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Legittima difesa e obbligo vaccinale: reazioni a confronto

29 marzo 2019


Breve riflessione su reazioni a confronto da parte delle categorie professionali coinvolte, tra legge sulla legittima difesa e obbligo vaccinale.
Partiamo dal presupposto verosimile che i giustizieri della notte nascono dove le leggi sulla legittima difesa sono troppo "buone" (e quindi cattive leggi). Una buona legge sulla legittima difese deve essere quel tanto cattiva da garantire il diritto di prendere le misure da cassa da morto a chi crede di essere libero di violentare, mettendo in pericolo di vita, l'intimità della persona nella sua privata proprietà.
Ora è imbarazzante notare la disinvoltura con cui il mondo dei professionisti del diritto si scaglino contro questi presupposti, eppure non è per nulla scontato. Perché una legge che funziona previene o addirittura elimina i contenziosi, ma questo è contro l'interesse di chi campa di contenziosi.
Questa non è una critica al mondo dell'avvocatura, bensì al sistema socio-economico in cui viviamo. Con la medicina avviene la stessa cosa: se ci fossero leggi per la prevenzione delle malattie (in termini di produzione di alimenti, produzione e cessione di farmaci, in termini di inquinamento ambientale...) ossia se la salute delle persone fosse preservata, che prospettive di guadagno diretto o indiretto avrebbe la classe medica in termini di assunzioni o profitti per la malattia, nel settore pubblico quanto privato? Ecco perché il mondo professionale dei medici ha accolto in maggioranza a braccia aperte un obbligo vaccinale indiscriminato con vaccini prodotti da privati, perseguitando chi in scienza e coscienza è contro. Sono gli stessi interessi per cui invece i penalisti rifiutano una legittima difesa che può funzionare, e in particolare lo dimostra l'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) che lamenta con la nuova legge "pericolosi automatismi e restringe gli spazi di valutazione dei magistrati"(fonte Il Giornale). Forse da oggi non si presenterà più facilmente l'occasione per i giudici, su loro libera interpretazione, di condannare le vittime a risarcire i delinquenti per una reazione ai loro reati, e questo a quanto pare è sconveniente per una intera categoria.
Chissà invece quando arriverà il momento che si agitino anche le multinazionali del farmaco per gli stessi riscontri legislativi sui vaccini. Anche perché gli slogan da campagna elettorale non bastano più, e ci si gioca il voto in Europa.




Concorso UNA RELAZIONE PER IL FUTURO. Open source: free come libero, free come gratuito





ORDINE DEI VETERINARI DELLA PROVINCIA DI SAVONA

Bando di concorso

Premio una relazione per il futuro


Il Premio: per ricordare i colleghi iscritti al nostro Ordine prematuramente scomparsi l’Ordine dei Veterinari di Savona ha pensato che esiste un solo modo efficace, quello di guardare al futuro, guardare alle nuove generazioni come grande risorsa da valorizzare per far progredire sempre più la nostra professione nel rispetto dei valori tradizionali che ci contraddistinguono. 
Una relazione per il futuro: una relazione per il futuro è quello che abbiamo pensato di cercare. Non ci possiamo permettere di guardare solo indietro o di fermarci, dobbiamo continuare ad innovare dando spazio ai giovani più preparati.Per dettagli:



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PDF Reader




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INDICE

PREMESSA
"Una relazione per il futuro"?  Partiamo da uno sguardo al presente 
   - Una trasformazione già in atto…ne siamo “coscienti” e ne siamo a “conoscenza”?
   - Una categoria bistrattata 
   - Sfidare il futuro e non lasciarsi sfidare dal futuro

Uno sguardo al futuro: il veterinario europeo e la realtà locale

   -Il veterinario europeo garante per l’ambiente
   -Garanti per l’ambiente, garanti di se stessi.

Toccando il futuro: le professioni touch-screen a disposizione di cittadini in-formazione continua

   - Smart-cities e crowd-sourcing
   - L’informazione e la formazione
   - OPEN-SOURCE…free come libero, free come gratuito

CONCLUSIONI







PREMESSA


“Guardare alle nuove generazioni come grande risorsa da valorizzare per continuare a innovare, per far progredire sempre più la nostra professione nel rispetto dei valori tradizionali che ci contraddistinguono,,


Questa relazione vuole prendere come punto di riferimento di analisi e riflessione proprio il riferimento a quei valori tradizionali che ci contraddistinguono. E vuole assumere come prioritari in tal senso l’etica professionale all’insegna della scienza e della coscienza. Questi, a mia personale discrezione, sono i valori tradizionali che ci devono contraddistinguere.
L’obiettivo non è ovviamente una disamina filosofica-epistemologica su questi pilastri concettuali (etica- scienza-coscienza), ma tentare di comprendere come etica, scienza e coscienza siano professionalmente vissute nell’era dell’informazione di globale, della formazione digitale, e non da ultimo della crisi politico- finanziaria mondiale la cui genesi, non a caso, risale a una “crisi di valori” di più ampia portata, che oltre alla sfera economica coinvolge la sfera sociale e la sfera esistenziale.




"Una relazione per il futuro"?  

Partiamo da uno sguardo al presente



Una trasformazione già in atto…ne siamo “coscienti” e ne siamo a “conoscenza”?


La società sta evolvendo su due binari. Uno scientifico-tecnologico, l’altro politico-economico. Sono binari che si influenzano a vicenda. Eppure la loro interazione è quasi sempre indecifrabile. Corrono a volte in parallelo, a volte si incrociano, vanno a velocità sicuramente diverse, e addirittura spesso in direzioni opposte.
Sul binario scientifico-tecnologico si viaggia in accelerazione,  e ha raggiunto oggi fortissime velocità. Le sue direzioni sono l’automazione (il lavoro robotizzato), l’informazione digitale che annulla spazi e tempi, l’auto-produzione in stampa 3D, la formazione digitale a distanza. Tra i vantaggi indiscutibili che porta in seno possiamo riconoscere l’informazione libera “open-source” (sul concetto di free torneremo più avanti) e lo sviluppo di tecnologie di alta precisione che possono compensare l’errore umano, sfruttabili laddove il lavoro umano comporta rischi e pericoli, o per produrre e riciclare in modo ecosostenibile.
Lo svantaggio più eclatante invece è la sua velocità evolutiva, cui la forma mentis umana fatica a tenere il tempo. Questo appare anche un paradosso: lascia perplessi che l’essere umano non sappia essere al passo con le sue creazioni. Ma in effetti, questo è un controsenso apparente. Perché questo disagio di adattamento ha cause socio-politiche.
Sul binario socio-politico si viaggia infatti a velocità costante. Talvolta si è fermi su strutture organizzative secolari. La direzione presa da quel binario punta alla staticità; all’autoconservazione di classi sociali precostituite e immobili, renitenti a ogni cambiamento sostanziale. E ogni tentativo di riformismo politico è finalizzato in realtà non a cambiare le regole del gioco, ma semplicemente a dare un nome diverso allo stesso gioco per favorire ora l’una ora l’altra classe, in un circolo vizioso di clientelismo spesso auto- referenziato.

