26 marzo 2026
Probabilmente siamo prossimi a un quesito esistenziale di portata colossale: tutto il petrolio e gas, naturalissimi ma sotto terra, mentre dannosissimi in atmosfera nei loro processi di estrazione e conversione energetica, cosa cambia a chi appartengono? USA, Iran, Russia, Cina, Qatar?
Cosa cambia se per portarli in superficie distrugge l'ambiente e ci avvelena Trump o Putin? Un capitalista sceicco o un capitalista comunista?
Non cambia nulla. Mentre cambia tutto se miliardi di individui avessero un terreno di proprietà per una casa di proprietà con un pugno di alberi di proprietà, un orto di proprietà, una manciata di animali da cortile di proprietà. Per scaldarsi e alimentarsi senza dipendere da un capo di stato, a miliardi.
Sia mai che in autonomia a miliardi si cooperi per dei boschi collettivi, su loro esigenza non di un capo di stato, degli allevamenti estensivi di comunità su loro esigenza, non di un capo di stato. Si cooperi per laboratori, officine, magazzini, per loro esigenze non per le esigenze di un capo di stato... e suoi compagni di merende.
Non ci sono le competenze in epoca digitale con miliardi di lauree disoccupate? Quello che fa Amazon, Meta, Google, possono farlo interi popoli in modo etico, sostenibile, compatibile con i ritmi umani e della natura. Invece qualche capo di stato ha deciso che devono farlo solo loro, e così vale per gli allevamenti intensivi, l'agricoltura intensiva, e ogni altro bene e servizio.
Il quesito che ci hanno confinato a porci invece è chi avrà per prima il coraggio di scatenare un disastro nucleare?
Un'energia che non esiste neppure in natura sopra la crosta terrestre: è sotto terra pure quella nucleare. Inerte. Innocua.
E noi, tutti, io e voi, uno ad uno, pur di non condividere l'esistenza con chi ci è vicino e lontano, o addirittura neppure l'idea che si possa condividere l'esistenza, in una società interconnessa multimediale, siamo qui terrorizzati da ciò che da innocuo è stato convertito in mortale, e ignari di ciò che è vitale come una casa e un orto, ed è stato reso inaccessibile, inarrivabile, inusufruibile.
Siamo qui in miliardi a respirare la stessa aria e a nutrirci e pulirci con la stessa acqua, convinti che inquini bruciare legna e non uranio o petrolio, come se la vita fosse evoluta attraverso le ere vulcaniche in milioni di anni tra i fumi di motori a scoppio o fissione nucleare, invece che di foreste in fumo.
Vedremo coi prossimi forzati lockdown energetici, i prossimi forzati green-pass, i prossimi forzati arruolamenti, quali domande sorgeranno spontanee. E senza forzature quali relative risposte.
Auguri umanità.
