9 giugno 2026
La community di Libero chiude definitivamente. Era il prototipo di un social-blog-sito personale, di una piattaforma italiana.
Aveva lanciato l'idea di mettere a disposizione degli utenti uno spazio virtuale, gratuito, dove potersi esprimere con contenuti personali.
Questo nei primi anni duemila, diversi anni prima che esistessero le piattaforme multinazionali che oggi conosciamo di social-blog-siti, convertiti lentamente da fac-simile di quelle community, a vetrine promozionali a scopo propagandistico culturale-commerciale.
Provate un attimo a immaginare se quelle idee in origine fossero state usate a scopo governativo con profilo di identità digitale pubblica (altro che SPID di enti privati), per far partecipare le persone alle realtà pubbliche di scuole, comuni, regioni, Stato, che le riguardano. Praticamente usate in una democrazia diretta.
Invece è avvenuto che i governi hanno incentivato che quelle idee divenissero monopolio privato multinazionale, tenendo ben lontana ogni immaginazione dei cittadini dall'uso dei social per scopi civili di democrazia partecipativa. E per giunta che quel monopolio fosse un'arma di informazione di massa uniforme e unipolare con ideali e obiettivi esclusivi della medesima finanza multinazionale.
Chissà come mai da una parte tanto successo, e dall'altra tanta deriva.
Ad altri mondi o ad altre epoche cara Community di Libero. È stato bello sognare una società migliore. Non è durato poco, anzi sei durata anche troppo accerchiata da concorrenze sleali e conflitti di interesse. È andata solo male. Come è inevitabile sia quando la finanza pilota la politica.
