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Una società alla deriva tra avanspettacolo per l'ideologia gender e malattie terminali.

01 agosto 2024

La PERVERTITOCRAZIA che trasforma l'arte e lo sport con avanspettacoli di demenzialità (vedi recenti Sanremo e Olimpiadi) è segno preagonico suo e delle masse che tentano di trascinarsi dietro. 

Al tempo stesso sono demenzialità per lei vitali perché evitano che al pubblico si parli delle alternative politiche, sociali, economiche che la superano.

È tipo il tema tumore che esige si parli solo della chemioterapia per evitare che si parli dell'inquinamento che lo causa. 
Così si evita pure di realizzare che una volta su due la chemioterapia elimina il tumore, l'altra volta su due fa soccombere, essendo essa un inquinamento più o meno forte di ciò che ha causato il tumore.

Alla fine si parla solo del tumore e della chemioterapia, ma mai della loro natura comune (l'inquinamento) e di ciò che lo può realmente eliminare.

 Auguri Umanità

Teoria gender e metafisiche teologiche

01 agosto 2024

È interessante il connotato metafisico teologico della dottrina gender. 
Perché maschio e femmina sono prerogativa del Creato, metafora dell'amore divino che si incarna.

Le entità angeliche e demoniache non hanno sesso. Ma le prime sono custodi dell'umanità, le seconde sua mortale rivalità. 
L'angelo custode è per eccellenza l'immagine dello spirito guida del neonato. Il demone l'immagine di chi lo tenta in pubertà, spartiacque tra l'innocenza dell'infanzia e l'età adulta.

Infine Cristo. La figura più potente in tutto ciò. Per certi aspetti pre-potente. "L'uomo nuovo" che schiaccia la testa del serpente, indica la strada della castità ma al tempo stesso benedice i bambini, rassicurando chi ha il dubbio di quale dei sette coniugi defunti incontrerà nell'aldilà, che lì si sarà uniti a Dio in un amore nuovo. Oltre la sessualità. Che non significa certo LGBTQ.

E chi prende di mira la dottrina gender fatalità? L'ebraismo? Il taoismo? l'Islam? Macché: solo il cristianesimo. E qual è la loro determinante esistenziale? La maternità surrogata con l'aborto.

Molto interessante. Da farci proprio un film con l'umanità. 
Poi se qualcuno vuole vederci protagonista solo Rocco Siffredi e dragqueen... ca* suoi.

Una categoria sportiva trans? Troppo illuminante?

31 luglio 2024

Una ipotetica elementare soluzione non sarebbe creare la categoria sportiva trans?

Macché. Scatenerebbe ovviamente il caos anche tra loro per come sono e come si sentono. 

Soprattutto diventerebbe occasione per riflettere sulla banalità della questione ad andare oltre il binarismo, biologicamente oggettivo, al di là di come ci si percepisce, psicologicamente soggettivo. 
E questo è pericoloso per questa dottrina antievoluzionista.

Paradossalmente poi, emergerebbe che il suo unico scopo non è la propria identità, ma minare l'identità del maschio e della femmina: volendo integrare, includere, ciò che non è a ciò che è.

Il grigio che vuole essere incluso, integrato, al nero e al bianco, facendo diventare tutto grigio ma continuando a voler distinguere le categorie bianco e nero, addirittura non volendo la categoria grigio.

Geniale. Dal punto di vista della destabilizzazione, del caos, del disordine, una dottrina geniale.

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