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Teresa Mannino "Siamo sudditi" vallo a dire a Rosanna Spatari se hai coraggio.

 10 febbraio 2024

Però hanno fatto commettere un grosso errore a Teresa Mannino usando il "noi" parlando di colonia e sudditanza. Perché è lei e compagnia bella che accettano cachet stratosferici per recitare i copioni statunitensi (in grande crisi come colonialisti, se avvertono il bisogno di mandare a ribadire al festival dei loro pizza & mandolino che "siamo una colonia").

Lei e chi la circonda sono sudditi. Non milioni di italiani che rimettendoci lo stipendio non hanno accettato coprifuoco, imposizioni, bavagli per due anni, l'altro giorno. 

Noi chi "siamo sudditi"? Vallo a dire a Rosanna Spatari se hai coraggio, cara Teresa, "siamo sudditi". 

Parla per te Teresa. Parlate per voi. Gli italiani il colonialismo lo hanno appeso a testa in giù il secolo scorso, e i ricatti sanitari di qualche colonialista hanno fatto la stessa fine, l'altro ieri. 

Gli italiani dimenticano i vostri spettacoli da sudditi ma non il sangue, il sudore, le lacrime versate per non esserlo, fino all'altro giorno.

Parla per te. Ballate per voi. Cantatevele per voi. L'Italia sarà anche una colonia orchestrata da sudditi super retribuiti come voi, ma gli italiani non lo sono più. Neppure messi a pane e acqua (...e che provino pure con le farine di scarafaggio mo').


La realtà aumentata di valore tolto invece che aggiunto

 7 febbraio 2024

Sai che goduria un giorno se useranno la realtà aumentata per farci illudere di ciò che viviamo?

Sul piatto insetti, e proiezioni di pollo davanti agli occhi?

Questa è un'immagine satirica: sarà stata proiettata una nota storica, una preparazione culinaria di quel piatto sicuramente.

Ma possiamo pensare che altrettanto sicuramente sarà usata la tecnologia in futuro per valorizzare la realtà, o alienarci sempre più da essa?

Non è forse ciò che fanno già da sempre tv-radio-giornali? Illuderci su ciò che viviamo?

Dio benedica l'informazione. Benedica la scienza. Benedica gli uomini di buona volontà. 

Tutto il resto lo si mandi pacificamente al diavolo.

Jannik Sinner e la predica sulla verità-social: torna ad allenarti va...

 01 febbraio 2023

L'ho difeso sulle tasse per la residenza a Montecarlo. L'ho applaudito contro Guru Djoker-Djokovic, l'ho ammirato rimontare contro l'Armata Rossa del Tennis...

Ma se mi scivola su questo no. Mi dispiace. Il bauscia altoatesino è per me indifendibile.


L'ho sentito in conferenza stampa fare questa predica etica sui social e mi si è accapponata la pelle. Primo perché se le persone si illudono e deprimono sui social è perché si illudono e deprimono nella realtà a monte: e di questo è responsabile la realtà che vivono (tra famiglia, scuola, società in genere).

Secondo perché i social non mostrano la verità, sicuro, più che mai perché si sono trasformati con la pubblicità in versioni digitali di TV, radio, giornali, ma su di loro nessuna predica ovviamente (sia mai ne risenta qualche contratto con gli sponsor).

Terzo perché questa affermazione l'ha fatta poco dopo aver detto di essere un ragazzo come gli altri, cui piace giocare anche al computer (videogiochi?).

Tu caro Jannik sei un ragazzo tanto bravo con la racchetta perché, a monte, sei stato tanto fortunato di aver trovato un ambiente sano che ti ha permesso di realizzarti con la racchetta. E puoi permetterti, grazie alle tue fortune che hai sfruttato da bravo ragazzo, di giocare ai videogiochi e usare i social con cognizione di causa. 

Lascia stare la sociologia caro Jannik. Pensa a dove conviene pagare le tasse, agli sponsor, al prossimo slam, a tutto quello che sai fare bene ed avrai tutto il mio sostegno sportivo e perfino social, perfino quando vinci su un campo da tennis contro chi sul campo dei valori umani (come non cedere ai ricatti sanitari o gareggiare privato della propria bandiera) ha trofei che al momento non sei neppure in grado di vedere.

Lascia perdere la sociologia. O rischi che qualcuno ti chieda se saresti andato a Sanremo in cambio di una ricompensa che vale mezzo Slam. La verità la sapresti solo tu, e via stampa, così come via social, potresti farci credere quello che più ti conviene. Come tutti, sempre, ovunque.