27 aprile 2026
Una vicenda macabra, ripugnante, che parla di una figlia minorenne indotta alla prostituzione da una madre, morta quest'ultima prima della sentenza ("Dio non paga il sabato").
Scontato che sia il denaro il movente primo di tale potenziale "crimine contro l'umanità", più diffuso di quello che si pensa, o forse addirittura costume sociale consolidato da "tali madri tali figlie", molto più frequenti di figlie che non vogliono avere nulla a che fare con madri esempi del genere.
Allora tanto di cappello ai fari puntati dai media su questi abomini. Ma c'è un dettaglio che solleva una altrettanto ripugnante e abominevole malizia: perché specificare le tariffe delle prestazioni?
Perché scendere in un dettaglio superfluo e sottolinearne le specifiche, contro ogni criterio di un giornalismo etico e professionale, oltre che stilistico (le priorità dei dettagli nei riassunti le insegnano alle scuole elementari, ma chissà che bonifici arrivano per chiedere e far rispondere a certe domande).
Perché dunque? Forse si vuole approfittare di una cronaca squallida per indurre in tentazione nuove famiglie disastrate, adolescenti senza valori, genitori moralmente disperati, in una società occidentale strozzata da debiti e fallimenti?
Perché? Perché forse il giornalismo d'inchiesta è finanziato per assuefare e incoraggiare allo scandalo, nel mentre lo denuncia?
Sia mai poi che se non ti prostituisci sei vecchia, brutta e grassa.
Fonte foto: https://share.google/XW9xUPBStBEbyPqEV