Sono dunque due binari con dinamiche distinte. Di regola salvo eccezioni, sul primo viaggia a proprio agio la generazione nativa digitale prossima a compiere vent’anni alla fine di questo decennio, prossimi neolaureati. Di regola salvo eccezioni, sul secondo viaggia a proprio agio la generazione nativa analogica dell’informazione radiotelevisiva nata nel secondo dopoguerra ( generazione “pitone” cit. Beppe Severgnini).
L’approccio al mondo reale e al mondo virtuale (separazione epistemologicamente fittizia) delle due generazioni è caratterizzato inevitabilmente da differenze sostanziali immense, a causa dell’assoluta novità in termini di linguaggio, di strumenti di comunicazione, e di impatto psicologico ed emotivo. Questo ha creato una sorta di incomunicabilità tra le due generazioni in molti ambiti sociali. Con frequente chiusura o scontro di mentalità.

Ma bisogna anche tener conto di una generazione a cavallo tra le due, cui appartiene anche il sottoscritto. Una zona grigia ancor più indefinita nelle caratteristiche, poichè ha assorbito pregi e difetti, vantaggi e svantaggi dell’uno e l’altro imprinting analogico e digitale. Questa generazione tuttavia proprio perché è maturata con il linguaggio, gli strumenti, la psicologia e l’emotività di una e l’altra generazione che la precedono e la succedono, può (e deve) svolgere una mediazione tra le due. Per far progredire sempre più la nostra società nel rispetto dei valori tradizionali che la dovrebbero contraddistinguere.
Questo concorso, in quest’ottica, offre al sottoscritto l’opportunità di assolvere questa “chiamata”. Questo è il ruolo che sono convinto può e deve avere la mia generazione. Un ruolo di transizione tra mentalità, prima ancora che professionali, di approccio all’esistenza. 

Nel 2012
partecipando a una rassegna simile indetta dalla FNOVI: Concorso di idee, Giovani veterinari per  la FNOVI, “La politica è l’arte di vivere bene assieme” (cit.Aristotele) ho così introdotto il primo paragrafo: Considerazioni biologiche. Il pianeta su cui viviamo e che si vuole presumibilmente preservare nelle risorse naturali, in quanto indispensabili alla nostra sopravvivenza biologica prima ancora che di categoria professionale, si stima si sia formato [etc] Il tentativo già da tre anni è pensare la veterinaria in modo nuovo, ma non per cambiare da soli come categoria, ma per cambiare e trainare al cambiamento tutto il mondo libero professionale: un cambiamento sinergico interdisciplinare. La trasformazione è in atto nella società prima e di riflesso lo sarà anche nella nostra professione. Siamo al passo in scienza e coscienza con questa trasformazione? Ne siamo consapevoli e ne siamo a conoscenza? Ecco il mio rinnovato contributo per stimolare l’intera categoria a diventare protagonista di questa evoluzione.


Una categoria bistrattata


Vi è una trasformazione già in atto. Siamo costretti tuttavia ad esserne per varie ragioni (politiche e culturali) spettatori passivi, e non attori.
Già nel presente siamo una classe intellettuale bistrattata politicamente. Un esperto addestratore cinofilo ha più eco mediatica di un veterinario comportamentalista. Gli abusi di professione dall’opinione pubblica sono delegittimati a senso unico: uno psicologo che relaziona a un seminario sulla conduzione del cane e del gatto in vacanza per evitarne gli stress senza alcun affiancamento (quanto meno!) di un medico veterinario, non scandalizza quanto scandalizzerebbe sentire un veterinario a relazionare sullo stress dei proprietari; uno psicologo specializzato in terapia con i fiori di Bach che offre consulenza retribuita per la sua applicazione sugli animali domestici non desta preoccupazione quanto ne solleverebbe un veterinario (specialista in MNC) che consiglia un rimedio omeopatico ad un amico. 

Si possono indentificare
responsabilità politiche o dell’opinione pubblica di questa situazione, ma prima occorre guardarsi allo specchio e riconoscere le nostre come categoria professionale. Forse sono riconoscibili segni di torpore intellettuale derivanti dal fatto che il prestigio della nostra categoria, dagli anni 60-70, vive di rendita sull’immaginario collettivo. Dagli anni cioè di quel boom economico che hanno reso possibile lo sviluppo della figura professionale del veterinario specializzato nella cura degli animali da compagnia, considerati discutibilmente “beni di lusso” proprio in concomitanza di quella florida fase socio- economica della storia italiana, esauritasi a fine anni ‘90.
In questi decenni il veterinario è diventato il lavoro sognato da quasi tutti i bambini. Un mestiere glorificato per la sensibilità vocazionale e ambitissimo per il ruolo eretto a paladino della cura degli amati animali.
Forse come categoria ci siamo adagiati su questo piedistallo. Forse ci siamo viziati di questa percezione della collettività. Tanto che, una volta ottenuti i sudatissimi pezzi di carta della laurea e dell’abilitazione alla professione, ci accontentiamo di questa gloria e ci accomodiamo, senza più sentire di avere qualcosa da dimostrare alla società. Senza esigere di veder valorizzato e premiato il preziosissimo contenuto del ricchissimo bagaglio culturale che tra le professioni intellettuali, ancora oggi, non ha eguali. Sia per la quantità di discipline in cui siamo formati, sia per la qualità intrinseca che le caratterizzano essendo implicate sulla salute pubblica, in ogni loro ambito.
Bagaglio culturale tra l’altro dal valore inestimabile sul piano intellettuale giacchè forgia una forma mentis predisposta alla multidisciplinarietà, valore aggiunto sempre più richiesto e ormai fondamento della scienza moderna, e più che mai dall’ambizioso approccio "one health - one medicine".


Sfidare il futuro e non lasciarsi sfidare dal futuro


Viviamo ormai una società evoluta che ci permette di controllare al minimo dettaglio ogni ambito dell’esistenza. Dalla fecondazione artificiale al controllo climatico passando per gli esodi di massa a fini demografici speculativi. E la professione veterinaria? Che sfida sta lanciando questa società alla professione veterinaria?
Vorrei per un’occasione tentare di ribaltare questa prospettiva, osando pensare una professione veterinaria che smette di farsi sfidare e lancia essa stessa una sfida al futuro, programmando una transizione sociale, economica e culturale trainante per la società contemporanea.




