11 settembre 2026
Piangiamo quando veniamo alla luce. La consapevolezza dell'esistenza era tutta lì. Trapassare verso l'ignoto è un trauma. C'è dolore, c'è sofferenza. C'è una spinta che contrasta la nostra posizione ancorata a una conoscenza di un equilibrio. Lì si esiste. Ma fuori c'è un'altra vita. Più ricca, più piena. Una vita nuova. Un'altra dimensione. Con lo stesso corpo, ma destinato a divenire altro corpo.
Piangiamo pensando di tornare all'oscurità, poi. Perché la consapevolezza dell'esistenza è tutta qui.
Trapassare verso l'ignoto è un trauma. C'è dolore, c'è sofferenza. C'è una spinta che contrasta la nostra posizione ancorata a una conoscenza di un equilibrio. Qui si esiste. Oltre ci sarà un'altra vita? Più ricca, più piena? Una vita nuova, un'altra dimensione? Con la stessa anima, ma destinata a divenire altra anima?
Così è la vita che abbraccia altra vita, in eterno. Negarlo col pensiero è morte interiore. Negarlo uccidendo è scegliere al posto della vita morte che abbraccia altra morte. In eterno.
