinematografia alla Rambo o Pretty Woman, ma 24h con ogni sorta di soap opera, pulp fiction, sport spettacolarizzato dal fanatismo, supereroi sdoganati dal cartone animato, cartoni animati sdoganati al paranormale, e videogiochi di morte banalizzata quanto la vita realmente vissuta a gioco spento.

Guarda caso negli anni 90 compariva la cronaca di genitori benestanti uccisi dai figli adolescenti discotecari vestiti alla moda per ottenere subito l'eredità. O di giochi omicida tipo lancio di sassi dai cavalcavia così, giusto per cacciare la noia.

Ma ripetiamolo, ripetiamolo almeno qui: nessuna traccia di internet allora! c'era solo la tv con i suoi film, i suoi divi, i suoi idoli, i suoi modelli di vita iniettati direttamente in diencefalo fin dal primo giorno di vita.
Ecco oltre alle sane sbronze e all'autolesionismo "didattico" (ogni persona avrà diritto di scoprire direttamente o indirettamente in qualche modo prima o poi il significato del dolore se nessuno direttamente o indirettamente glielo insegna?) non ricordo di aver mai fatto uso di antidepressivi da adolescente né di aver avuto amici che lo facessero, anche se non posso metter la mano sul fuoco che quelli che fumavano canne lo facessero per esclusivo spirito ricreativo o esclusivamente per scimmiottare qualche rock star (il consumismo indotto dal mondo della musica è pure un'altra bella speculazione finanziaria mediata da 70 anni di radio-tele-giornali).

Insomma oggi cos'è che pare far la differenza secondo questa analisi sugli attuali adolescenti italiani? Cosa c'è di diverso e più pericoloso rispetto a quegli anni 90 confine tra era analogica e digitale? Forse la solitudine esistenziale causata dai social network? Ma davvero?!
Bene! Che Dio la benedica! Perché significa che si è fatto già un passo da giganti rispetto a ieri se oggi ci si sente soli! Perché sentirsi soli presuppone sentirsi qualcuno, di avere identità di se stessi, nella virtualità di un profilo social così come nella realtà di una persona che si sente viva.
Fino a ieri davanti alla tv non c'erano certo individui capaci di provare il lusso di sentirsi soli! Fino a ieri davanti alla tv c'erano individui vuoti, dannatamente vuoti, completamente vuoti. Svuotati come contenitori di ogni identità fin dal primo giorno di vita e coperti in superficie di ogni sorta di illusioni catodiche, attraverso slogan pubblicitari ingannevoli e modelli letali di benessere autodistruttivo. Altro che autolesionismo.

Oggi preoccupiamoci se mai che internet non sia trasformato in una brutta copia della peggior televisione. Perché da come sono pilotate e manovrate le informazioni a tutela di interessi finanziari privati forse già sta avvenendo.



Berlusconi #OperazioneVerità: peggio della Boldrini

13 maggio 2019

Ecco quanto afferma Berlusconi nel video che lancia questa sua ultima campagna elettorale per le europee:
"Internet è anche luogo dove si diffondono notizie false e calunnie pericolose. Molti le scambiano per vere. Anche per contrastare queste calunnie ho deciso di girare alcuni video, di mettere in campo un'operazione verità,,

Ebbene sì. La rete è covo di haters e fakenews, ossia profili o notizie false o che incitano all'odio. Ma quanti sono? Solo in Italia, lo ricorda perfino Berlusconi in questo video, sono circa 35 milioni gli utenti che usano i social (43 milioni gli utenti di internet in genere). Quanti sono i profili social, i bloggers, i siti che incitano all'odio? Una centesima parte forse? E di questi quanti sono quelli creati appositamente dai detrattori della rete per screditarla e censurarla? Forse la maggior parte.
E' curioso notare che ogniqualvolta qualcuno che si strappa i capelli davanti a una piaga così marginale spacciata per epidemica, quel medesimo qualcuno fatalità si auto-proclama risolutore della piaga stessa: Berlusconi-debunker in questo video sembra una versione vintage della Boldrini-debunker, passata di moda già nel tentativo di lancio della moda stessa.

Solo che rispetto alla Boldrini Berlusconi vestendo i panni del supereroe contro il nulla, ha un'aggravante mastodontica. Anzi due.
La prima è che lui è stato l'ideatore, finanziatore e promotore di quella televisione, quei rotocalchi e quelle radio, ossia di tutta quell'informazione privata che negli ultimi 30 anni ha creato e diffuso a decine di milioni di persone di intere generazioni contenuti violenti, erotici, horror, fetish, trash che al confronto i contenuti degli haters in internet sono giaculatorie. Per non parlare di contenuti faziosi, talvolta ridicoli e paradossali dei programmi giornalistici in seno alla medesima proprietà mediatica privata. Insomma colui che politicamente e mediaticamente ha infangato l'etica dell'informazione analogica italiana, oggi vorrebbe ripulire l'informazione digitale dai granelli di polvere?

Come se non bastasse proclama di farlo all'insegna della verità. E questa è la seconda mastodontica aggravante. Sacerdote di verità colui che osò chiamare la questura di Milano per rilasciare un'animatrice dei suoi festini privati, sotto accusa per furto (e con precedenti in senso tale) etichettandola come "nipote di Mubarak", più o meno supposta.
Sembra una barzelletta. Dopotutto raccontare barzellette è una dote innata del personaggio in questione, tanto che termina il video promozionale suddetto auto-indicandosi con il dito medio.
Cosa significa questo? Strategie propagandistiche? L'inconscio che emerge sul conscio? Oppure messaggi subliminali verso uno stimato elettorato?

Berlusconi all'inizio di questo video afferma che il suo primo discorso in campagna elettorale è rimasto nella storia di questo paese. Certo la prima volta non si scorda mai, questa ultima 25 anni dopo non vediamo l'ora: peggio della Boldrini.


Fonte foto: vedi video