Uno sguardo al futuro: 

il veterinario europeo e la realtà locale




Il veterinario europeo garante per l’ambiente

Bruxelles, 10.9.2014 COM(2014) 558 final 2014/0257 (COD)
'' [...] revisione della direttiva 2001/82/CE e di altri atti legislativi sui medicinali veterinari è in linea con i principi stabiliti nei programmi di lavoro 2013 e 2014 della Commissione. La proposta intende istituire, tutelando nel contempo la sanità pubblica e animale, la sicurezza alimentare e l'ambiente, un corpus legislativo aggiornato e proporzionato, adeguato alle specificità del settore veterinario […] ,, 

Si prospetta che la figura del medico veterinario sarà in futuro considerata a tutela non solo della salute pubblica in modo diretto, ma anche indiretto attraverso la salvaguardia dell’ambiente. Entriamo per un attimo in una situazione attualissima di catastrofe ambientale in atto, per renderci conto della portata di questa responsabilità. 
Nel 2013 è scoppiato lo scandalo di inquinamento da sostanze plastiche (teflon) per-fluoro-alchiliche (PFAS) in un area che comprende tre provincie del Veneto sudoccidentale (Vicenza, Verona, Padova) e coinvolge più di 350 mila abitanti. L’acquedotto e le falde acquifere risultano contaminate dall’emissione di queste sostanze da parte di una società multinazionale (Mitsubishi-ENI) come refluo depurativo nella lavorazione dell’impermeabilizzazione delle pelli (inquinamento ambientale iniziato in realtà forse già alla fine degli anni 60).Gli organi preposti alla tutela della salute pubblica (ASL, ARPAV, Sindaci) da subito hanno rassicurato sulla potabilità dell’acqua, essendo i livelli riscontrati nell’acquedotto appena sotto la soglia di tollerabilità indicati dall’ISS (diversi tuttavia da quelli indicati dall’EFSA, con soglie più alte). Tuttavia molti pozzi domestici fanno rinvenire limiti anche tre volte sopra la norma.
Poiché queste sostanze si sono dimostrate pericolose per la salute umana in diverse analisi sia sperimentali che di campo (neoplasie e altre patologie endocrine e neonatali) si sta tentando una class-action dei cittadini diretta da comitati locali e medici per l’ambiente (ISDE) e supportata da ARPAV e amministrazioni locali.
Di fronte a questo panorama, quale ruolo può rivestire il medico veterinario? Se si pensa che gli animali da reddito assumono quantità colossali di quell’acqua, convertita poi in alimento, e che quotidianamente gli animali da compagnia pure vengono abbeverati attingendo dall’acquedotto, si fa presto a comprendere come possa essere determinante il monitoraggio in termini di epidemiosorveglianza messo in atto dal mondo veterinario, sia ufficiale che libero professionale.

Una considerazione strettamente personale in linea con questa relazione per il futuro nell’ambito veterinario, in riferimento a questo contesto di tutela ambientale sempre più minacciata dall’uso di sostanze sintetiche, è la seguente.
Nella pratica clinica degli animali domestici tocchiamo con mano casistiche di quadri patologici sempre più riferibili a sindromi indefinite che non a malattie precise e specifiche (sindrome epilettica o simil-epilettica, sindromi da malassorbimento, sindrome autoimmune, sindrome neoplastica…). Nell’ambito del rilevamento di agenti tossici nei tessuti biologici, la rincorsa all’allestimento di test pratici, praticabili e affidabili appare sempre in ritardo rispetto alla loro massiccia nuova introduzione nel circolo produttivo e consumistico. 
Anche mettendo i vari protagonisti della prevenzione sanitaria nella condizione di perfetta sincronia per agire tempestivamente, con efficienza ed efficacia, per assolvere il loro ruolo (cosa al momento lontana, a mio avviso, dall’ideale realizzabile) non è comunque una sconfitta, da cittadini,
riconoscersi causa di un ambiente avvelenato? Anche qualora avessimo i meriti di aver assolto il nostro lavoro in modo egregio, identificando e monitorando un inquinamento ambientale, non rimaniamo parimenti fruitori e potenziali vittime di un disastro ambientale, come cittadini?Dobbiamo interrogarci cioè, con onestà intellettuale, se il vero punto di riferimento di ogni professione sanitaria, il vero “valore tradizionale che la contraddistingue”, sia davvero esclusivamente la prevenzione. Perché allora la vera domanda che ci si deve porre davanti a una catastrofe come quella dei PFAS è: come è possibile che per un trentennio si sia accumulato un inquinamento disastroso del genere, senza che le autorità competenti lo abbiano previsto, monitorato, ed evitato?
La risposta, posta più volte, anche dai veterinari ufficiali, è stata: “Non ne avevamo gli strumenti”. Dunque permettere l’uso di sostanze sintetiche a effettivo contatto con acqua e alimenti, impossibili da monitorare, non è stata prevenzione.
Questa è la conclusione da trarre in questa specifica situazione, ma sovrapponibile a molte altre realtà in tutta Italia, in Europa, nel mondo. Questa è la testimonianza non di una disgrazia, ma del fallimento di un modello, qualora questo modello si pone come obbiettivo la prevenzione della salute, del benessere, dell’ambiente. Ed è questo il modello che negli ultimi decenni ha trasformato tra l’altro la medicina preventiva, in medicina difensiva.

Stiamo dunque percorrendo la strada giusta per essere coerenti con la futura definizione della professione veterinaria europea?

Davanti a questa drammatica e triste ammissione, tuttavia, vorrei rimarcare che la figura professionale veterinaria ha tutte le potenzialità per essere presa come punto di riferimento per un cambiamento epocale dell’intero mondo professionale.
Sulla scia di dimostrazioni pratiche a titolo di esempio, cito un’altra situazione di disagio ambientale ai confini della Terra dei Pfas dove si è distinta, almeno in partenza, la figura del medico veterinario. Ad esser stato incaricato come responsabile di una indagine epidemiologica sulla popolazione residente nelle vicinanze di una discarica e di un impianto di compostaggio, e che analizzerà i dati di un periodo decennale su un’area intercomunale che riguarda decine di migliaia di abitanti, da confrontare con quelli dell’intera provincia di Padova, è un dirigente veterinario dell’ULSS locale.


Garanti per l’ambiente,  garanti di se stessi.


Siamo esperti di indagini epidemiologiche sul danno delle malattie. Ma quale impatto ha sull’ambiente l’attività biomedica in genere, veterinaria compresa? Esiste forse una indagine epidemiologica sul rischio-beneficio delle indagini mediche (diagnostiche, terapeutiche, preventive) sulla salute di uomo, animali e ambiente? Se il processo di monitoraggio e controllo di una patologia a gravità X diventa causa diretta o indiretta di un’altra patologia a gravità X+1+10+100, con distribuzione sovrapponibile o talvolta addirittura più endemica e impattante irreversibilmente sull’ambiente, quale ratio può giustificare questo processo? Nella società occidentale attuale, questa ratio è esclusivamente economico-finanziaria. La diagnosi, la cura, la prevenzione di ogni malattia è vincolata e guidata da esigenze e propositi economici finanziari. 
Il mondo scientifico negli ultimi decenni ha subito al pari di ogni settore lavorativo quella trasformazione politicamente indotta che ha previsto la sostituzione del finanziamento pubblico con quello
privato. A guidare e vincolare una tendenza diagnostica, terapeutica e preventiva è sempre più il monopolio finanziario multinazionale, e sempre meno la finanza pubblica. Sempre per volontà politica, infatti, a livello di Unione Europea, la finanza pubblica nazionale è stata, è e sta per essere progressivamente depotenziata a causa della cessione di sovranità monetaria, che ha previsto la solvenza del debito pubblico interno (di natura fittizia relativamente alla moneta nazionale) a una banca centrale europea (con aggiunta di interessi). Valutando che la stampa della moneta (di proprietà bancaria centrale per trattato europeo) è stata negli ultimi 15 anni finalizzata ad alimentare il tessuto degli investimenti della finanza speculativa e del circuito multinazionale delocalizzato, e non ad alimentare il tessuto della produzione localizzata (PIL, prodotto interno lordo), ne risulta che l’unica fonte di finanziamento per il mondo della sanità pubblica (così come per la ricerca universitaria) è quello privato (project-financing) multinazionale, che gode invece delle coperture finanziarie elargite dalla banca centrale europea e di cui ha la stessa natura socio-economica privatistica.

