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1996. Bud Spencer visionario su internet e social (valori, sentimenti e razionalità)

 11 agosto 2024


Parole proferite nel 1996 da un divo internazionale del "cinema per famiglie": Bud Spencer alias Carlo Perdersoli.



Non penso che affermazioni di tale portata futuristica e antropologica siano emerse da esclusive analisi, studi, visioni personali.

Probabilmente il suo spessore intellettuale oltre che artistico (non così frequente trovarli associati nello starsystem) è derivato dalla frequentazione di qualche circolo culturale d'élite (massonico-paramassonico?) nota anche la sua fierezza partenopea (neoborbonica?).

Perle su fondamenti di evoluzionismo, intelligenza emotiva e sociologia concentrati in una manciata di minuti... quasi trent'anni fa. Sublime.

Perle su fondamenti di evoluzionismo, intelligenza emotiva e sociologia concentrati in una manciata di minuti... quasi trent'anni fa. Sublime.

,, Quando noi, attraverso il computer ordineremo da mangiare al salumiere, quando noi avremo dei rapporti con gli altri tramite il computer quando entreremo nelle case e nella vita privata degli altri – questo succederà fra alcuni anni – a questo punto cambierà la società, cambierà il nostro modo di vivere.

Il sentimento è l'unica cosa che non può essere toccato. Noi dobbiamo sempre pensare che in fondo siamo degli animali: l'importante è mantenere dei valori se noi manteniamo dei valori questi non ci potrà toccare nessuno.Nemmeno la virtualità, nemmeno la medialità, nemmeno il cd-rom… niente! L'uomo è l'uomo che avrà i suoi sentimenti le sue passioni di quelli che poi fondano tutti gli animali solamente noi abbiamo il vantaggio di avere un raziocinio maggiore.

E quindi speriamo di usarlo tutti un po' meglio che come lo stiamo usando oggi ,,


Testo 

 https://www.fanpage.it/napoli/bud-spencer-intervista-profezia/

Video reel

https://www.facebook.com/share/r/ceY35sbvmFBTRKFD/

Video originale 

https://youtu.be/sjm9WkLjyII?si=W79Qa8W2u6dw4MRB








Le olimpiadi delle farneticazioni genetiche degli influencer nei social.

 10 agosto 2024


Non è semplice in questo momento di olimpionica crisi, leggere vagonate di farneticazioni su genetica e sessualità, in tanti canali e profili social pompati per un'informazione di "regime" mirata a suggellare certe farneticanti propagande ideologiche.


Lo dico con una laurea in medicina veterinaria e una tesi su talune malattie cromosomiche comparate tra animali e uomo (...ipse dixit assolto).


In scienza e coscienza allora ribadiamo: XY significa biologicamente maschio. Poi uno può sentirsi come vuole nella nostra società, tanto società non è sinonimo di mondo: il mondo va dove va la natura. La società va dove decide chi la governa.


Ho sentito dire perfino che "si nasce tutti femmine e poi qualcuno diventa maschio".


Che ha la portata scientifica di un virus bloccato dalla mascherina o l'immunità di gregge innescata da iniezioni invece che dalla malattia naturale. Grandi esperti. Grandi istituzioni. Ma con l'immunità penale per le loro azioni, altro che quella biologica.


Ma no: non si era solo femmine e poi compare ogni tanto il maschio. 

L'ancestrale del maschio e della femmina non era né uno né l'altro. 

Così come un antenato comune a due specie ha qualcosa in comune ad entrambe, e le due specie figlie hanno qualcosa di unico differente una dall'altra, e dall'ancestrale.


Ecco perché gli ermafroditi hanno una riproduzione imparagonabile al mammifero: lontanissimi nell'evoluzione. Eppure sono nostri ancestrali certo. Come l'ancestrale della Luna è la Terra, e l'ancestrale di entrambe è il Sole. 

Cosa ci mettiamo a paragonare dunque? Come si dividono i nuclei atomici dell'idrogeno nella Terra rispetto alla Luna e al Sole? Fatelo! Ma perché poi delirare sull'idrogeno della Terra se si immagina che altrove funzioni diversamente?


