06 giugno 2026
E se il purgatorio, invece che un'invenzione terrena dell'ultraterreno per far di conto e calcoli con le indulgenza, fosse una dimensione dove le anime scontano lo sconforto di osservare le proprie colpe per l'eternità, con l'eterna consolazione di non essere all'inferno e l'eterna allusione al paradiso?
Sarebbe una dimensione più degna sicuramente delle logiche del divino che delle finanze delle caste religiose.
E non toglierebbe dignità a un paradiso destinato a chi si comporta male in vista di futuri pentimenti, e aggiungerebbe autorevolezza all'inferno destinato a chi ha fatto perfino del paradiso, ovvero di ciò che non già gli appartiene, una questione di conto e calcoli.