Il quadro che emerge quindi è una società regolamentata ormai da
logiche di stampo lobbistico internazionale che trascendono il piano locale di stampo ordinistico tipico delle professioni intellettuali. Gli ordini professionali sono stati istituiti nel secondo dopoguerra per avere uno scopo meramente intellettuale di salvaguardia delle prestazioni professionali nel mercato del lavoro, pubblico e privato, a garanzia di un esercizio condotto eticamente con scienza e coscienza.
Oggi invece gli ordini professionali si ritrovano da una parte direttamente a gestire finanze stratosferiche (Federazioni Nazionali, Casse di previdenza privata) e dall’altra a dirigere direttamente o indirettamente le lobby finanziarie che guidano la politica locale, nazionale, e internazionale.

Questo è il conflitto di identità (e per certi aspetti di interessi) cui è soggetto il mondo professionale dove i vertici dirigenziali e la base degli iscritti vivono in mondi così lontani da apparire ormai paralleli. E quel che è peggio separati da una incomunicabilità causata dal trasformismo della società su stampo economico- finanziario, da cui sono stati inghiottiti.
Gli ordini professionali, dunque, che pure hanno struttura lobbistica ma con scopi intellettuali-culturali, si sono ritrovati nell’arco di qualche decennio addosso abiti lobbistici di altra natura. Abiti cuciti su misura però non per il complesso dei loro iscritti, tanto meno per le esigenze di cittadini che in queste stesse dinamiche socio-economiche degli ultimi decenni, si sono ritrovati nel complesso sempre più indebitati e sempre più poveri economicamente (anche se sempre più ricchi di informazioni a riguardo). 
Riassumendo fin qui. Dobbiamo recuperare un dialogo con noi stessi, in quanto cittadini prima ancora che
professionisti dentro la spirale in evoluzione dell’Era informatica appena iniziata. Dobbiamo recuperare un dialogo con l’ambiente che ci circonda, per essere seriamente responsabili della sua salvaguardia, e non solo di facciata. At least but not at last, dobbiamo recuperare un dialogo tra colleghi per comunicarci, in scienza e coscienza, come sogniamo di cambiare.



Toccando il futuro: 


le professioni touch-screen a disposizione 


di cittadini in-formazione continua




Smart-cities  e crowd-sourcing


Gli scenari urbanistici con fasi di sperimentazione decennali in metropoli come Tokyo e New York si presume che saranno prima o poi realizzati anche nelle città italiane. La smart-city prevede un’applicazione della rete internet e della multimedialità ai servizi urbanistici tali da essere, al caso necessario, fruibili e funzionanti. Dalla connessione internet al self-service 24h, dal noleggio di biciclette all’evento turistico o perché no, alla prestazione specialistica veterinaria più vicina. Tutto istantaneamente alla portata di mano sul proprio smartphone o fruibile su postazioni touch-screen ogni altro angolo delle piazze centrali. Tutto questo in continua evoluzione grazie al continuo feed-back rilasciato dai fruitori (crowd-sourcing) monitorato dagli addetti ai lavori per migliorare i servizi e le prestazioni della propria città, sotto ogni punto di vista: dalla sicurezza alla cultura, dalla sanità all’evento ricreativo.
Questo scenario è alla base di un fenomeno che ancora sfugge al senso comune, pur essendone lo scheletro invisibile: l’intelligenza collettiva. 
Gli individui di una comunità possono essere interconnessi tra loro alla stregua di neuroni che formano il tessuto nervoso, dove le connessioni non si chiamano assoni ma fibre ottiche. Il risultato è una città che produce
informazioni e le scambia al fine di migliorare e ottimizzare le prestazioni dell’organismo che costituiscono.
Come saranno i futuri ambulatori veterinari, nelle prossime smart-city? Come interagiranno i nostri clienti per consultare, fruire e recensire le nostre prestazioni?


L’informazione  e la formazione


L’informazione digitale è perciò alla base della rivoluzione in atto che coinvolge il nostro stile di vita sotto ogni aspetto. Una tematica molto critica della professione intellettuale in genere, è la formazione continua. Il mondo digitale sta rivoluzionando tutto l’ambiente formativo. Dalla scuola all’università, fino alla libera professione.
Filosofie di insegnamento alternative fondate sul libero apprendimento (scuola libertaria, home-schooling) stanno prendendo sempre più piede. Dopo una iniziale fase di titubante sperimentazione, anche l’e- learning ormai è diventato una realtà affermatissima pure per i livelli di scuola superiore ed universitario (khanacademy , konoz).
La cosa sorprendente su cui dobbiamo iniziare a riflettere, è che questi fenomeni sono nati e si stanno sviluppando sul criterio dell’open-source. L’accesso libero e gratuito. Questo è completamente controtendenza alla direzione di quel binario sociopolitico prima descritto, che tende a sussistere esclusivamente con e per la finanza speculativa.
Binario che al momento, rispetto a queste soluzioni reali per un progresso eco-compatibile, ha solamente sfornato scelte obbligate per le professioni intellettuali, che vedono svendere e svilire la propria professionalità sulla gara al ribasso delle tariffe imposto da quelle multinazionali che, come è avvenuto per quasi tutti i lavori indipendenti, stanno inghiottendo nei propri circuiti anche le libere professioni (vedasi i casi di AmicoDentista o di veterinari Group-on).


OPEN-SOURCE…free come libero, free come gratuito

Una società funzionale, a misura di cittadino digitale per e con il cittadino, una società che punta alla ridistribuzione dei redditi tramite il reddito di cittadinanza per ottenere infine una globalizzazione sana e progressista libera dal denaro, dal sottoscritto è stata auspicata e suggerita già nel 2012 nel Concorso di idee FNOVI. A distanza di tre anni, a fianco della delusione nel non vedere alcun cambiamento in tal senso in seno alla medicina veterinaria o alle libere professioni in genere, un’immensa soddisfazione è stata comunque trovata incrociando nella rete delle idee progetti socio-economici che programmano il futuro in tal senso, quali il Venus-Project (resourced based economy), The Free World Charter, Money Free Party, PopoloUnico, e il Principia Cybernetica Project ispirante il saggio per il Concorso di idee 2012 FNOVI stesso.
In un contesto attuale invece di professione ancora inserita in un modello di società fondata su prestazioni retribuite con il denaro, tuttavia, ho avuto la fortuna di trovare soddisfazioni professionali ad esempio attuando un approccio multimediale all’offerta di prestazioni (consultabile sul mio sito professionale alla voce Consulenza on-line) o sperimentando tecniche alternative per la contenzione di cani aggressivi (vedi La contenzione del cane problematico).
L’aspetto che mi preme mettere in luce però è che non avrei mai potuto realizzare alcun progetto suddetto, senza database di consultazione open-source, ossia free inteso come libero (come ad esempio il portale Wikipedia) e free inteso come gratuito (come ad esempio il portale Wix).
Questi sono solo banali esempi per dare un segnale che la strumentazione per un cambiamento c’è, il suo uso sano secondo i principi dell’etica professionale è possibile, manca però la percezione condivisa tra diverse generazioni che questa strumentazione occorre applicarla per perseguire fini superiori all’interesse finanziario e alla vanità lobbistica.