"Siamo ermafroditi" è come dire "Sieti insetti". Uno slogan diretto da chi governa a chi è governato. È società umana. La natura è un'altra cosa. E la riproduzione degli ermafroditi o degli insetti ci azzecca coi mammiferi come la divisione dei nuclei di idrogeno nel Sole, nella Terra e nella Luna.


Ho sentito dire infine che la femmina poi ha prerogative biologiche rispetto al maschio, tipo "maggiore efficienza del sistema immunitario".


E ti credo! Nove mesi di gestazione concede cellule staminali in circolo e quiescenti nell'organismo per il resto della vita! Guarda caso poi la longevità mediamente maggiore.


Ecco sì: la gravidanza è esclusiva prerogativa della femmina. E qualcuno idealizza di sostituirla sistematicamente con le incubatrici.


Qualcuno non a caso, ma su cui non vale la pena far luce, intenti come si è a riscrivere i libri di scienze, le grammatiche, le Olimpiadi... Tutte cose che appartengono alla società. Il mondo con la sua natura e la sua evoluzione sono un'altra cosa.


Auguri Umanità.

Fonte foto

https://it.wikipedia.org/wiki/Caos

Osservando cosa rimane di un cubetto di ghiaccio.

 07 agosto 2024

Non saprei dire da quanti anni mi sono accorto che i cubetti di ghiaccio lasciano un residuo sul fondo del bicchiere (passatemi il termine chic da laboratorio biomedico: flocculazioni).


Ho sempre fatto finta di niente perché, osservando con certa attenzione cosa succede nei nostri cieli da decenni, sapere nel dettaglio cosa finisce nell'acqua che beviamo ho preferito far finta di non chiedermelo.


Poi però a un certo punto lo nota tua figlia di otto anni appena, e allora non posso più far finta di niente. Sono otto anni che rispondo a quello che ho la fortuna di capire che mi chiede, non mi posso tirare indietro sull'acqua che beviamo: conosciamo la realtà, coraggio.


Allora esperimento (i bambini a differenza dei grandi non si montano la testa con questo termine) ovvero semplice esperienza ripetibile e riproducibile universalmente. 



Prendiamo lo stampo per il ghiaccio, mettiamo a un lato (dx) acqua distillata in due pozzetti. A metà acqua di bottiglia in plastica di una marca, all'altro lato in due pozzetti acqua di altra marca.


Ghiacciamo ed ecco cosa si osserva, che riporto qui poi con mia figlia lo ripeterò perché ho scordato di riempire altri due pozzetti con acqua dell'acquedotto e altri due con a acqua di pozzo.


Le opacità sono cristallizzazioni di sostanze solide (termine per prenderla larga, dai carbonati ai metalli pesanti, dai silicati alle microplastiche): chi più ne ha più ne metta, per differenziare non basta sicuramente l'occhio umano. 


Nell'acqua distillata le opacità sono minime, ma ci sono. Acqua demineralizzata al 100% non esiste (coerentemente al fatto che 100% esiste in matematica, ma non in fisica). 

Esperienza notevole già quella di comprendere la differenza tra le definizioni umane a parole e la realtà di fatto.


Nell'acqua potabile in bottiglia allo stato solido in questo caso si può notare che le cristallizzazioni per una marca non sono poi così diverse dall'acqua distillata. Mentre nella seconda marca sono ben più evidenti.


Interessante notare che il ghiaccio dove sono più evidenti, si scioglie più lentamente. Altra bella esperienza: più ci sono sostanze sciolte, più il ghiaccio si scioglie lentamente.


Ancora più interessante notare che ad occhio nudo una volta completata la fusione, nell'acqua distillata i cristalli sono invisibili (ma ci sono), nell'acqua ghiacciata apparentemente simile a quella distillata i cristalli sono flocculi puntiformi, nell'altra si compattano.


Come ogni esperimento che si rispetti: conclusioni? 

Niente. Con i figli di otto anni non ce ne sono. E' sempre un inizio. 

La sfida è e rimane, finché si capiscono, rispondere alle loro domande. Niente come si suol dire "acqua in bocca". Più che mai in questo caso.


Pronostico sulle domande di mia figlia:

"Papà, ma allora facciamo ghiacciare tutta l'acqua che beviamo così poi la sciogliamo, e la beviamo lasciando lì i cristalli!"

Bel casino. Non tanto come soluzione, ma perché il problema non dovrebbe neppure esistere.