 


CONCLUSIONI


“Guardare alle nuove generazioni come grande risorsa da valorizzare per continuare a innovare, per far progredire sempre più la nostra professione nel rispetto dei valori tradizionali che ci contraddistinguono,,



In questa Relazione per il futuro si è voluto rilevare qualche lineamento di questa società contemporanea in continua evoluzione. Si è tentato di descriverne approssimativamente le dinamiche scientifico- tecnologiche e socio-politiche. Si è cercato tra le righe di individuarne potenzialità e limiti.  Tutto questo per comprendere che la società è già in transizione verso nuovi modelli sociali ed economici.
Si tratta di esserne consapevoli (coscienza) e a conoscenza (scienza). Dapprima come cittadini, e poi come categoria professionale.
Siamo davanti alla sfida se questa transizione prenderà la direzione di una degenerazione perversa sul piano etico ed umanitario come minacciano i programmi di nuovo ordine mondiale accennati (ma mai delucidati) anche dalle istituzioni superiori (Presidente della Repubblica Italiana e Presidente del Consiglio), oppure prenderà la direzione di un progresso sociale ed economico eco-sostenibili ed eco-compatibili, incentrato sulla cultura dell’open-source, svincolato dal profitto finanziario e da anacronistiche lotte di classe.
Siamo come categoria e come cittadini davanti alla sfida di gettare nuove fondamenta sui valori tradizionali che ci contraddistinguono, ponendo a guida della scienza e della coscienza solo ed esclusivamente l’onestà intellettuale nella ricerca della verità (che non è da possedere, ma solamente da trovare) e della libertà (che citando il sommo cantautore Giorgio Gaber non è un’opinione, ma è partecipazione).

Ponendo fiducia sulle future generazioni digital native di cittadini interessati alla partecipazione per lo sviluppo della straordinaria materia che è la medicina veterinaria, in tutta onestà intellettuale, io non posso non crederci che ci riusciremo.



31 ottobre 2015






Premio assegnato alla relazione dal titolo: 
"Caso di Sindrome di Cushing associata ad Euthyroid sick sindrome"

Contro la crisi: la rivoluzione degli ordini professionali (Concorso di Idee FNOVI, 2012)


Link: 
Concorso di Idee FNOVI 2012 
Download PDF "Contro la crisi: la rivoluzione degli ordini professionali"

Versione libro - ebook kindle



Indice:

ABSTRACT 
ANALISI BIOLOGICA 
ANALISI STORICA
  - Rivoluzione scientifica, XVII-XVIII sec.
  - Rivoluzione americana e francese, XVIII sec.
  - Rivoluzione industriale, XVIII-XIX sec.
ANALISI SOCIOECONOMICA
PROPOSTA

__________________________________________



                                                           ABSTRACT 

In questo progetto le "idee" scaturiscono da un’analisi approfondita sugli aspetti biologici, storici, e socio-economici della crisi che la società umana sta vivendo in questo preciso momento, su scala mondiale.
E’ una crisi culturale, una crisi di valori. Ha perso valore il denaro, ha perso valore il metodo scientifico, ha perso valore l’etica, sia a livello teorico-filosofico che pratico-professionale.
Le categorie professionali tutte, non solo quella sanitaria, hanno la responsabilità in questo preciso momento di crisi di non aspettare passivamente di subire una rivoluzione, spesso quando è troppo tardi e quindi sanguinaria, ma di iniziarla una rivoluzione, proprio perché una rivoluzione culturale è l’unico modo per evitare risvolti sanguinari.
Oggi gli strumenti per iniziare in modo interdisciplinare questa rivoluzione, ci sono. Manca l’opportunità, e la volontà. In questo progetto di "idee" ho trovato l’opportunità. Nel mio elaborato troverete la volontà.

English version:
Here the "ideas" arise from an analysis on the biological, historical, and socio-economic features of the crisis that human society is experiencing at this very moment, on a global scale.
It is a cultural crisis, a crisis of values. The money has lost value, lost value the scientific method, ethics has lost value, both in theoretical and practical levels.
All professional categories, not just health-care one, have the responsibility in this moment of crisis to not wait passively a revolution, often when it is too late and bloody, but to start a revolution, because it is a cultural revolution the only way to avoid bloody repercussions.
Today there are the tools to start this revolution in an interdisciplinary way. It is missing the opportunity, and the willing. In this project of "ideas" I found the opportunity. In my work you shall find the willing.








                                               ANALISI BIOLOGICA



Il pianeta su cui viviamo e che si vuole presumibilmente preservare nelle risorse naturali, in quanto indispensabili alla nostra sopravvivenza biologica prima ancora che di categoria professionale, si stima si sia formato, nel sistema stellare a cui appartiene, circa 5 miliardi di anni fa.

Homo sapiens sapiens, specie animale a cui apparteniamo, comparve 1,3 milioni di anni fa. Tale comparsa deriva dall'evoluzione della materia inorganica (vedi elementi naturali della tavola periodica mendeleeviana) a materia organica (molecole di specifici elementi naturali, ossia carbonio, ossigeno, idrogeno, azoto, fosforo, zolfo).

La materia organica si distingue da quella inorganica in quanto assume cosiddette motivazioni biologiche: nutrirsi, sussistere, riprodursi.
Tale evoluzione parte dalla più elementare forma di vita, l’organismo unicellulare (3 miliardi di anni fa), ed arriva alla classe animale zoologica più evoluta, i Mammiferi, cui appartiene il genere Homo. Si sottolinea che tra migliaia di specie evolutesi ed estintesi in 3 miliardi di anni, l’unica specie animale dotata di capacità tali da poter dominare e controllare i fenomeni naturali, è Homo sapiens sapiens.

Dalla comparsa delle prime cellule alla comparsa del genere Homo intercorrono quindi circa 3 miliardi di anni. Le motivazioni biologiche sono rimaste invariate dalla cellula alle comunità umane di oggi, per 3 miliardi di anni. Le leggi di evoluzione naturale invece che vincolano le motivazioni biologiche, sono anch'esse rimaste invariate per 3 miliardi di anni, ma oggi, Epoca contemporanea che si può definire informatica, figlia dell’Epoca moderna (iniziata nel XV-XVI secolo) tali leggi sono cambiate e stanno tuttora cambiando.

Nel passaggio dall’Epoca moderna all’Epoca informatica sono avvenute infatti tre rivoluzioni culturali e tecnologiche che hanno e stanno stravolgendo le leggi di evoluzione naturale, che vincolano le motivazioni biologiche. Si rimanda all’ANALISI STORICA un esame di queste tre rivoluzioni.
Tornando sulle considerazioni biologiche, nel XIX secolo l’identificazione di una legge di evoluzione naturale basata sul principio del più adatto, determina il crollo del principio fondante le relazioni tra individui nelle collettività umane fin dalla loro nascita, per 1,5 milioni di anni: la legge del più forte.

Ultimo aspetto qui da considerare, è il significato del denaro. Un’equivalente del denaro in biologia (in base a un principio di similitudine sull’evoluzione dei livelli di coscienza, relativamente alle "dimensioni" [3] [4]) può essere considerato l’ADP-ATP (adenosindifosfato- adenosintrifo-sfato) non a caso denominato dalla biochimica classica come "moneta energetica".

Tale molecola, per la sua alta instabilità energetica, serve a trasferire "valore energetico" nelle fasi intermedie metaboliche (anaboliche e cataboliche) intra- ed extracellulari. Tale molecola tuttavia ha in sé tale valore energetico, non ne è solo rappresentante come il denaro (rappresentanza che a livello cellulare ad esempio si realizza in una specie di "baratto", quando si converte un catabolismo glucidico in un anabolismo lipidico, o un catabolismo aminoacidico in un anabolismo chetonico. Tuttavia tale rappresentanza trattiene in sé un valore, come in ogni forma di baratto).
Il vero equivalente dell’ADP-ATP cellulare per le società umane risulterebbe quindi biologicamente parlando il lavoro individuale in sé (teorico e pratico).

Riassumendo, la "moneta energetica" nel metabolismo degli organismi viventi non può assumere alcun trasferimento di valore in esclusiva "rappresentanza": non avrebbe alcuna utilità per la comunità di molecole organiche (proteine, zuccheri, lipidi, glucidi, DNA) che si organizzano in cellule.
La "moneta economica" invece nel metabolismo delle città assume per definizione trasferimento di esclusiva "rappresentanza" (carta e inchiostro in rappresentanza di qualsiasi bene -superfluo, di prima necessità o di lusso- che a loro volta rappresentano il valore di un lavoro). Ciò rappresenta un inganno illusorio deleterio per le comunità di individui del genere Homo specie sapiens sapiens.
Infine, mentre la moneta energetica ADP-ATP è prodotta dalla cellula stessa nella misura che le è necessaria e non esiste tessuto od organo di produzione e distribuzione di ADP-ATP, la moneta economica è invece prodotta e distribuita nella società umana da appositi organi (gli Istituti di credito) nelle misure arbitrarie di leggi artificiali (non naturali) di mercato.






                                                  ANALISI STORICA



Fino alla Rivoluzione scientifica del XVII-XVIII sec. la Storia dell’Umanità ha seguito un’evoluzione basata su rivoluzioni tecnologiche (controllo del fuoco, uso della ruota, uso del linguaggio scritto, uso del denaro). Tale evoluzione ha seguito un andamento accelerato come ovvio riflesso dell’accelerazione evolutiva impressa su tutto l’Universo [3].
In questa analisi storica si approfondisce pertanto l’analisi delle tre rivoluzioni dell’età moderna sopra accennate, e si anticipa quanto sarà approfondito nell’ANALISI SOCIOECONOMICA sull’uso del denaro.

Ora solo un accenno riguardo l’uso del denaro. Questa rivoluzione "tecnologica" della merce di scambio, fu introdotta in età antica e in diverse civiltà. Tuttavia un uso moderno che sostituisce totalmente il baratto è di recente introduzione (Epoca moderna).
Solo in età contemporanea il "denaro" ha assunto quella anomala e perversa evoluzione economica della società umane su scala mondiale come accennato sopra. Il premio Nobel Paul Anthony Samuelson scriveva: «La moneta, in quanto moneta e non in quanto merce, è voluta non per il suo valore intrinseco, ma per le cose che consente di acquistare».
Oggi la moneta, per la prima volta nella Storia dell’umanità, ha acquisto valore intrinseco. Questa anomala e perversa evoluzione dell’economia umana, andando contro l’economia biologica, ha portato l’Umanità e il Pianeta intero in cui risiede alla deriva.

- Rivoluzione scientifica XVII-XVIII sec.
La descrizione (non la nascita [3]) del metodo scientifico, ossia della metodica attraverso cui la mente animale (non solo umana [3]) riesce a prevedere e riprodurre i fenomeni naturali, attraverso relazioni logiche di misurazioni effettuate attraverso i sensi, è una rivoluzione antropologica senza eguali nella storia dell’umanità.
L’informazione, anche grazie alla nascita pressoché contemporanea della stampa moderna (XV secolo), diviene da "elitaria" e "rivelatoria", ossia indiscutibile, riservata alle caste politico-militari-religiose (ex. testi sacri, ipse dixit aristotelico, leggi del sovrano) a "di larga scala" e "scientifica", ossia discutibile, attraverso il metodo che può essere applicato e fruito universalmente dall’umana ragione (ex. testi di prima divulgazione scientifica su nuove teorie: Galileo, Newton, Copernico…).
La descrizione e l’ attuazione del metodo scientifico in ogni disciplina culturale permette quindi la libertà e di conseguenza il progresso dell’informazione. Con il passaggio da informazione elitaria/rivelatoria a di larga scala/scientifica, non a caso "Dio è morto" (Nichilismo nietzschiano). Da una parte il singolo individuo. Egli può contare nella formazione di un super-io (Nietzsche), autoconsapevole di potenzialità e limiti della natura umana (Hegel), scoprendo la divinità dentro di sé. Dall’altra parte la comunità. Gli individui incapaci di auto-coscienza (intelligenza emotiva, nda) trasferiscono la fede dall’informazione sacra (la religione) all’informazione profana (la scienza, e in seguito la pubblicità).

- Rivoluzione americana e francese XVIII sec.
Da collettività organizzate in gerarchie di potere (legge del più forte), le collettività umane occidentali esigono una organizzazione basata su gerarchie di competenza (scientifica) frutto della corrente "illuminista" maturata dalla Rivoluzione scientifica appena nata. La competenza scientifica abbraccia l’affermazione di principi di eguaglianza, libertà e fraternità per contrastare le diseguaglianze e le schiavitù (figlie della legge del più forte). Poco più tardi, l’osservazione scientifica di una legge biologica di evoluzione naturale (Darwin, 1859) basata sulla legge del più adatto supporta l’organizzazione per gerarchie di competenza. Tuttavia la legge del più adatto e la gerarchia di merito non possono essere compatibili con l’economia di mercato (legge del più forte), che inizia il suo predominio sul governo delle società occidentali a partire dalla Rivoluzione industriale.

- Rivoluzione industriale XVIII-XIX sec.
Questa rivoluzione inizia con la scoperta del motore a scoppio e dell’uso dei combustibili fossili per il suo funzionamento. Questa rivoluzione fuorvia la direzione evolutiva positiva delle rivoluzioni appena precedenti temporalmente, e appena descritte.
La Rivoluzione industriale infatti è una rivoluzione del lavoro umano. Ma i principi della Rivoluzione americana e francese e i benefici della Rivoluzione scientifica (la legge del più adatto e le gerarchie di merito) non guidano l’industrializzazione del lavoro umano. Sono la legge del più forte e la gerarchia di potere ad avere la meglio.
Il denaro (inteso come "carta-moneta" e tutte le sue forme derivanti –assegni, cambiali, carte di credito-) con il progresso del settore secondario assume connotati sempre più sofisticati (borsa, holding, hedging, multinazionali) di rappresentante di beni, fino a divenire con il progresso dei settori terziari bene in sé, diventando ambizione esclusiva delle gerarchie superiori di ogni ambito politico (governi e regimi) e sociale (associazioni di categoria e sindacati). La legge del più forte in economia diviene legge del denaro.
L’informazione di larga scala e scientifica, viene contaminata dalla legge del denaro e diviene pubblicità (motore dell’economia), che riflettendo la stessa caratteristica sostanziale del denaro (inganno illusorio: valore che non è) rende la stessa "scientificità" dell’informazione un imbroglio. La scienza viene dominata così dall’economia, e si ritrova non più libera di progredire nella scoperta della "logica" della natura, ma schiava di un progresso ben preciso: quello che porta profitto (reddito), ossia denaro.





                                       ANALISI SOCIOECONOMICA



L’Epoca moderna (XV-XX sec) è segnata dalla scoperta delle Americhe e la circumnavigazione del globo terrestre. L’uomo si rende conto di vivere in un Pianeta finito e dalle risorse limitate.

Per 1,5 milioni di anni le comunità umane si sono insediate in un territorio, vi si sono riprodotte, e quando lo spazio vitale diventava insufficiente per la popolazione, hanno insediato altri territori. Questo il significato di ogni guerra per 1,5 milioni di anni fino al 1945: occupare spazi vitali divenuti insufficienti all’aumento di popolazione. Ogni tre generazioni, una guerra. Ogni tre generazioni, ossia l’arco di tempo minimo per un insediamento, ivi riprodursi, e squilibrare il rapporto popolazione- risorse territoriali.

La guerra: per migliaia di anni strumento di sopravvivenza delle popolazioni in mancanza di contraccezione che possa equilibrare il rapporto popolazione-risorse territoriali. Oggi non esistono più territori da conquistare. La popolazione mondiale è in esubero rispetto alla capacità di sostentamento offerte dalle risorse territoriali. L’ostinato impedimento della diffusione dei metodi anticoncezionali da parte delle autorità (religiose e non) è dettato dalla legge del denaro: popolazione in esubero dove c’è carenza o assenza di risorse territoriali, significano povertà e disperazione. Seminare povertà significa raccogliere schiavitù, desiderio di ricchezza, e beneficienza. Seminare disperazione significa raccogliere paura e insicurezza nella popolazione, indispensabili per il riconoscimento delle autorità (istituite dalla collettività a garanzia di benessere e sicurezza). Questa è la legge del denaro. Questa è la legge del più forte. Con questa legge l’autorità, capobranco, inganna il branco e in nome del suo egoismo porta la specie all’autodistruzione. Ma la legge della natura è la legge del più adatto, non legge del più forte. Il più adatto non inganna il branco: mostra l'adattamento al branco, per evolvere insieme a lui. Questo dovrebbe essere l’autorità. Organizzata in una gerarchia di merito, non di potere. 

Oggi, da pochi decenni entrati nell’Era informatica, recuperare questa logica naturale dell’evoluzione, è possibile:

- E’ possibile grazie a una crisi economica senza altra via di uscita se non l’istituzione di una moneta "proprietà dei cittadini e che sia accreditata ad ognuno come reddito di cittadinanza" [5]. Mentre oggi la moneta nasce di proprietà della banca che la emette prestandola ai cittadini [5], con il proposito di creare indebitamento a garanzia di gerarchie di potere.
Della crisi delle multinazionali del credito assicurativo e bancario del 2008-2009 (tuttora in atto e prolungata da ridicoli e perversi tentativi di salvataggio di un sistema ridicolo e perverso, da loro stessi creato) gli esperti in economie sostenibili [5][6][7][8] anticiparono i dettagli diversi anni prima.
La moneta proprietà dei cittadini sarà momento transitorio per una società organizzata sulla gratuità, perché è su un principio di gratuità che avviene il progresso evolutivo, e Homo sapiens sapiens non dovrebbe mancare all’appuntamento di un salto di specie evolutivo in nome di un carattere genetico che non si vuole perdere: l’egoismo. Ma la gratuità riguarderà generazioni lontane dalla nostra.
La nostra generazione deve solo rimediare il danno ambientale che precluderebbe una generazione futura.

- E’ possibile recuperare oggi una logica naturale di evoluzione anche per questo: perché siamo arrivati al bivio di un punto di non ritorno conseguenza della legge del denaro. L’inquinamento cronico di acqua e aria. Slogan ecologista contemporaneo è "non sprechiamo l’acqua pulita". Ma l’acqua, come è evidenziabile da un elementare diagramma del ciclo dell’acqua in natura, è impossibile da sprecare! Così come l’aria cui l’acqua è da tale ciclo interconnessa. Aria e acqua è impossibile sprecarle. Sia esse pulite sia esse inquinate. Se mai sono da non sporcare! Perché anche solo sporcandole minimamente giorno per giorno, si arriverà al momento in cui saranno nella loro totale riserva sporcate. E quel momento sarà deleterio anche se fosse tra un milione di anni, dal momento che a sporcarle sono quantità massicce anche di agenti radioattivi con tempi di decadenza radioattiva millenari.
E’ in nome della legge del denaro inoltre che non si abbandonano fonti energetiche di grosso impatto ambientali a favore di fonti di energia rinnovabili e a impatto ecologico zero, che oggi sarebbero più che sufficienti per il sostentamento della popolazione mondiale (ricordiamo anche che con l’uso della contraccezione, garantendo un figlio a coppia, matematicamente la popolazione mondiale in una generazione si dimezzerebbe; sarebbe in realtà vicina al dimezzamento anche con due figli a testa considerando le variabili biologiche).

- E’ possibile ma anche necessario recuperare oggi una logica naturale di evoluzione, perché allo stato sociale ed economico attuale sono stroncate le motivazioni biologiche di un’intera generazione: nutrirsi, sussistere, riprodursi.
Queste motivazioni allo stato attuale ruotano esclusivamente attorno al denaro. In alcun modo ruotano attorno al merito. Nella società occidentale cosiddetta evoluta, uno sportivo professionista avrebbe garantito tali motivazioni per minimo 5 generazioni. Il massimo si preferisce non calcolarlo. Un comune ricercatore universitario che ha in mano le sorti di un futuro migliore per l’intera umanità, oggi è nell’impossibilità di riprodursi, in seria difficoltà a mantenersi, e si nutre con disagio. Questo, grazie alla legge del denaro.
Merita qui evidenza riguardo la motivazione a riprodursi (vero scopo della vita, che come mezzi usa il nutrimento e la sussistenza per elaborare un’eredità migliore), la rivoluzione della sessualità introdotta dall’innovazione informatica, internet. La pornografia di massa fruibile senza restrizione di età sta causando un grande cambiamento antropologico, nel bene e nel male.
Nel bene perché concorre alla realizzazione dell’individuo (Super-Io) attraverso la libertà di espressione degli istinti naturali e l’auto-coscienza di loro potenzialità e limiti.
Nel male perché sta avvenendo senza educazione e in balia solo dei risvolti economici, causando disagi psicologici su vasta scala (complessi di inferiorità, impotenza e frigidità psicologica, perversioni sessuali), con conseguenti veri e propri disastri psicofisici (impotenza e frigidità organica, sadomasochismo, pedofilia), e piaghe sociali (turismo sessuale, violenze sessuali domestiche, stupri, uso di droghe e alcool per superare frustrazioni o competere nelle trasgressioni).

- E’ possibile recuperare oggi una logica naturale di evoluzione grazie al social network, applicazione rivoluzionaria della rete internet (world wide web). Attraverso il crowd sourcing [9] si prospetta sarà possibile far partecipare la collettività sulle problematiche politiche e sociali della comunità in modo diretto e in tempo reale, facendo sì che il professionista sia solo un interfaccia pratica, operativa, per elaborare le stesse soluzioni provenienti dalla collettività. La separazione tra virtualità e realtà non esiste più dalla Critica della ragion pura (1781) di Immanuel Kant in poi. L’informatica e le sue applicazioni creano panico per la separazione tra realtà e virtualità a quelle generazioni che separano la vita e la morte attraverso una lapide. Per le generazioni future, sarà la lapide un social network (ex. Diario di Facebook). Non è una predizione funesta, ma una gioiosa e poetica previsione di un futuro migliore guidato dall'intelligenza emotiva. Sarà una lapide proprio in senso fisico, dove scorrerà l'esistenza di una persona: il contenuto virtuale della nostra vita. Contenuto vero o falso a seconda della maturità con cui si è vissuti nella vita reale, allo stesso modo raccontando e mostrando falsità o verità.

- E’ possibile recuperare una logica naturale di evoluzione grazie all’interdisciplinarietà. Progetti di urbanizzazione delle città su modello biologico, prendendo come esempio la struttura cellulare, facendo leva su una similitudine evolutiva [3] delle funzioni di produzione, fruizione e smaltimento di prodotti, sono già all’ordine del giorno nelle facoltà di architettura [10]. Interdisciplinarietà tanto predicata perché di moda, ma poco praticata perché c’è paura, perché c’è impreparazione. Perché non si è educati all’intelligenza emotiva, unica facoltà che permette un progresso positivo del confronto intellettivo, ma si è educati solo al profitto economico di titoli e onorificenze, dove vige la legge del più forte, la legge del denaro, per cui ogni concorrente deve essere eliminato prima che ti elimini.






                                                               PROPOSTA



Coinvolgere in concilio tutte le categorie professionali intellettuali (settore sanitaro, economico-finanziario, legale, artistico, scientifico, letterario) su un piano nazionale dapprima e successivamente internazionale, per riprendere la strada di un’evoluzione naturale della società umana.
Tale concilio deve avere come presupposto la formazione in Intelligenza emotiva, fondamento culturale, linguaggio e linea guida, dell’interdisciplinarietà. Obiettivo deve essere l’analisi dei Principia cybernetica e/o progetti affini, che interpretano in modo scientifico le caratteristiche su più dimensioni (microscopiche e macroscopiche) dell’evoluzione naturale, destituendo progressivamente i fondamenti dell’economia del denaro di proprietà bancaria e introducendo con la stessa progressione l’economia del denaro di proprietà del cittadino. Questo, una volta redistribuito il reddito, getterà automaticamente le basi per le generazioni future di una economia del servizio gratuito, unica economia che può eliminare ogni forma di superfluo e garantire la massima qualità di ogni bene ad ogni cittadino del mondo.
Solo in una economia in sintonia con l’evoluzione naturale, le categorie professionali potranno liberarsi dagli scopi lobbistici dettati dalla legge del denaro e per la quale stanno soffocando risorse umane di un’intera generazione, sprecando le risorse di una generazione che sta passando, e precludendo l’esistenza di una generazione futura.







BIBLIOGRAFIA

[1] Daniel Goleman, Intelligenza emotiva, Milano, Rizzoli, 1997.

[2] Charles Darwin, Sull'origine delle specie, 1859

[3] A.Brianza, 2008,Implicazioni delle leggi quantistiche e dell’evoluzione naturale sulla legge di similitudine omeopatica, alla luce di una visione "integrata" di medicina. Scuola Superiore Internazionale di Medicina Veterinaria Omeopatica "R.Zanchi", Arezzo.

[4] Principia Cybernetica http://pespmc1.vub.ac.be/

[5] Rossano, Orlando: Ma l'euro di chi è? L'esperimento del Simec, la «moneta del popolo», tra lira e valuta unica europea, Tabula, 2006

[6] Stato stazionario http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_stazionario_(economia)

[7] Prosperità senza crescita http://it.wikipedia.org/wiki/Prosperit%C3%A0_senza_crescita

[8] Principio di responsabilità http://it.wikipedia.org/wiki/Il_principio_responsabilit%C3%A0

[9] A. Barollo, G. Longhi, 2012, Crowd Village. Crowdsourcing come metodo di progettazione sostenibile, Facoltà di Architettura IUAV, Venezia

[10] A.Brambilla, G.Longhi, M.Michieli, 2012, The Growing Scenario: a generative ecosystem for a bioactive city (Facoltà di Architettura IUAV, Venezia). 







IL CONCORSO DI IDEE FNOVI 2012
Premessa
1. Il concorso di idee rientra nel progetto denominato "Giovani Medici Veterinari per la FNOVI". L’intento è quello di sviluppare un progetto che, muovendo dai valori degli Ordini e dall’attuale condizione della professione, faccia proposte operative per un rilancio della partecipazione dei medici veterinari alla politica ordinistica e di categoria.
2. Ai giovani medici veterinari si chiedono idee e progetti per lo sviluppo della partecipazione alla vita politica della professione nel segno, oggi più moderno che mai, tracciato da Aristotele "La politica è l’arte di vivere bene assieme".
Il concorso di idee
1. La veterinaria è stata rivoluzionata da nuove conoscenze, da nuove tecnologie e da grandi mutamenti che investono tutta la società, i mercati e i servizi professionali [omissis]
2. È volontà e progetto di questa Federazione fornire a giovani colleghi gli strumenti per non arrivare impreparati a tale compito. È volontà della Federazione ascoltare e accogliere istanze e idee.
3. Le professioni intellettuali sono portatrici di valori etici. La realizzazione di questi valori richiede idee e progetti. Il disinteresse dei professionisti alla vita politica non rende giustizia al ruolo che la politica dovrebbe avere nella nostra società.
4. Per realizzare ciò, vi sono idee che potrebbero fare la differenza. Ecco allora il concorso di idee, nella convinzione che soluzioni creative e innovative possano essere lanciate da chi inizia a vivere la professione.